«Abbiamo perso l’uso dei pensieri e le nostre parole si sono accorciate. Le ore decisive delle elezioni americane sono state connotate da uno scambio enorme di messaggi su twitter, cinguettii insomma.

A me, questa nuova ondata di parole nell’etere fa un po’ tristezza. Mi sembra quasi la versione moderna del messaggio nella bottiglia. Con un dato diverso però: si sa prima a chi andrà la bottiglia. Perché ci sono i followers.  A me francamente fa sorridere e da ansia pensare di avere i followers, una nuova specie di guardoni anzi di leggioni che seguono ogni frase. I contenuti vanno da: che bel vestito ora lo compro a spero che a mia suocera venga uno scioppon.

E poi ci sono quelli politici. Purtroppo non tutti hanno il dono dell’humor, quindi siamo soggetti a tutto, anche storie penose di tentativi di sarcasmo.

Con questo voglio dire che si è persa la misura della comunicazione e la meravigliosa incertezza di non sapere tutto di tutti. Insomma la nostra vita è cambiata. Ora parliamo al telefono in ogni momento della nostra vita, se non parliamo chattiamo oppure mandiamo email. Pare che in questi ultimi tempi il buon vecchio sms sia stato sostituito dalle email.  Affidiamo i nostri pensieri a frasi scarne e concise.

Abbiamo perso ogni forma di classica scrittura, ormai pensiamo con acronimi e non più di 140 caratteri.

Beh a me non piace. Non mi piace avere i followers e soprattutto non voglio avere la tentazione di esternare tutte le mie emozioni o pensieri o quello che volete. Perché credo che alla fine diventi una specie di dipendenza.  Queste elezioni americane ci hanno stremato di cinguettii e forse alcuni  hanno determinato la vittoria. Pare che il cinguettio “Four more years” scritto da Oby appena certo della vittoria,  sia stato il più condiviso della storia.

Ormai i social network sono parte integrante della vita delle persone e in casi estremi come quelli del nostro caro presidente americano , vince chi sa meglio comunicare. E dietro questa frase sta tutto il pericolo di questi mezzi, la distribuzione legale di aria fritta.

Una volta si scriveva: “ai posteri l’ardua sentenza” e si aspettavano almeno cento anni per vedere i risultati di opere e azioni. Ora si twitta #speriamo bene# e un’ora dopo sappiamo già in che guai ci siamo cacciati.»

© Rivoluzione Liberale

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