A seguito dell’unificazione della Germania, per effetto della caduta del Muro, il trasferimento dei Ministeri da Bonn a Berlino fu programmato meticolosamente in un arco temporale di dieci anni per garantire ai cittadini tedeschi una Amministrazione della cosa pubblica idonea a risolvere ogni aspetto funzionale e strutturale di livello nazionale. Questa scelta fu operata dando priorità alla continuità e alla efficienza amministrativa, senza trascurare i problemi di carattere organizzativo correlati al trasferimento di strutture e di personale da una località ad un’altra.

Cosa sta accadendo in Italia in questi giorni?

Il capo della Lega Nord ha promesso agli elettori interessati al ballottaggio che in questo mese di maggio si deve svolgere nella città di Milano, il trasferimento di almeno 2 Ministeri da Roma a Milano. Il medesimo, che è anche Ministro della Repubblica, ha reso noto di essere certo del trasferimento dei Ministeri, perché gli è stato promesso dal Capo del Pdl, che è anche Capo del Governo e della maggioranza parlamentare denominabile “coalizione Bossi-Berlusconi- Scilipoti”.

Un importante esponente del partito di maggioranza (presidente della Regione Lombardia) ha osato dimostrare scetticismo innanzi all’ipotizzato trasferimento di ministeri, ma è stato subito gratificato dal Capo della lega Nord con una “pernacchia” fatta a telecamere accese.

Chiedo scusa per questo mio lessico poco ministeriale, ma nel caso di esponenti del partito della lega Nord, si assiste frequentemente ad una singolare “capacità” comunicativa da parte di personaggi di alto profilo istituzionale, che esprimono il loro pensiero politico-istituzionale secondo una sconcertante (ma finora vincente e corteggiata) “scuola di pensiero”.

Il Presidente della Regione Piemonte, anch’egli un leghista, a sua volta, ha rivendicato un Ministero per la città di Torino. E sembra che i leghisti rivendichino un Ministero anche per la città di Firenze. A Sud, il candidato a Sindaco di Napoli appartenente al Pdl, nel ballottaggio di maggio, ha dichiarato di essere interessato anche lui a un Ministero nella sua città.

Il sindaco di Roma e la Presidente della Regione Lazio, entrambi di stampo Pdl, hanno protestato per questo ipotizzato trasferimento e si sono rivolti al Capo del Governo. Addirittura il sindaco di Roma ha dichiarato che Roma è pronta a scendere in Piazza per difendere la permanenza dei Ministeri nella capitale, e sembra che anche il Consiglio comunale di Roma si sia espresso o si debba esprimere al riguardo. Io non so dare a me medesimo una risposta sul perché un argomento del genere sia di competenza del Consiglio comunale di Roma (o dei consigli comunali di Milano, Firenze, Torino o Napoli), ma tutto quello che accade nella Penisola è un indicatore dell’altissima “competenza istituzionale” della classe politica italiana.

Quanto alle “alte competenze istituzionali”, il Capo del Governo è intervenuto per dichiarare che non di trasferimento di ministeri si tratterebbe, ma di trasferimento di “Dipartimenti”. Ecco cosa riferisce il Corriere della Sera del 23 maggio 2011 in base alle dichiarazioni, virgolettate, del capo del governo: A Milano arriveranno probabilmente dei dipartimenti. In città ci sono già dei dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico.

Non occorre spiegare in modo appropriato cosa sia, come sia strutturato e a cosa debba servire un ministero, un dipartimento o un “provveditorato scolastico”. Ma qualche precisazione occorre farla perché a parlare in questa riffa da ballottaggio non sono cittadini normali, ma esponenti di alto profilo istituzionale. Le precisazioni sono necessarie anche per offrire qualche motivo di riflessione in questa nostra Italia dove vige il principio “quod principi placuit, legis habet vigorem”, e dove si verifica un continuo disfacimento del senso dello Stato.

Per non farla lunga, mi limito a fare qualche accenno al “provveditorato scolastico” di cui ha parlato il Presidente del Consiglio.

Il “provveditorato scolastico” non c’è più nel sistema scolastico italiano perché, sebbene esistente fin dalla Legge Casati del 1859, è stato inopinatamente soppresso da una maggioranza di centro-sinistra nell’anno 2000 sotto la spinta della Lega che in quel tempo ne chiedeva con forza la soppressione.

