1) “Il Fatto Quotidiano” prende le difese di Di Pietro, precisando che gli immobili di sua proprietà non sono 56 ma solo 11. È sempre una buona notizia quando il mondo dei garantisti si arricchisce di una nuova presenza, che per essere credibile, però, non deve essere a singhiozzo. Il giudizio politico, a mio avviso, resta immutato.Di Pietro in politica e’ stato sinonimo di qualunquismo e giustizialismo, contribuendo all’insana idea che possa fondarsi un partito esclusivamente sul leaderismo di una persona, prescindendo da valori e da cultura profonda, dei quali sconosce l’esistenza. Fiorito lanciava monetine, lui informazioni di garanzia. Si rassegni; nel bene e nel male, Craxi ha fatto la storia, Di Pietro la cronaca.

Adieu. Voto: 2

2) Ingroia ha commentato il non voto dei detenuti in carcere, affermando che la mafia si guarda intorno. Magari avrebbe potuto precisare che la maggioranza dei detenuti è in attesa di giudizio, anche per reati molto più lievi di quelli mafiosi (molti extracomunitari) e che vivono in condizioni disumane. Forse non hanno votato per questo?

In Guatemala. Voto: 5

3) La situazione finanziaria di Messina resta un mistero, secondo soltanto a quello del Sacro Graal. 200 milioni? 52 milioni? In una grossa azienda il mistero sarebbe stato svelato in uno o due giorni, in un Comune serio in una settimana. I messinesi attendono fiduciosi..

Mission impossible. Voto: 4

4) Croce e’ una persona perbene. E la sua e’ una posizione scomoda. Molto. La Città di Messina aspetta almeno un segnale di discontinuità. ATM , amam, ato e via discorrendo sono in assoluta crisi, finanziaria e gestionale. Mandi a casa i consigli di amministrazione.

Forza! Voto: 7 (di augurio)

5) Comincia ad impazzare il toto candidati a Sindaco. Capisco, partire da idee e progetti sarebbe più complicato.

Anacronistico. Voto: 4

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