UE – Si è svolto l’altro giorno l’Ecofin, che ha riunito i ministri delle finanze degli Stati membri. I ministri durante la riunione hanno assistito all’intervento del Commissario Ue alla fiscalità Algirdas Semeta che ha presentato la proposta per il via libera alla cooperazione rafforzata sulla tassa sulle transazioni finanziarie. Per il via libera alla speciale procedura che prevede una via separata di proposta legislativa in capo soltanto ad alcuni Stati membri, finora hanno aderito 11 Stati, servirà l’ok delConsiglio Ue a maggioranza qualificata.

Senza questo tassello indispensabile, infatti, la palla non potrà tornare nel campo dell’esecutivo di Bruxelles, che tra fine anno ed inizio 2013 dovrebbe formulare la proposta di direttiva con i dettagli sulla nuova tassa. La proposta dovrà poi passare al vaglio del Consiglio Ue e dell’europarlamento, dove saranno possibili ulteriori modifiche.

Durante l’Ecofin però si è verificata una spaccatura, con la Polonia e l’Inghilterra che hanno bloccato il via libera alla Cooperazione rafforzata che è dunque slittata alla prossima riunione. Da tempo infatti, per la verità fin dal primo momento in cui la proposta è stata presentata, la Polonia aveva dimostrato il suo dissenso, mentre tutti sappiamo la contrarietà a tale imposta da parte del Regno Unito, che, tra l’altro sta dando del filo da torcere anche sul fronte dell’approvazione del budget europeo.

La Tobin tax intanto è stata inserita nella legge di stabilità italiana e prevede un’aliquota dello 0,05% su azioni, titoli e derivati. Il premier Monti si è detto intenzionato ad aspettare l’esito europeo, prima di alzare il sipario sulla nuova tassa. Chi invece, tra gli altri Stati ha optato per la non attesa è stata la Francia, che ha introdotto la tassa lo scorso agosto con un’aliquota dello 0,2% sulle azioni, escludendo, sulla falsariga dello Stam Duty vigente in Inghilterra, i derivati.

Tutti gli altri paesi, che hanno detto sì alla cooperazione rafforzata, hanno invece preferito aspettare come l’Italia, unica eccezione il Portogallo, che ha invece inserito la nuova tassa sulle transazioni nella manovra finanziaria, e si vedrà poi se vorrà aspettare oppure procedere subito alla sua approvazione. L’unica certezza è che servirà una omologazione europea per questo tipo di imposta, il rischio è, infatti, quello di frammentare ulteriormente la disciplina degli strumenti finanziari.

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