Bruxelles – L’Unione bancaria entra nel vivo della discussione. I prossimi mesi potrebbero essere decisivi per il futuro dell’Unione economica. Sopravvivere significa oggi per l’Europa continuare sulla strada dell’integrazione di bilancio e di spesa. Come riporta il Sole24Ore,“la soluzione per l’Eurozona non dev’essere costruire una sorta di Stati Uniti dell’Euro, ma se si vuole che il progetto sopravviva quasi certamente sarà necessario includere, in una forma o nell’altra, la maggior parte dei meccanismi che garantiscono il buon funzionamento delle altre valute: le economie più forti dovranno garantire un maggior sostegno per aiutare le economie più deboli a operare il necessario aggiustamento”.

Il primo passo verso una maggiore integrazione europea passa, necessariamente, dall’unione bancaria. Il Presidente stabile del Consiglio europeo ha avviato una due giorni di discussioni, in vista del Consiglio europeo di oggi, per strappare un mandato chiaro su alcuni aspetti della riforma della zona euro e ridare slancio politico al progetto di centralizzare la vigilanza bancaria pressola BCE. Lequestioni controverse sono: oltre alle difficoltà di terminare il processo legislativo entro fine anno, bisogna ancora decidere la data di entrata in vigore e di entrata a regime dell’unione bancaria, le modalità delle ricapitalizzazioni bancarie attraverso l’European Stability Mechansm (ESM) e le modalità di voto alla Bce e all’Autorità bancaria europea (EBA).

Come riportato dal Financial Times, il problema riguarderebbe soprattutto l’idea di permettere ai Paesi extra zona euro che desiderano essere vigilati dall’istituto monetario di avere un diritto di voto nel futuro Consiglio di sorveglianza. Attualmente, il pieno diritto di voto appartiene solo agli Stati della moneta unica. Dubbi giuridici sono frequenti in ambito europeo, soprattutto alla vigilia di grandi decisioni, e non vanno esagerati, ma quest’ultimo potrà essere utilizzato dai Paesi nel corso del negoziato.

Intanto la Cancelliera tedesca Angela Merkel si schiera a favore dell’idea di affidare al commissario europeo agli Affari economici il potere di veto sui bilanci nazionali degli Stati membri dell’UE. Sarebbe, spiega la Merkel, un passo in avanti per l’Europa poiché l’UE acquisirebbe un vero e proprio diritto di ingerenza sui bilanci nazionali e sulla stessa linea è anche il ministro delle finanza tedesco Wolfgang Schaeuble. L’idea di rafforzare ulteriormente la Commissione con la nascita di un supercommissario europeo, però, non convince tutti neanche all’interno dei 17 Stati della zona euro. I francesi, ad esempio, hanno fatto sapere tramite Hollande, che sono consapevoli della sensibilità dei tedeschi verso la sorveglianza bancaria, ma a tal fine ci deve essere una completa unione di bilancio attraverso la mutualizzazione del debito. Lo spred sembra scendere, la Grecia ha ottenuto una dilazione dei rimborsi e la crisi sembra un po’ più lontana, unica costante? Le divergenze e le difficoltà all’interno dell’UE, a 17 o 27 non importa, ci sono e la sensazione è però che la strada intrapresa possa essere quella giusta.

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