Caro Direttore,

ti scrivo sperando che tu voglia pubblicare questa mia lettera dedicata alle ragazze e ai ragazzi per raccontare loro la Storia d’Italia e la storia del Partito Liberale Italiano che si intrecciano fra di loro.

L’altra sera con le mie nipotine e la nonna abbiamo cantato Fratelli d’Italia perché giocava la Nazionale.

Le domande delle nipotine si sono sovrapposte (che vuol dire liberale, che cos’è il Partito liberale?) ed io ho raccontato loro come il Canto degli Italiani poi chiamato Fratelli d’Italia, fu scritto e messo in musica da Goffredo Mameli e Michele Novaro, combattenti per la Repubblica Romana quando Mazzini, Saffi e Armellini si ribellarono al potere del papa difeso da austriaci e francesi. Gli Italiani (aiutati dai Briganti!) si difesero al Gianicolo, aiutati da Garibaldi, ma vennero sconfitti. L’Italia nasce con una sconfitta, ma successivamente la spedizione dei Mille con Garibaldi, aiutato dalle navi inglesi liberò il Sud e lo consegnò a Vittorio Emanuele II re d’Italia. Fu un miracolo e una prova che l’Unità era sentita, dagli  uomini e donne dell’epoca. Fu una insperata vittoria dei liberali, Mazzini, Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II e da allora le due storie – quella dell’Italia e quella dei liberali – si intrecciarono e il Partito Liberale, il più antico partito italiano che è arrivato fino ad oggi è il Padre della Patria. E poi si è ribellato al fascismo, ha combattuto nella Resistenza con gli altri partiti, ha avuto tante medaglie e ha contribuito alla Repubblica, con il Referendum e la Costituzione italiana. All’Inno nazionale va aggiunta “La leggenda del Piave” che ha ispirato le resistenza dei nostri soldati ed arditi sul Fiume sacro alla Patria.

Un caro saluto.

Giancarlo C.

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1 COMMENTO

  1. Caro Giancarlo,
    sai bene che circoscrivo sempre i tuoi intransigenti “entusiasmi” (per non dire “eccessi”) di Liberale di lungo corso anche quando scrivi il tuo resoconto politico-parlamentare ogni domenica per il nostro giornale.
    Sei un combattente per fedeltà e convinzione, sei un Liberale Doc, sei un vero “rivoluzionario liberale”. E allora, come potrei non rendere pubblica questa tua lettera rivolta – come mi hai confidato – alle Sorelline e ai Fratellini d’Italia.

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