1) Obama ha vinto, viva Obama. Molti commentatori, per non dire dei moralisti virtuali di facebook, cantano le lodi del rieletto Presidente, sottolineando le differenze tra il sistema americano ed il nostro. Anche io avrei votato Obama. Ma il tema è un altro. Negli USA la campagna elettorale inizia e finisce, in Italia è eterna. A conclusione dello spoglio, lo sconfitto si complimenta col vincitore, in Italia lo si insulta per cinque anni, si semina odio e si raccoglie dissenso. Con tutti i suoi difetti, l’America continua a darci lezioni di democrazia. Il giorno dopo l’elezione, chi vince è il Presidente di tutti.

Democratici. Voto: 9

2) Altra sostanziale differenza con gli USA. Lì le primarie sono una cosa seria, con regole certe e che valgono sempre. Da noi sono soltanto una fotocopia sbiadita, una buffonata insomma. Farsescamente si discute anche di primarie di coalizione, senza che queste esistano. Il PD è con UDC, con Vendola o con tutti e due? Il PDL è uno o due e con chi sta? Naturalmente, di programmi ed idee neanche l’ombra.

Commediografi. Voto: 4

3) Si parla di giustizia: bla bla. Qualcuno dovrebbe spiegare ai tanti soloni che si affannano sul tema, in difesa esclusivamente di interessi di parte, che la Giustizia dovrebbe garantire anzitutto i cittadini comuni, riducendo i costi di accesso e le infinite lungaggini. E lo si deve fare intervenendo su questioni apparentemente piccole. Ieri ero in Cassazione. Il mio processo, unitamente ad una decina di altri, è stato rinviato per impedimento del relatore. Legittimo, per carità. Magari, nel 2012, sarebbe stato possibile avvisare un paio di giorni prima, con un fax, una telefonata, una mail, una pec, un segnale di fumo. Molti cittadini avrebbero risparmiato risorse ed energie.

Inconcludenti. Voto: 4

4) Oggi il quotidiano locale pubblica una dichiarazione dell’On. Carmelo Briguglio secondo il quale alcune liste sarebbero state formalmente irregolari, annunciando di volere chiedere l’annullamento delle elezioni regionali. Non conosco la questione e non entro nel merito. Mi permetto tuttavia di ricordargli che la sua lista conteneva abusivamente la locuzione “liberali”, senza alcun candidato liberale in lista.

Bluff. Voto: 4

5) Dissesto finanziario a Messina. Continuiamo ad attendere i conti ufficiali. Abbiamo avuto un assessore al bilancio, abbiamo un ragioniere generale ma ancora l’incertezza regna sovrana. Chi si augura il dissesto non ne conosce le conseguenze e gioca al tanto peggio tanto meglio. In ogni caso, o lo si dichiara o non se ne parli più. La città ha il DIRITTO di sapere.

Verità. Voto: 5

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI