In occasione del primo compleanno del Governo tecnico guidato da Mario Monti, la Stampa estera non ha “resistito” a fare un bilancio di ciò che è stato fatto in questi 12 mesi.  Se 4 italiani su 10 si sentono delusi per il suo operato, Monti può ancora “vantare” un buon 46% di fiducia nei suoi confronti. Molte incertezze rimangono sul “Monti Bis”. Pierre de Gasquet su Les Echos analizza il “paradosso” che emerge dai risultati del lavoro del Governo di questi mesi, se da una parte “il suo principale merito è quello di aver restaurato la fiducia degli investitori riducendo lo spread attraverso la disciplina del bilancio e le riforme strutturali, l’economia italiana rimane largamente stagnante” e sul Business Recorder (Pakistan) titolano A year on, Berlusconi not missed, but weariness with Monti (E’ passato un anno, Berlusconi non manca a nessuno, ma c’è apatia nei confronti di Monti). Un anno dopo l’arrivo al potere in piena crisi del debito europeo, Mario Monti ha restituito all’Italia il suo posto sullo scacchiere europeo. Certamente la sua fama internazionale è granitica, così come la fiducia che ripongono in lui i leader del Mondo intero, a parte qualche problema di “dialogo” in campo economico con gli inglesi. Ma è il bilancio interno che rimane contrastato, rimettendo in causa la possibilità di un Monti Bis. In effetti è il Professore stesso a dubitare che questa eventualità divenga realtà, come ha detto in un’intervista su Politique Internationale e riportata da diverse testate e agenzie come Bloomberg e Reuters: “ opterebbe per un secondo mandato se le elezioni di Aprile 2013 falliscono nel produrre una maggioranza capace di governare”. E questo è un timore molto diffuso, tanto da produrre anche articoli sarcastici, ma assolutamente realistici, come quello di Barbie L. Nadeau che titola così il suo pezzo sul Daily Beast Brace Yourself, Italy’s Politicians Will Soon Return (Tenetevi stretti, i politici italiani presto torneranno).  La giornalista dipinge con tinte forti il futuro del nostro Paese dove vede ovunque “morte e distruzione”.  Esiste quindi ancora una forte percezione di vuoto tra l’immagine internazionale – eccellente visto che oggi l’Italia è credibile, cosa fondamentale per noi, in termini di gestione dei conti pubblici – e i risultati interni del suo Governo sul piano di rilancio delle riforme strutturali. Su MyEurop Ariel Dumont fa una interessante analisi della situazione francese e italiana, basata sul Rapporto Gallup sulla competitività pubblicato da poco, dove François Hollande assicura che a breve verrà dato un vero scossone alla competitività, così come alla fiducia. Gli stessi propositi di Monti, scrive la giornalista, che ha anche lui la competitività tra le sue priorità, ma prima di tutto viene la lotta alla corruzione, “cancrena anti-produttività delle imprese”.  Monti è intervenuto in prima persona su Europe1 durante la sua visita a Parigi insistendo sul fatto che “Parigi metta in pratica con determinazione le riforme annunciate in favore della competitività, come riporta anche Reuters, soffermandosi sul fatto che “la crisi a rivelato un certo deficit democratico”, non solo in Italia, ma in tutta Europa. Un futuro incerto, ancora.

Quale può essere l’orizzonte politico di Mario Monti? La stampa estera è convinta che, malgrado i suoi dinieghi e le sue riserve, il Professore si prepari a durare. Prova ne sono i due libri usciti in questi giorni, quello edito da Rizzoli “Le parole e fatti” e quello scritto con la eurodeputata Sylvie Goulard sulla Democrazia in Europa. Intanto gli occhi dei media sono puntati sulle primarie del PD. James MacKenzie su Le Nouvel Observateur e Giada Zampano su The Wall Street Journal  parlano diffusamente del dibattito di martedì sera, “tenutosi negli studi di Sky che ospitano X-factor” e che viene definito “vera rarità nella politica italiana dove le tribune televisive vengono utilizzate solo per scannarsi”. Les Echos  titola così un suo lungo pezzo su Renzi: Matteo Renzi, l’étoile montante de la gauche italienne (Matteo Renzi, l’atro nascente della politica italiana), un Matteo Renzi che viene dipinto “eclettico” nelle sue amicizie e nella scelta dei suoi “mentore”, tra i quali spiccano grandi nomi dell’economia “come i liberali Ichino, Zingales e Giannino”.

Due parole anche su un pungente articolo di Nick Squires sul Telegraph dove analizza come la televisione di Stato abbia cambiato politica sui palinsesti, bandendo tutto quello che può risultare superfluo e fuori luogo, dai vestiti delle ballerine, alle candidate a Miss Italia, agli argomenti dei talk show pomeridiani: nulla che ricordi i tempi del bunga bunga è ammesso.

C. Emsden,Italy’s Monti, UK’s Cameron Spar on EU Budget, Agree on Syria, The Wall Street Journal, 13 Novembre 2012.”Il Primo Ministro britannico David Cameron e il Pimo Ministro ialiano Mario Monti hanno avuto delle divergenze sull’imminente piano di bilancio dell’Unione Europea, ma si sono trovati d’accordo sul fatto che le forze di opposizione al Governo siriano siano sostenute.” (…)

C. Labbé,Monti souhaite que Paris mette en oevre les réformes annoncées, Reuters, 13 Novembre 2012.”Mario Monti ha detto martedì che spera che Parigi metta presto in atto e con determinazione le riforme annunciate in favore della competitività.” (…)

Europe1,Le pire est derrière nous, 13 Novembre 2012.”Intervistato martedì mattina da Europe1, Mario Monti, Presidente del Consiglio italiano ha fatto appello affinché ci fosse una rapida messa in atto delle misure europee approvate in Giugno per uscire dalla crisi (…) Riforme che devono, secondo Mario Monti, essere perseguite anche in Francia.”

P. de Gasquet,L’Italie s’interroge sur le bilan contrasté de Monti, Les Echos, 12 Novembre 2012.”Malgrado un tasso di disoccupazione alto (10,8%) e il calo dei consumi, il Governo Monti punta sulla ripresa per il secondo trimestre del 2013 grazie ad una ripresa delle esportazioni ed una rinnovata fiducia degli investitori”. (…)

Business Recorder,A year on, Berlusconi not missed, but weariness with Monti, 12 Novembre 2012.”Un anno dopo le sue dimissioni, il Primo Ministro Silvio Berlusconi non manca alla maggioranza degli italiani, che però stanno diventando sempre più stanchi della amara medicina contro l’austerità che il suo successore, Mario Monti, ha imposto loro (…) Ma, nonostante la sua impopolarità, l’indipendente tecnocrate è ancora visto come la migliore opzione rispetto a Berlusconi e agli altri politici che bramano per tornare al potere con le prossime elezioni.” (…)

Reuters,Italy’s Monti says he would prefer not stay on PM, 12 Novembre 2012.”L’italiano Mario Monti ha affermato lunedì che preferirebbe non rimanere Primo Ministro dopo le elezioni di Aprile, nonostante i diffusi appelli a lui rivolti perché non si dimetta.”

C. Matlack,Monti Tells Politique Internationale He could Stay After Vote, Bloomberg, 11 Novembre 2012.”Il Primo Ministro italiano ha detto la magazine francese Politique Internationale che sarebbe rimasto a finire il lavoro cominciato se le elezioni nazionali che si terranno ad Aprile 2013 fallissero nel produrre una maggioranza capace di governare.”

Ariel Dumont,La competitivité incompatible avec la corruption en Italie, MyEurop, 5 Novembre 2012.”(…) Dall’altra parte delle Alpi, il Governo Monti dopo aver tagliato i costi dello Stato per dare ossigeno alle finanze pubbliche, ha, anche lui aperto il cantiere della competitività delle imprese. In Italia però, la priorità non è l’abbattimento degli oneri, ma la lotta alla corruzione che mina la fiducia dei Mercati e delle imprese, scoraggia gli investimenti all’estero con la conseguenza di perdita della competitività per l’intero Paese. Pochi giorni fa a Bologna, l’Emiro del Qatar ha confidato a Monti che è la corruzione uno dei principali ostacoli per gli investitori che evitano così di scommettere con l’Italia.” (…)

B.L. Nadeau,Bryce Yourself, Italy’s Politicians Will Soon Return, Dealy Beast, 4 Novembre 2012.”L’agitata economia italiana non è più in caduta libera grazie a Mario Monti e alla sua banda di tecnocrati. Ma presto i politici torneranno al potere e la crisi incomberà (…) L’establishment del Paese rimane radicato  nelle vecchie linee guida dei Partiti su di una serie di questioni – come la riforma giudiziaria ed elettorale –  sebbene  la Nazione stia fronteggiando una nuova serie di problemi pertinenti alla paralizzante recessione (…) Quando i politici tornano, tutto può accadere.”

J. Mackenzie,Débat TV entre les candidats à la primaire de la gauche italienne, Le Nouvel Obervateur, 13 Novembre 2012.”Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, principali candidati alle primarie del centro-sinistra italiano, hanno dibattuto lunedì sera alla televisione, una prima assoluta del genere in Italia (…) Lunedì sera Bersani e Renzi si sono scambiati solo una serie di battute cortesi e rispettabili, a tal punto che è difficile stabilire se ne sia uscito un favorito (…) Bersani, dato per vincitore alle primarie di sinistra da molti sondaggisti, ha assunto lo status di fratello maggiore usando toni rassicuranti (…) Renzi ha giocato sulla sua immagine di modernizzatore che gli attira tante simpatie quante antipatie all’interno del Partito.” (…)

G. Zampano,Italians Watch a Rarity: a Television Debate, The Wall Street Journal, 13 Novembre 2012.”Nesun dibattito è stato previsto per le elezioni italiane della prossima primavera. Le regole del voto non sono state decise. Molti Partiti non hanno un candidato ufficiale. Nonostante ciò la campagna elettorale è entrata a pieno regime lunedì sera, in pieno stile americano, un dibattito televisivo in prima serata tra cinque politici in gioco per la candidatura a Primo Ministro per il partito di centro-sinistra PD – i dirigenti del Partito sono sicuri di avere un quarto dei voti per loro a primavera, più di qualsiasi altro gruppo.” (…)

P. de Gasquet,Renzi ,étoile montante de la gauche italienne, Les Echos, 12 Novembre 2012.”(…) Il suo soprannome di “rottamatore”, direttamente ispirato dalla “rottamazione”, termine utilizzato per la demolizione delle vecchie macchine, fa parte del suo marchio di fabbrica. Perché il fenomeno Renzi, è innanzitutto l’invenzione di uno slogan osé e la scelta di un veicolo che non passa inosservato: il suo camping decorato a grandi lettere da una scritta, Adesso! (…) E’ eclettico nelle sue amicizie, prendendo i suoi sostegni da un vivaio composito, composto da intellettuali chic, universitari non allineati o imprenditori di successo. Dal suo spin doctor, Giorgio Gori (…) ora pudicamente scartato dall’équipe ufficiale all’intelletuale toscano Edoardo Nesi (…) fino ad arrivare agli economisti liberali come Pietro Ichino (…) Luigi Zingales (…) Oscar Giannino.” (…)

N. Squires,Bunga Bunga banished as Italian TV cleans up its acts, The Telegraph, 11 Novembre 2012.”Un anno dopo la caduta di Silvio Berlusconi, il nuovo capo della television di Satato italiana ha lanciato una crociata contro l’era del ‘Bunga Bunga’.” (…)

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