Beppe Grillo kämpft sich durch Meerenge von Messina” (Beppe Grillo lotta attraverso lo Stretto di Messina) così titola l’articolo del settimanale tedesco Der Spiegel riportando “l’impresa” svolta dal comico genovese per la campagna elettorale in Sicilia.

Il settimanale però non si è limitato a descrivere il gesto voluto da Grillo, il quale lo descrive come “il terzo sbarco della storia unitaria dopo quello di Garibaldi e quello degli Alleati”, ma ne ritrae un tipico profilo da dittatore.

Infatti l’articolo afferma che prima di lui anche Mussolini e Mao si sono fatti immortalare durante delle nuotate (aggiungerei alla lista anche Putin). “Typische Geste der Diktatoren” (tipico gesto da dittatori), scrive ancora il settimanale che sottolinea la portata populista di questo “eroico” gesto.

In effetti di Beppe Grillo fino ad oggi s’era detto di tutto, ma nessuno ancora gli aveva affibbiato l’appellativo di dittatore. In realtà un piccolo assaggio di questo aspetto del capo del M5S ci era stato dato dopo lo sfogo di Favia a telecamere spente, nel quale si lamentava della totale mancanza di democrazia all’interno dello stesso movimento.

Se andiamo ad analizzare le varie affermazioni di Grillo, è effettivamente possibile riscontrare la sua devianza dittatoriale abilmente celata da un pessimo populismo vintage. La voglia di eliminare la classe dirigente italiana, le parole di disprezzo verso la classe politica e gli insulti individuali a dirigenti e politici. Insomma tipici tratti di un dittatore che vuole compiere una “rivoluzione” per prendere il potere. E questo commento rilasciato da un giornale tedesco offre un quadro chiaro della figura che Grillo sta impersonando.

Il suo gesto, intriso da un forte populismo è lo strumento tipicamente utilizzato da chi vuole ottenere consenso di massa. È inutile ricordare gli eventi del passato, ma basta sfogliare poche pagine di un libro di storia per trovare grosse similitudini tra l’atteggiamento di Grillo e le gesta dei più famosi dittatori della storia.

Oggi con Grillo, che continua a crescere nei sondaggi, si rischia veramente di portare alla deriva il nostro paese in una dittatura comico-populista che rischierebbe addirittura di  far rimpiangere la seconda repubblica.

Purtroppo gli italiani, in preda alla confusione politica odierna trovano sponda in chi, fuori dal coro e fuori dalla politica, fa propaganda nel più classico dei modi: incitando la massa con proposte dallo scarso contenuto valoriale e ricco di fervente populismo.

La dittatura grillina è delineata e se dalla Germania iniziano a dar peso a questa ipotesi, significa che qualcosa nel panorama politico si sta realmente muovendo.

Il primo gesto della sua “rivoluzione” è stato compiuto e, aspettando i risultati siciliani, ci prepariamo a qualche altro mirabolante gesto da propaganda dittatoriale per la corsa alle politiche del 2013.

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