Se oggi i sondaggi danno Grillo intorno al 15% potrebbe voler dire che una parte di cittadini ha espresso l’intenzione di votarlo alle prossime elezioni politiche. Ma chi sono queste persone? Quali sono le loro caratteristiche?

Innanzitutto sono persone affascinate dal populismo e dal qualunquismo perché – diciamolo – ad oggi il populismo grillino batte persino quello leghista (il che è tutto dire). Sono tendenzialmente persone che si sono sempre occupati poco della politica e la grande inesperienza nelle amministrazioni locali ne è la prova più lampante. Inoltre quelli che un po’ di politica l’hanno fatta arrivano principalmente dall’elettorato di sinistra. Questo è facilmente deducibile per due principali ragioni: la prima è che Grillo voleva correre alle primarie del PD e per cui le sue idee si riconoscono in quelle del centro-sinistra; la seconda è data essenzialmente dal programma del M5S. Acqua pubblica, no tav, omologazione degli stipendi etc.; insomma le principali battaglie del popolo di sinistra.

Il popolo grillino vive quindi degli spot del suo leader, sicuri che quello che dice e che fa sia il vangelo e determinati a credere che un comico, comicizzando i comizi politici, possa oggettivamente rivoluzionare la politica del nostro paese. Distanti da un mondo a loro sconosciuto (quello politico) appoggiano un movimento costruito sulla sabbia, ancor più carismatico dei moderni partiti e senza una struttura che gli dia credibilità.

Inoltre la comicizzazione della politica grillina, condita con il solito populismo, agita in particolare quelle masse che fino ad ora non avevano mai partecipato alle tornate elettorali.

Beppe Grillo, nonostante cerchi di mostrarsi diverso dalla “vecchia” classe politica, non fa altro che ricalcarne le gesta rielaborandola in chiave contemporanea. La traversata dello Stretto a nuoto e le corse alla Forrest Gump, non sono altro che gli stessi strumenti comunicativi utilizzati da Berlusconi nel ‘94 aggiornati al popolo digitale.

È possibile che anche qualche “deluso” elettore di centro-destra oggi affermi di voler votare Grillo, probabilmente più per nostalgia della spettacolarizzazione politica che per reale condivisione valoriale.

Però sostanzialmente Grillo non è riuscito nel tentativo di rendere il suo consenso trasversale ai partiti inducendo solo all’attività quella parte di cittadini che fino ad ora non partecipava alle consultazioni elettorali.

Osservando i soggetti intervistati alle manifestazioni di Grillo si può quindi facilmente notare come la sua approssimatezza politica, unita alla goliardia del turpiloquio comico, scaldino una folla di delusi da un sistema del quale fino ad ora non avevano neanche contribuito a migliorare.

Probabilmente la comicizzazione della politica grillina continuerà ad attirare qualche consenso e forse cercherà di essere l’ago della bilancia nel nuovo parlamento, ma l’omologazione al dirigismo frutto di una struttura poco definita, già iniziato e già condannato, riporteranno alla disaffezione chi fino ad ora della politica non si era mai curato.

© Rivoluzione Liberale

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3 COMMENTI

  1. Premetto che sono un vecchio liberale rivoluzionario illuminato dalle lezioni e dalle indicazioni di Croce, di Einaudi, ma sopratutto di Gobetti, quindi sono un giovane imperituro come Piero.
    Il commento che esterno non è assolutamente da “grillino”, ma un esame socialmente più profondo del fenomeno, che crea sonni agitati non a me ed a tanti altri ma alla classe politica e dirigenziale del Paese che si vuole riproporre ancora una volta come conduttore nonostante la evidenza dello sfascio prodotto, diciamo, negli ultimi vent’anni.
    Vivo la mia vita con il contatto frequente con la gente (in particolare con i lavoratori unireddito, con i pensionati senza altri redditi, con i sottoccupati, con i malpagati, con disoccupati, con giovani che attendono e che vengono accalappiati con le menzogne, con i meno abbienti senza casa, malati e non protetti,ecc.), di cui si parla pochissimo pur essendo milioni di creature, ed ho registrato un serio malessere perché è stufa dei professionisti della politica che non cedono la poltroncina del potere (foriero, col sotterfugio complice, del mangia-mangia),in altri termini dei politicanti da strapazzo (vecchi e giovani) che hanno ridotto il Paese com’è ! Ma,senza pudore continuano a riproporsi con parrucche e maschere,che vien voglia di strappargliele!
    I grossi partiti che si sono ritagliati con leggi elettorali truffa gli spazi negli ultimi vent’anni, proprio quelli che hanno illuso e deluso gli elettori (in gran parte creduloni perchè hanno seguito
    i “salvatori” della Patria predicatori del cambiamento (sic!); ed ancora (cosa molto grave) che hanno emarginato le formazioni liberaldemocratiche portatrici di idee e di valori per il popolo
    sovrano, oggi sono respinti sostenuti soltanto dai favoriti, dai lecchini, dai burocrati incompetenti, ignoranti, in malafede, da loro inseriti in gran parte per proteggere a tutti i livelli la casta
    imperante dei magnaccioni. Sfido chiunque tra le persone perbene a dire il contrario!
    La gente non violenta che si riunisce, che grida per le strade il proprio orrore, trova spazio allora per chi prende le difese del malcontento (è il caso del grillismo), è badate! si tratta di gente perbene, non è cretina e senza senno. Ma non è tutta per il movimento 5S, perchè una buona parte degli elettori si dichiara per l’astensionismo (o qualcuno per imbrattare le schede).
    In considerazione che alle elezioni nazionali si presentano (è ormai endemico) alle urne non più del 70% degli aventi diritto, calcolando un 40% di non votanti previsti, il suffragio del 30% restante degli italiani verrà diviso tra i simboli costituendo cosi una zuffa problematica per chi dovrà governare minoritariamente formando una nuova ammucchiata senza futuro.
    Allora non parliamo più di grillini e di astensionisti, tra cui conosco persone perbene ed intelligenti recuperabili ad una azione di rilancio di un cambiamento più democratico con una propoposta, seriamente voluta da tutti coloro che per tanti anni si sono indirizzati verso formazioni falsamente laiche e liberali, si sono lasciati irretire dai cosiddetti santoni di tutte le razze, si sono
    fatti irretire per qualche briciolo di potere e poi mandati a fantasca dopo l’uso precario, si sono imbrigliati in un gioco di meschinità, di antipatie, di eccessi vergognosi nei confronti di chi per tanti anni ha tirato la carretta contrastato per odio e non perchè avrebbe meritato più considerazione senza partigianeria e livore.
    Mi sono sentito pertanto attirato con consenso ragionato alle proposte già esternate da Stefano De Luca in lettere aperte pre e dopo congresso e ribadite da altri amici del PLI, riprese e ben riassunte, insieme ad altre esternazioni, da Teso. Occorre senza dubbio addivenire al più presto ad una formazione di area liberaldemocratica, laica, riformatrice alla ricerca di una nuova classe dirigente che possa avere un largo consenso popolare. Lo spazio c’è per un gruppo sostanzioso di italiani esodati ed estremizzati dai noti califfi irresponsabili.