Giusto per dare l’idea della natura e della portata delle richieste della Lega e della grande indulgenza nei suoi confronti (che ha generato la criticabile riforma del Titolo V della Costituzione), è appena il caso di ricordare che in quel periodo la Lega chiedeva anche la soppressione delle Prefetture, ma poi non vi ha insistito avendo ottenuto di collocare un suo esponente a Capo del Viminale, dal quale dipendono tutti i Prefetti d’Italia.

Torniamo alla scuola. Al posto del soppresso “provveditorato scolastico”, di livello provinciale, furono istituite, sempre nel 2000 e come articolazione del Ministero dell’Istruzione, le direzioni generali regionali in tutte le regioni d’Italia. Attualmente in Lombardia c’è una delle venti direzioni generali di livello regionale e niente di più. Di Dipartimenti, nel sistema scolastico, ce ne sono solamente tre allocati a Roma e sono per l’esattezza: il Dipartimento per l’istruzione, il Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali e, infine, il Dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca. Quindi il Capo del Governo, quando parla di “provveditorato scolastico”, si riferisce a qualcosa di inesistente.

Il Ministro della Funzione Pubblica, che occupa Palazzo Vidoni a Roma, nulla dice su questo scenario, che oserei definire una “sceneggiata” di grande rilievo, perché riguarda i gravi problemi strutturali e funzionali dei Palazzi del Potere, oggetto di appropriazione e di spartizione come se fossero feudi. Infatti la ipotizzata disseminazione dei Ministeri a livello territoriale non è rivolta ad assicurare una Pubblica Amministrazione ispirata ai principi dell’efficienza della efficacia dell’Azione amministrativa, ma risponde in modo del tutto evidente ad una logica di appropriazione e di spartizione delle istituzioni.

Si appalesa una sconcertante logica “coerente” con lo spoil system all’italiana, che riguarda l’accesso, o meglio l’occupazione delle istituzioni da parte di dirigenti scelti non per merito e non per fedeltà alle istituzioni, ma per appartenenza e per fedeltà ai Partiti. I pubblici dirigenti sono stati ridotti ad un ruolo ancillare e servile in barba ai principi e ai valori disegnati nella Costituzione.

In proposito basterà ricordare l’art. 97, dove è prescritta la necessità che “siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”, e l’art. 98, dove è stabilito che “i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”, che sembrano divenuti reperti archeologici.

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6 COMMENTI

  1. Condivido la sostanza e il tono, soffuso di amara ironia, per il livello del pensare e del sentire di tanti personaggi “di alto profilo istituzionale”. Luciano Corradini

  2. la Lega ti frega! Questo è il mio personale slogan da quando ho iniziato a sentir parlare di questi signori…. un giorno sul melo e l’altro sul pero. Cosa sperano di ottenere in questo modo? Di fatto si stanno avverando le mie previsioni di qualche anno fa. Berlusconi ha perso due alleati: Casini prima e Fini poi. Dal momento che non c’è il due senza il tre… ora sta per perdere anche Bossi su cui io non ho mai nutrito la benché minima stima.

  3. L’arroganza si sta trasformando sempre più spesso in pressapochismo. Certe proposte sembrano ignorare del tutto sia i principi costituzionali e i fondamenti istituzionali, sia i modelli di funzionamento dell’apparato statale e dello stesso decentramento regionale.

  4. Questi signori continuano a rivelare quello che sono. Forse è un bene. Il pericolo è una generale e lenta assuefazione al degrado; la speranza è una sana reazione. In questo caso noi siamo per la reazione.
    Saluti – Guido Di Massimo

  5. condivido il pensiero di Daniela siamo dentro il più totale pressapochismo. Questa operazione puramente elettorale rischia di rivelarsi un boomerang per loro. Ieri con alcuni membri dell’esecutivo abbiamo presidiato davanti al Ministero per l’Economia per consegnare al Ministro Tremonti una lettera che t’invito a leggere in una delle mie foto. Innanzitutto conoscere i costi di quest’operazione è importantissimo per trarne la conseguenza in termini di costi umani che comporta un eventuale spostamento

  6. Una delle ragioni apportate é che, essendo il Nord la locomotiva economica del Paese, é giusto allocarvi i dicasteri economici. Con lo stesso criterio, essendo Palermo la capitale della Mafia, ebbene sì, le toccherà Giustizia e Ministero degli Interni.
    Non sarà per caso che Calderoli voglia tenersi Tremonti ed esiliare Maroni?

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