«Il Parlamento, preso atto della scarsa rappresentatività delle donne nella veste di consiglieri di amministrazione e di componenti degli organi di controllo delle società per azioni quotate nei mercati regolamentati, cioè quotate in Borsa, ha approvato la legge 12/2011 che interviene a integrare il Decreto Legislativo 58/1998 – “Testo unico dell’intermediazione finanziaria” (TUF), al fine di bilanciare la rappresentanza tra generi in seno ai consigli di amministrazione e agli organi di controllo delle suddette società.

E detto questo c’interroghiamo. Riusciremo a entrare nelle stanze dei bottoni? Sì, spero proprio di sì. Ma spero che ad entrare siano donne capaci, non messe lì solo per fare numero. La questione delle “quote rosa” apre infatti un serrato dibattito; tutelano la donna concedendole opportunità per troppo tempo negate oppure sono invece lesive dell’intelligenza femminile mettendo in dubbio capacità e competenze riconosciute solo “attraverso la legge”? ho letto spesso illuminate frasi di persone chiamate a governarci che mi hanno fatto pensare che questa legge valga poco.

A parte il fatto che non mi sembra sia stata istituita una commissione di controllo per verificare l’attuazione della legge, penso che questo generi una specie di effetto Minetti.

Faccio un esempio: non è che per arrivare alle quote decise si candidi anche la moglie del portiere e la ballerina di lap dance del pianerottolo? Non era più semplice fare una considerazione di questo tipo: va bene che ci siano lo stesso numero di donne e lo stesso numero di uomini, ma a parità di Curriculum! Della serie tuteliamoci.

Ti faccio entrare non solo perché sei donna ma perché sei brava prima di tutto!!

Io mi son rotta le palle di arrivare alle cose importanti passando dal perizoma! Trovo che ci siamo ghettizzate da sole e che noi donne, ahimè, non andremo da nessuna parte perché non facciamo squadra. Siamo meschine e invidiose e non sappiamo giocare a calcio. E poi usiamo a volte le nostre mutande per fare carriera.

Quando tutto questo non accadrà più, saremo davvero una nazione civile. Per il momento siamo solo portatori sani di stronzate!»

© Rivoluzione Liberale

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4 COMMENTI

  1. Carissima Elvira,
    sono pienamente d’accordo con te. Una donna deve emergere per le sue capacità non in quanto “genere da aiutare”. Sono sempre stato fortemente contrario alle “quota rosa” che ritengo ghettizzanti ed offensive.
    Tuttavia è indubbio che la sottorappresentazione delle donne nei ruoli “dirigenziali” della società sia un dato di fatto.
    Ho sempre sostenuto che la politica delle pari opportunità si fa dando alle donne non “riserve indiane” (che poi finiscono sempre per essere feudalizzate dagli uomini), bensì strumenti di supporto che possano liberarle dai fardelli che impediscono loro di svolgere appieno la loro vita sociale e professionale.

  2. caro Enzo, tu uomo illuminato sei. ce ne sono ma non abbastanza. quello che a me fa pensare è che leggi come queste sono pensate da donne che magari sono in posizioni chiave per merito discutibile. però questo serve anche a fare conoscere situazioni che altrimenti rimarrebbero sconosciute ai più. io aspetto il momento del riscatto, quando non ci saranno più imbecilli che ci definiscono culone, brutte ma solo brave e anche stronze perchè no, senza badare

    voglio donne con i BAFFI!!!!!!!

  3. Intervengo nuovamente e liberalmente nel Tuo angolino per affermare,intanto,che non sono
    mai stato un maschilista,il quale attrae per la sua peculiarità somatica e le ingannevoli parole.
    Le donne che ho conosciuto sono state sempre da me considerate, oltre anche per l’aspetto fisico, per la loro, malcelata talora, intelligenza, cercando di aiutarle quando occorreva.
    Però ne ho visto tante altre, nel collettivo pubblico, a faccia doppia ed ondivaghe, che pur di avere successo e battere la concorrenza, nonostante le accertate carenze, hanno usato tette, culi e passere per conquistare un nominale posto al sole usufruendo della cretinaggine più completa di alcuni uomini di comando, irretiti ed accecati da effimere e passeggere godurie.
    Sono stato un assertore della parità tra uomo e donna anche per un inserimento nel pubblico
    mondo, ma spesso sono stato sbeffeggiato da uomini ( con le palle ma senza nerbo), ma, orribile dictu, non considerato da alcune donne che non volevano valutare altri mezzi diversi dalla bontà fisica ed a cui non rimproveravo il desiderio di fare sesso per amore.
    Di conseguenza sono stato amico di donne (pochissime) che ho rispettato e voluto bene per
    ciò che esprimevano al di fuori di attrazioni estemporanee e talora sbagliate verso chi le ha
    considerate oggetto.
    Al leggere “rosa-ae” con piacevole sorpresa noto che ci sono ancora donne con le “palle”
    (di sopra) che hanno il coraggio di affermare che le buone donne si sono spesso scansate, non hanno costituito squadra, non si sono proposte per le loro qualità di conoscenza, ma
    si sono combattute producendo meschinità, accidia, invidia, contrasti insormontabili.
    Ti apprezzo, mi consenti cara Elvira (anche se non ci conosciamo), per avere significato in
    modo così cristallino, onesto, arguto la Tua denunzia apertamente e liberalmente di cos’è che
    non va nel mondo “rosa”.
    Mi si permetta infine di donarTi questa sintomatica frase siciliana: “sei bedda, sciacquata e
    munnata” (bella,pulita e senza remore e fronzoli”). Buona domenica.

  4. caro Renato, grazie. Devo dire che la sintomatica frase siciliana mi allarga il cuore, sei davvero gentile. Tornando alle donne, io lavoro con loro da anni e ne ho visto i vari comportamenti. Alcune, poche, sono diventate i miei esempi, le altre, una stragrande maggioranza sono diventate i miei “non voglio essere come loro”. E non è mai dipeso dalla fascia d’età, è una delle gravi mancanze del nostro genere, il non saper fare squadra…ma io sono un’ottimista, allargo le braccia ma spero sempre…buona domenica anche a te.

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