«In Libano hanno ricominciato a praticare lo sport più amato da certi ambienti: il salto in aria con la bomba.

Un paese che io conosco bene, dove nulla cambia se non in peggio. Schiavo della Siria, il governo arranca; il povero  Michel Suleiman, presidente della Repubblica, cristiano maronita, ha convocato il premier Najib Mikati vicino a Hezbollah e alla guida di una coalizione filosiriana e filoiraniana, il quale, alla stregua di un qualunque presidente della Camera in Italia, ha rifiutato di dimettersi come pretendeva l’opposizione ma ha ammesso l’evidente nesso tra l’uccisione di Hassan e l’arresto di Michel Semaha (ex ministro libanese vicino al presidente siriano Bashar el-Assad), e ha invocato “per il futuro” un governo di unità nazionale.

E lì mi è presa irrefrenabile la risata isterica. Unità nazionale la chiamano! Un paese nel quale sui biglietti da visita scrivono la religione d’appartenenza oltre all’indirizzo: dove persone accusate di crimini verso l’umanità siedono in Parlamento. Ecco, un paese così parla di unità nazionale.

Saad Hariri, figlio di un altro famoso saltato in aria, il leader di Mustaqbal, il movimento sunnita che domina l’opposizione al governo, in esilio volontario da oltre un anno, ha  accusato esplicitamente il regime siriano di essere il mandante dell’ennesimo omicidio politico in Libano: accuse naturalmente respinte da Damasco. Mi viene da dire: il bue che dice cornuto all’asino. In Libano non c’è pace e mai ci sarà fino a che non riusciranno a sopravvivere i politici illuminati. Chiunque abbia tramato contro la Siria è morto prima del tempo. Chi invece abbozza, campa ma inutilmente.

Cari signori europei, che tanto vi sentite civili e superiori, che dettate le leggi alle repubbliche delle banane, che decidete quante arance si devono vendere e quali mozzarelle sono degne di tali nomi, forse è tempo di tirare fuori le palle e provare seriamente a porre fine a un massacro fisico e morale che dura da sempre.

Quante persone dovranno ancora  morire? Per quanti anni ancora Assad figlio ingrasserà gli squadroni della morte? Mi fa orrore pensare che in fin dei conti nessuno fa nulla: ho letto che il vicesindaco di Milano ha incontrato il Patriarca maronita. Come sempre, quando non c’è soluzione si ricorre a Dio.

Ma stavolta Dio è andato in vacanza e non ha attaccato la segreteria telefonica!»

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI

2 COMMENTI

  1. Conosco anch’io bene il Libano (ci ho vissuto come Incaricato d’Affari per tre anni, molto tempo fa: ma nulla é cambiato da alllora) e al Libano ho dedicato un lungo capitolo di un mio libro del 2007, Servizio di Stato. . É un Paese cher ha dodici diverse combinazioni etnico- religiose e nessun sentimento condiviso dell’identitá nazionale; la gente é innanzitutto cristiano-maronita, cristiano-ortodossa, sunnita, sciita, drusa etc., e poi, molto dopo, libanese. I soli che sentono e amano il Libano sono i maroniti, che non hanno altra possibile patria e se il Libano viene meno devonno eigrare, come del resto hanno fatto e stanno facendo in massa. Cristiani e musulmani hanno potuto convivere per secoli grazie a una netta seoparazione terriotriale e sotto il controllo, dapprima ottomano, poi francese. Per qualche tempo dopo si é potuto coltibare l’illusione di un PAese unitario e prevalentemente cristiano, illusione bruscamente rotta ai tempi di Champun (anni ’50) quando dovvetero intervenire i marines americani a ristabilire la pace. Ma i cristiani hanno perduto da tempo la maggioranza, che ora é musulmana.e sono i musulmani che hanno imposto, alla fine degli anni ’60, l’enorme errore di ammettere sul territorio non solo migliaia di guerriglieri palestinesi che oggi rispondono in gran parte a Siria e Iran. E la pretesa siriana di dominare il piccolo vicino (di cui non ha mai riconosciuto l’indipendenza, giacché al tempo degli ottomani il Libano apparteneva al vilayet di Damasco) é un dato permanente, che durerá finché in Siria non subentrasse una democrazia di tipo scandinavo. Dunque, d’accordissimo con Lei sull’analisi,. La Siria e i suoi accoliti sono i principali responsabili del dramma permenente di quel Paese. In completo disaccordo, invece, sull’appello all’Europa perché intervenga. Unitá nazionale e pace interna la possono risdtabilire solo i libanesi, non l’Europa ( né la NATO, che ha potuto contribuire alla fine di Gheddafi. con una campagna aerea impensabile nel Levante. ) Per il Libano si é fatto, al tempo del Governo Prodi-D’Alema, quanto era possibile e grazie a noi esiste in quel Paese una presenza militare europea a guida italiana, che peró non ha né il mandato né la possibilitá, di intervenire colla forza nelle vicende interne di quel Paese. Per farlo dovremmo ampliarla in misura molto maggiore di quanto fece la NATO in Bosnia (65.000 uomini, tra cui 3.000 italiani) o nel Kossovo.. Molto maggiore perché dovremmo controllare l’intero territorio libanese, momtagna inclusa, e inevitabilmente estendere la nostra azione alla Siria. A un primo calcolo, occorrerebbero tra i duecento e i trecentomila uomini. Chi li fornisce? Chi paga? Neppure Romney lo suggerisce.. Sanzioni? A carico di chi? Degli stessi libanesi che della violenza altrui sono vittime? Perció, l’Europa, che guartda con dolore e preoccupazione a quello che accade in quel bellissimo e caro Paese, sviluppi tutte le possibili azioni diplomatiche, all’ONU e altrove e dia un ulteriore giro di vite alle sanzioni contro il bieco regime di Assad, , ma, per favore, non apriamo un nuovo capitolo di interventi militari. Non possiamo essere i gendermi del mondo, e neppure i suoi giudici, Abbiamo giá pagato un prezzo di sangue assai alto per quel Medio Oriente che non ce ne é neppure grato. Basta davvero, finché non la nostra coscienza, ma la nostra sicurezza non saranno direttamente chiamate in gioco..

  2. fosse per me io manderei tutti i militari a fare altro. Non sono una pacifista, tutt’altro, ma credo che le guerre siano una calamità, specie quelle fatte in nome di un ideale molto spesso poco compreso, per non parlare delle guerre fatte per la pace…roba davvero angosciante. e nemmeno le sanzioni servono a nulla, solo a far arricchire il mercato nero…. Ci vorrebbe una Merkel , un Giorgio, o altro governante , che si occupi davvero della questione e davanti all’opinione pubblica tutta apra un tavolo di pace tipo: non lo lasciamo fino a che non abbiamo garanzia da tutte le parti. un’utopia? forse.Ma non ho altre idee….

Comments are closed.