Alle elementari ho imparato la differenza tra numeri ordinali e cardinali. Alle Olimpiadi e in tutte le manifestazioni sportive si può arrivare nei primi tre posti della classifica e premiati con oro, argento, bronzo. A nessuno sfugge che arrivare primi o terzi non è la stessa cosa.

Per anni, nelle nostre battaglie sulla giustizia giusta, abbiamo insistito sul fatto che il giudice deve essere terzo rispetto ad accusa e difesa. Si usa nel dire comune “terzo incomodo”. Detto preambolo vi apparirà senza dubbio la fiera dell’ovvio, ma a quanto mi consta, analizzato il comportamento del partito denominato UDC nelle ultime elezioni amministrative, sono stato colto dal dubbio che all’onorevole Casini e ai dirigenti del suo partito il significato di “terzo” sia in qualche occasione sfuggito.

Il Terzo Polo non si è sempre schierato compattamente nelle città e nelle province in cui si è votato, nella stragrande maggioranza dei casi, il partito che ha preso una strada diversa, aggregandosi a volte al centro destra ed altre al centro sinistra, è stato per l ‘appunto l’Unione di Centro, imitata in qualche caso anche da Alleanza per Italia. Grosseto è per esempio una delle città in cui UDC-API stavano e stanno col Centro Sinistra , mentre FLI-PLI-ALTRI , sostengono il candidato del Centro-Destra.

A Grosseto, insomma, nessuna aggregazione del Terzo Polo, così come alle provinciali di Lucca, a Cosenza e in altre città di media dimensione. E’ vero che a Milano, Napoli e Torino,  il Terzo Polo ha avuto un candidato comune, ma la politica ondivaga e incoerente degli amici di Pierferdinando Casini, qualche preoccupazione per il futuro dei terzopolisti la dà.

La decisione di non schierarsi ai ballottaggi di Milano e Napoli, è da noi Liberali del tutto condivisa e condivisibile, in ossequio al criterio che non si può sostenere di essere terzi da piccoli, per diventare primisti o secondisti (perdonatemi i neologismi) in divenire.

Le opzioni sono due. Uno: fiducia reale nel futuro dell’alleanza con il Terzo Polo. In questo caso ritengo che una maggiore  coerenza e continuità d ‘azione politica e culturale sia doverosa. Due:  se ci si crede a giorni alterni, allora si abbia l ‘onestà intellettuale di scoprire le proprie carte, poichè il Paese non può permettersi di attendere decisioni che vanno e andavano prese senza perdite di tempo. Se i terzi vogliono finalmente arrivare primi, scelgano un altro modus operandi , perchè la credibilità è figlia della coerenza.

Il PLI ha fatto la propria parte con coerenza, lucidità, in qualche caso con qualche fatica eccessiva nel far comprendere agli alleati terzisti che non basta dichiararsi liberali per avere il consenso dei liberali. Bisogna avere idee e comportamenti che collimino col pensiero dei Liberali italiani, che hanno tutti, ma proprio tutti, il vizio di pensare con la propria testa e che non sono così semplici da sedurre. Ci stiamo riuscendo pian piano ma nessuno pensi di poter sostituire, con facilità, il PLI in questa vera e propria impresa. E’ ricominciata la Rivoluzione Liberale, che non è solo la testata del nostro giornale di partito, è un proponimento per il futuro non remoto. Se non si riesce ad arrivare terzi, si faccia attenzione che a volte anche ” quarti” è un buon risultato.

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1 COMMENTO

  1. Penso che Gentile abbia ragione da vendere. C è bisogno di poilitici con le idee chiare e mi sembra che lei ce le abbia. Grazie.

    Donatella Leconi Citta della Pieve (PG)

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