“Romanzo comunale”, un libro di Umberto Croppi scritto per Newton Compton con Giuliano Compagno, è il racconto in prima persona di uno dei protagonisti di una delle stagioni più deludenti della politica amministrativa capitolina e, come si legge nel sottotitolo, dei “segreti dei palazzi del potere di Roma”.

Umberto Croppi, Assessore alla Cultura del Comune di Roma della prima Giunta Alemanno, si confessa e racconta l’ascesa al potere del primo cittadino e il suo ruolo determinante nella strategia della vincente campagna elettorale, le prime battaglie vinte ma poi le scelte sbagliate, il dissenso fino alla rottura irreversibile e la sua uscita di scena.

Il dietro le quinte di uno degli uomini più potenti della politica romana, uno sguardo lucido sulle macerie di ciò che rimane di grandi opportunità gestionali travolte dalla bufera politica e finanziaria ribattezzata Parentopoli, dei meccanismi che hanno regolato “Roma capitale” o la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2016 rivelatisi poi degli enormi flop.

«Perché – ci dice Croppi – quel che è successo a Roma, la nostra imprevista esperienza di governo, rappresenta una metafora utile a comprendere lo stato di salute dell’intero Paese». La cronaca di un periodo (ma che è anche la storia del MSI dalla fine degli anni ’70 fino ad oggi) e di un’esperienza politica che ormai volge al termine ma che resta emblematica: un monito per chi dovrà candidarsi e una guida per i cittadini che, sempre più disorientati, saranno chiamati a scegliere per il futuro della città e del paese.

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