«Ecco ora fatemi ridere. È Natale si può dare di più, si accendono le luminarie, i bambini diventano protagonisti e siamo tutti più buoni. Tranne gli operai dell’Ilva di Taranto: loro sono brutti sporchi e disoccupati.

Dopo aver percepito in busta paga anche il bonus cancro che non è un segno zodiacale, ora la busta paga è svanita . Mi viene da pensare all’improvviso alle grandi priorità del nostro Paese. Penso alle Primarie, l’evento dell’anno, quello di cui si è dibattuto in questi ultimi giorni.

La vecchia guardia mai doma sempre sulla breccia a pontificare, a proporre. E la nuova guardia sempre sulla breccia a pontificare, a proporre. Che cosa? La solita fuffa. E loro gli operai dell’ILVA sono tornati a casa dai loro bambini con la notizia che non solo Babbo Natale è morto ma che pure la Befana non sta tanto bene.

E allora io mi domando, ma tu Nichi zeppola, cosa hai fatto in questi anni? La tua tanto amata Puglia di cosa ha giovato? Hai vinto in Puglia perché eri, al momento giusto , frocio e portavi l’orecchino: in una regione rassegnata sembravi il nuovo che avanza, il diverso. Ma di te ora resta solo l’orecchino e la tua frase più importante: vorrei avere un figlio.

Beh cari operai di Taranto, portategli i vostri: quei bambini che dovranno fare i conti con la grande tara che c’è sul loro futuro: portateli a Nichi.

E mentre tutti fanno dichiarazioni, lui tace. Sta forse pensando a chi dare il voto al ballottaggio? A chi promette di più. Io mentre scrivo queste parole ho come un senso di nausea. Ascolto della bella musica perché vorrei che mi aiutasse a stare meglio.

Ma possibile che in Italia non ci sono storie a lieto fine? Possibile che nessuno abbia controllato quello che succedeva? Possibile che la notizia più importante che riguarda la Puglia sia l’interrogatorio di Misseri Sabrina? Possibile che questo famoso adeguamento ambientale non si sia mai fatto e ora si debba  di corsa fare un decreto urgente? Ma tutte queste direttive esistevano già. Chi doveva vigilare? Sono 17 anni che và avanti questo dramma.

Certo all’operaio che torna a casa dai figli importa poco ora: una volta capito che anche i sindacati non servono più a nulla, si adegua come può, cercando nelle facce dei loro compagni di sventura il coraggio di andare avanti. La cronaca di questo fallimento dovrebbe investire come un uragano questi cialtroni e spazzarli via una volta per tutte.

Perché a questi operai non solo si è tolto il lavoro ma si è calpestata e buttata nell’inceneritore a freddo la cosa più preziosa per una persona, la sua dignità.»

© Rivoluzione Liberale

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