Il lavoro nero sta salvando gli Stati in crisi dal definitivo collasso.

E’ questo il parere espresso in un controverso articolo del quotidiano Handelsbatt, uno dei principali giornali finanziari tedeschi. L’articolo, pur non esente da giudizi sommari circa l’attitudine “furbesca” dei Paesi del Sud Europa,  offre un’interessante prospettiva sul mondo del lavoro in nero, responsabile nella sola Grecia di sottrarre alle casse dello Stato 11 miliardi di euro all’anno, all’incirca la cifra richiesta dalle manovre finanziarie richieste dalla Troika per evitare il collasso della Nazione.

Eppure, con il welfare ai minimi storici – solo 190.000 su oltre un milione di disoccupati greci riceve un sussidio statale – il lavoro nero funge da “cuscinetto” sociale, alleviando gli effetti della recessione e della conseguente disoccupazione, rimettendo in circolo una buona quota di contante.

Senza il lavoro in nero, anche nel contesto italiano, molte aziende non riuscirebbero a mantenere il numero di impiegati attuale, aggravando così la disoccupazione generale.

Con un minor numero di persone impiegate, per quanto in nero, e quindi un minor numero di persone con una forma di reddito e una disponibilità economica regolare, i consumi scenderebbero ulteriormente, aggravando il già esistente circolo vizioso di recessione-disoccupazione-calo dei consumi.

In nazioni che raggiungono il 40% di disoccupazione, come appunto la Grecia, quanta parte della popolazione potrebbe arrivare alla fine del mese se non avesse una fonte di reddito, per quanto illegale, dal lavoro in nero? Secondo il professor Friedrich Schneider, dell’Università di Linz (autorità internazionale nel campo del lavoro nero), quasi la metà dei disoccupati ufficiali sopravvive grazie ad esso. Quanto più gravi sarebbero le tensioni sociali se tutte le aziende fossero improvvisamente regolarizzate ed i lavoratori in nero perdessero la loro quota di reddito?

Indubbiamente, il lavoro in nero non può essere la risposta ad alcuna esigenza di rafforzamento delle condizioni economiche di una Nazione, ed anzi, nel lungo termine ha come unico effetto di sottrarre preziose risorse al benessere nazionale, tuttavia il suo effetto socialmente stabilizzante, in questo periodo di crisi, non è affatto da sottovalutare. Purtroppo.

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