Si è svolto mercoledì l’Eurogruppo straordinario che doveva valutare la situazione della Grecia e lo stato di avanzamento delle sue riforme strutturali. I Ministri dell’economia della zona euro avrebbero dovuto decidere se elargire un’ulteriore tranche di aiuti. La riunione tra i responsabili dell’economia dell’euro, che si è svolta in video conferenza, non ha però portato a nessuna decisione e si è conclusa con il rinvio della questione greca al prossimo 12 novembre.

Il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Junker ha, in un comunicato diffuso al termine della video conferenza, ha rilevato come “L’Eurogruppo ha preso nota dei progressi fatti verso un pieno accordo tra la Grecia e la Troika sulle nuove condizioni da apporre al programma, incluse ambiziose e ampie misure in materia di consolidamento di bilancio, riforme strutturali, privatizzazioni e stabilizzazione del settore finanziario”.

Ora il problema sarà, una volta superate le questioni ancora irrisolte e trovare un accordo alla riunione dell’eurogruppo del 12 novembre, durante il quale il programma delle riforme greche ritornerà sul tavolo dei ministri. Non c’è stato nessun accenno alla possibile convocazione, che era stata in precedenza paventata, di un eurogruppo straordinario per l’8 di novembre.

Per l’eurogruppo dunque rimangono ancora da sciogliere alcuni nodi prima di dare il via libera ad aiuti per circa 31,5 miliardi di euro, e il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, specifica che “c’è ancora una certa quantità di lavoro da fare e il tempo è contato”. Ci ha pensato poi il ministro greco Venizelos a rabbuiare ulteriormente le tinte di uno scenario già non rassicurante, confermando che il rientro del deficit nei parametri europei arriverà nel 2014 e non nel 2016, e per l’anno prossimo si fermerà al 5,2%.

Il governo greco è, inoltre, instabile e sembra che si stia riproponendo un film già visto; un governo incapace di fare il suo dovere in quanto le misure da prendere sono troppo “austere” e non riescono a tenere insieme la maggioranza. È successo quello che si auspicava un anno fa l’allora premier Papandreu, ovvero un nuovo governo, ma il paese sembra sempre sull’orlo del caos.

Dovrà dunque passare altro tempo per mettere fine a una crisi che ormai sembra interminabile, e si spera sempre che la Grecia riesca a convincere la Troika della bontà delle sue riforme, su tutte legge di bilancio e riforma del lavoro, per poter ricevere l’ennesimo aiuto che gli permetta di pagare gli stipendi e le pensioni al governo centrale. Intanto i dati Eurostat sulla disoccupazione sono impietosi e certificano che negli ultimi 12 mesi la disoccupazione è aumentata di quasi il 50%: dal 17,8% al 25,1% (dato che per i giovani arriva al record europeo del 55,8%).

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