[Riceviamo e pubblichiamo questo Comunicato emesso dall’Ufficio Stampa del Partito Liberale Italiano. N.d.R.]

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Il Segretario Nazionale del Partito Liberale italiano Stefano de Luca prende posizione sulla Legge di stabilità dichiarando che “Il pasticcio della Legge di stabilità dimostra che ormai il Governo non ha più l’autorevolezza per imporre una propria linea ed è costretto ad affidarsi ai ragionieri per elaborare misure in grado di tenere in equilibrio i conti.

In realtà, leggendo attentamente il complesso provvedimento, si evince che, a fronte della riduzione di un punto delle aliquote IRPEF sui due scaglioni di reddito più bassi, tra eliminazione delle agevolazioni ed altri aggravi, la pressione fiscale complessiva risulta ulteriormente crescente.

La retroattività dell’effetto negativo dell’intervento restrittivo su deduzioni e detrazioni, rappresenta un grave precedente di rottura del rapporto di fiducia con i contribuenti – afferma de Luca– perché la normativa tributaria, similmente a quella penale, non può che riguardare il futuro. La retroattività infatti significa cambiare le regole in corsa, mentre le aziende o i singoli cittadini hanno già fatto i loro programmi di spesa sulla base della legislazione vigente.

L’Esecutivo – continua de Luca– dimostra di non rendersi conto che soltanto con una significativa riduzione del carico fiscale per tutti e principalmente per le imprese, si potrà avviare la necessaria ripresa economica, con un incremento dei consumi e dell’occupazione, mentre l’aggravio di un punto dell’IVA deprimerà ulteriormente i consumi.

Secondo i liberali – conclude il Segretariodel PLI– una riduzione consistente dell’IRAP e del cuneo fiscale avrebbero creato le condizioni per invertire la tendenza, ma è mancato il coraggio e si è preferito cedere alle pressioni dei sindacati, delle corporazioni e dei morenti partiti della Seconda Repubblica.”

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© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Per rendere operative queste giustissime osservazioni, il PLI divrebbe farsi carico, quando la Legge di Stabilitá passerá all’esame del Parlamento, di fare proposte alternative, quantificandole peró in modo preciso e rigoroso, indicando fonti alternative di finanziamento rispettando gli obiettivi generali di finanza (per esempio pigiando l’acceleratore sui risparmi di spesa dell’Amministrazione, ancora del tutto insufficienti). Se le correzioni saranno lasciate in mano a partiti largamente clientelari come il PD e il PDL, gli emendamenti saranno superficiali e pensati in vista di convenienze elettorali. Anche in questa vicenda, spetta ai Liberali essere il granello di sale, nella sede naturale, che é il Parlamento.

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