Un ambiente attraversato da raggi di luce che si incrociano fino a riflettersi su pareti di un bianco immacolato e pavimenti di un nero lucido: è questa l’idea per il “Louvre Abu Dhabi Museum” dell’architetto francese internazionalmente conosciuto e stimato Jean Nouvel. Infatti, Nouvel ha progettato un’enorme cupola come copertura della struttura museale, che, perforata secondo un ricamo geometrico, dà vita ad un singolare gioco di luci ed ombre.

L’architetto francese si è quindi ispirato all’architettura islamica ricca di cupole ed alla luce filtrante i rami di palma da dattero presenti nelle oasi; egli sostiene che geometria e luce siano elementi strettamente connessi nella cultura araba. Tale cupola vetrata ricopre lo spazio espositivo principale, dove da elemento coreograficamente architettonico crea inoltre un microclima con l’aiuto di acqua e vento.

Il polo museale secondo una stima costerà 83 milioni di euro e, con i suoi 24.200 mq (6.000 dedicati ad esposizioni permanenti e 2.000 a quelle temporanee), verrà inaugurato nel 2015. Fa parte di un piano urbanistico che interessa l’isola Saadiyat (“Isola della felicità”, a pochi minuti dal centro di Abu Dhabi e in futuro collegata ad essa tramite una strada soprelevata a dieci corsie) e che prevede l’edificazione di un porticciolo turistico, alberghi, negozi, un campo da 18 buche disegnato dal golfista sudafricano Gary Player, un campus della New York University, un Biennale Park da 19 padiglioni ed edifici legati alla cultura progettati dai più quotati architetti. Si parla dunque del Maritime Museum di Tadao Ando, dell’Abu Dhabi Guggenheim di Frank Gehry, il Sheikh Zayed National Museum di Foster & Partners ed il Performing Arts Center e la Concert Hall di Zaha Hadid.

La realizzazione del Louvre Abu Dhabi è il frutto di un accordo trentennale firmato nel 2007 dal ministro francese della cultura Renaud Donnedieu de Vabres e dallo Sceicco Sultano Bin Tahnoon Al Nahyan tra Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, ed il governo francese, che vede 525 milioni di dollari pagati da Abu Dhabi per essere associata al nome “Louvre”, 747 milioni per le opere in prestito ricevute dai dodici musei pubblici dell’Agenzia Internazionale dei Musei di Francia, le mostre speciali e la consulenza manageriale. Il nuovo museo donerà anche 25 milioni di euro al Louvre per rinnovare il patrimonio di opere internazionali di un’ala del Pavillon de Flore, e finanziamenti per un nuovo centro di ricerca artistico in Francia e per il restauro del teatro di Château de Fontainebleau, che prenderà poi nome dallo Sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan.

Il Louvre Abu Dhabi ha iniziato a condividere con il pubblico la propria collezione e le acquisizioni in un’esposizione intitolata Louvre Abu Dhabi: Talking Art Series in due edizioni, la prima dal Maggio 2009 e la seconda dal 3 Ottobre 2012 al 26 Giugno 2013. Sono state dunque acquisite numerose opere, quali la Madonna con Bambino di Giovanni Bellini, i Breton Boys Wrestling di Paul Gauguin, la collezione fotografica Ayoucha di Joseph Girault de Prangey, la Principessa Battriana risalente al III secolo a.C., un idolo cipriota dell’età del Bronzo, una scatola ottagonale della dinastia cinese Tang in legno e madreperla, un’anfora a figure nere del pittore greco Antimene, una testa di imperatore romano della fine del II secolo d.C. È programmata inoltre nell’Aprile 2013 una successiva mostra dal nome Birth of a Museum, che avrà in seguito una versione presso il Museo Louvre di Parigi.

Il museo che verrà inaugurato punta ad essere un museo universale, ovvero a trattare temi universali (al di là degli ipotetici limiti religiosi dell’Islam), abbattendo così qualsiasi limite culturale, territoriale, storico, economico e sociale, per brillare globalmente a livello museale per la propria completezza e per conferire ad ogni identità culturale la stessa dignità. Louvre diventa brand di eccellenza a cui aspirare nel mondo dell’arte, modello da seguire per contribuire a rendere Abu Dhabi centro culturalmente e turisticamente vivo.

© Rivoluzione Liberale

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