Si chiama Néchin, il nuovo e ridente paradiso fiscale per i ricconi made in France. Un paesino belga popolato da poco più di duemila anime, situato a due chilometri di distanza dalla Francia di François Hollande e della superaliquota al 75% sulle entrate eccedenti il milione di euro. Causa principale di un vero e proprio esodo di massa, che ha visto recentemente partecipe anche il celebre attore Gérard Depardieu, dopo il criticatissimo adieu del paperon de paperoni gallico Bernard Arnault, proprietario del colosso del lusso LVHM. Contenti loro, contenti tutti, come si suol dire, peccato che a soli dieci chilometri di distanza, nei pressi di Lille, si viva al di sotto della soglia di povertà.

Nel frattempo domenica sera si è conclusa la lotta per la leadership dell’UMP del dopo Sarkozy (sempre che quest’ultimo non decida di rientrare in campo, ipotesi, peraltro, caldeggiata da molti suoi sostenitori). Sarà Jean-François Copé, il nuovo presidente del partito neo-gollista francese, vincitore contro l’ex primo ministro sarkozysta François Fillon. Ha vinto la destra più conservatrice e tradizionalista, quella che anela a sedurre l’elettorato del Front National di Marine Le Pen, contro una più moderata, centrista e di stampo liberale, come quella incarnata da Fillon. Che non si è certo dato per vinto, anche perché pare che lo spoglio dei seggi non sia stato, in alcune città (Nizza su tutte, ribattezzata l’Ohio di Francia), limpido e trasparente come avrebbe dovuto essere. La battaglia continua, e Hollande non può che osservarla gongolando.

© Rivoluzione Liberale

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