  2. Credo che Fauzia abbia ragione nella sua analisi e mi pare che la conclusione sia; é inutile, e sostanzialmente elitista e antidemocratico, demonizzare i seguaci di Beppe Grillo (come a suo tempo si demonizzarono i seguaci di Umberto Bossi), i quali sono mossi da ragioni del tutto comprensibili di reazione davanti a una classe politica che da decenni é preoccupata solo di perpetuare se stessa (e in questo si ritrovano, corporativamente, destra, centro e sinistra, come sará puntualmente tra breve dimostrato dalla mnuova legge elettorale).. Bisogna cercare di capirli, invece , e offrire loro una risposta che non sia il populismo volgare e urlato di Grillo (come ieri quello di Bossi), ma una visione del futuro, di quello che vogliammo sia l’Italia (Galli della Loggia ne parla oggi sul Corriere). Io penso che non si debbano scomodare grandi ideali, modelli astronomici e irraggiungibili,, o richiamarci al Rinascimento o al Risorgimento, epoche grandi e irripetibili, ma si, chiamare a raccolta le nostre capacitá nazionali, che sono tante, e progettare un’Italia seria, che lavora e si rinnova, ben inserita in Europa e nel mondo, dove chi governa lo fa nell’interesse del Paese e non nel proprio, dove i cittadini , e non i Segretari dei Partiti, scelgono chi li rappresenta; un’Italia onesta in cui sprechi e corruzione siano ferocemente combattuti e in cui spreconi, malversatori, concussori e corrotti (e corruttori) si vedano chiusa ogni funzione pubblica; un Italia dovbe un capo di governo che sporchi l’immagine del suo PAese coi suoi bunga-bunga (senza poi mai pentirsene) scompaia dalla scena; un’Italia dove la Magistratura e le forze dell’ordine siano lasciate libere di fare il loro mestiere senza intenti punitivi; dove le varie mafie siano messe in ginocchio e i loro immensi beni confiscati a profitto del bene comune: dove, a tutti i livelli della politica, della cultura, dell’economia, dell’amministrazione, prevalgano i competenti e gli onesti, non i raccomandati politici. Insomma, l’Italia che Mario Monti stá cercando con fatica di costruire e quella che pare invocare Matteo Renzi (ma non so con quanta credibilitá e ad ogni modo la nomemclatura postcomunista glielo impedirá).. I veri portatori di questo progetto devono essere, i liberali, che non hanno nessuna delle responsabilitá e colpe dell’ultimo ventennio,, sapendo presentare alla gente un programma conciso e chiaro (non piú di dieci punti; bastarono persino a Dio e a Mosé) e poi diffonderlo in tutte le forme oggi poossibili , attraendo a noi non solo gli affini, ma la massa dei delusi, che ripudiano la vecchia classe politica e, se finissero nelle mani di Grillo, cadrebbero davvero dalla padella nella brace. Per questo dobbiamo uscire dalla mentalitá un pó elitista e da club che spesso ci caratterizza e andare sulle strade, su internet e dovunque sia possibile poirtare un messaggio innovatore. Dobbiamo chiederlo ai nostri dirigenti e tallonarli perché si mobilitino e mobilitino tutte le possibili energie: ne va del futuro d’Italia e dei nostri figli.,

  3. E’ un movimento che accoglie penso, anche molti internauiti cresciuti negli ambienti politici virtuaili della rete; gente che probabilmente non si è neanche mai confrontata con le idee dei classici come Marx, Smith, ecc. e dei contemporanei.

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