Parigi – Nel fragile settembre 2011, quando lo spettro della crisi iniziava a palesarsi anche nella Francia di Sarkozy, si era giunti al punto di ipotizzare una nazionalizzazione, seppur parziale, di tre fra le più importanti ed influenti banche transalpine, colme, stracolme di titoli tossici greci: BNP, Crédit Agricole e Société Générale. Incerta, anzi incertissima, era la loro solidità finanziaria, così come la loro capacità di finanziamento. Per tre settimane consecutive chiusero al ribasso, sfiorando la pericolosa soglia del 10%, ma alla fine tutto (fortunatamente) rientrò nella normalità.

Oggi, a distanza di un anno, è un’altra la nazionalizzazione che interessa l’Esagono. Quella del gruppo PSA Peugeot-Citroën, per ritornare ad essere degni protagonisti nel settore automobilistico (alla faccia di Marchionne e del suo pulloverino). L’annuncio è stato dato dal primo ministro Jean-Marc Ayrault, che ha parlato di un piano di aiuti statali del valore di 7 miliardi di euro, e di altrettanti sovvenzionamenti provenienti da un pool di banche. Ovviamente il tutto non sarà concesso senza una contropartita. Pare infatti che PSA dovrà giocoforza accettare nel suo consiglio di amministrazione un rappresentante dello stato ed un altro designato dai lavoratori. Della serie, vuoi il socialismo? Accetta il dirigismo.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI