«La cosa che non cambia mai in Italia, è il randello della Polizia di Stato. Cambiano i Governi, gli statisti. Loro no. In ogni sit-in, in ogni manifestazione compaiono in tenuta da sommossa e menano se c’è da menare.

Trascinano ragazzi e ragazze, si scatenano al via di qualche generale, compatti. Purtroppo, spesso esagerano. Io non voglio con questo dire che i manifestanti abbiano ragione quando ricorrono alla violenza; voglio dire che spesso spessissimo i randellatori nostrani esagerano. Certo non mi piace però il nuovo mood, quello di condannare il carabiniere che per difendersi ha sparato e invece intitolare una piazza a un teppista morto mentre cercava di uccidere. Purtroppo in Italia il buon senso è morto da tempo.

La protesta civile è l’unica arma; fanno anche tenerezza i cortei di quei cari vecchietti caricati in tutta Italia dai sindacati per venire a protestare a Roma. Una bella gita con pranzo, cappelletto uguali per tutti e belle bandiere. Spesso protestare contro il Governo è il motivo per fare una bella gita a Roma. E noi romani subiamo questo assedio ormai quasi rassegnati. 

E comunque tutte queste manifestazioni servono solo a far lavorare le compagnie di Bus, a far fare affari d’oro agli autogrill e a far lavorare il doppio gli spazzini. Questo il lato A; per quel che riguarda il lato B aiutano a fare brutta pratica a molti giovani sbandati cresciuti a playstation e curva sud, ignoranti e palestrati, seguaci di croci celtiche o purghe staliniane. Gente che non ha futuro perché non ha passato: panieri e panieri di mele marce. E poi loro: i soldatini di latta. Vorrei capire in quale modo vengono addestrati. Quelli più agghiaccianti sono quelli in borghese, nelle retrovie. Quelli che danno ordini.

Mi auguro con tutto cuore di non assistere più a fatti del genere, a dover processare gente che è entrata in una scuola a scatenare l’inferno. Io credo molto nel buon senso, il valore più sottovalutato al mondo.

Vorrei che chi deve garantire per la nostra sicurezza ne avesse da vendere.

E che invece di ordinare le cariche ordinasse una barriera silenziosa, arrestando chiunque si presenti a capo coperto, con casco integrale. È una vita che tutti sanno che ci sono sempre gli infiltrati agitatori; e nessuno prende provvedimenti, leggiamo sempre le stesse cronache.

Io propongo di mettere dei controlli con metal detector come per entrare in piazza San Pietro a Roma: all’idea di fare una fila mostruosa per entrare nelle piazze deputate alle manifestazioni, anche i più agitati agitatori desisterebbero.

E i nostri soldatini di latta potrebbero lasciare finalmente a casa gli scudi anti sommossa. Ingenua? Forse. Ma mi piace pensare così.»

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Ho attraversato 66 anni di vita repubblicana e di manifestazioni colla polizia che randella ne ho viste parecchie: nessuna, peró, in cui la polizia intervenisse con la forza contro cortei pacifici; alcune, purtroppo, in cui gli agenti (che paghiamo .- poco – per difendere l’ordine) sono intervenuti contro teppisti spesso professionali. Se i manifestanti non usassero maschere, bastoni di ferro, bottiglie molotov e quant’altro, gli agenti non randellerebbero. E, francamente, tra chi mette a ferro e fuoco le cittá, distrugge auto e vetrine, impedisce lavori pubblici necessari etc. e chi cerca di imporre ordine, stó dalla parte di chi impone l’ordine. E se nel farlo eccede i limiti ragionevoli, siano per fortuna in un Paese in cui ci sono norme e giudici pronti ad applicarle.

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