Le diatribe sulle regole di come vada concepita e regolata la scelta di un candidato o di chi possa o meno partecipare al voto, non sono uno spettacolo edificante. Sono in qualche modo parte di una pur esistente negoziazione democratica.

Il ladro dei sogni invece è un incubo che menti insane e fobiche difficilmente sarebbero riuscite ad immaginare. Non c’è più soltanto la derisione per l’incapacità ad essere adatti, pronti, presenti ed efficaci: uno psichiatra o un antropologo, anche di primo pelo,  avrebbero potuto preconizzare già vent’anni fa la disfatta totale per sé stesso e per il Paese nel suo complesso. Una personalità di successo certo, ma forse incapace di scegliere il futuro. Forse capace di sottrarre il futuro ai propri figli.

I padri, una volta, sudavano di giorno e di notte non solo per rendere il presente migliore ma anche perché sapevano che quel sudore sarebbe stato ripagato con il miglioramento della vita dei figli e dei nipoti e di altri ancora dopo di loro. Per quale motivo dovrei mai appassionarmi, un giorno, alla lettura di un libro di storia che lo riguarda, per quale motivo dovrei mai cercare la sua tomba per rendergli omaggio? Dovrei forse salutare chi ha fatto di tutto per rubare i miei sogni?

Ecco s’affaccia una nuova epoché: non sono più io figlio inadatto a risalire la corrente per fare di più e meglio di chi mi ha preceduto, ma anche se ne avessi le capacità e il coraggio, questo nuovo leviatano mi sottrae non solo il presente ma anche il futuro, rovistando nei cassetti della memoria e negli arcobaleni del futuro per uccidere anche la speranza della mia già incerta capacità di rendermi pronto al presente. E insiste rubandomi i sogni. Nessun preconcetto, nessuna sospensione: è ciò che appare, non solo alla coscienza, ma al tutto. Un serpente assassino che sebbene già caduto, funesta l’aria con la sua caduca ed assurda volontà di sopravvivenza e di mancanza di rassegnazione.

Ma il tempo non si sospende. Il tempo prosegue. Non è affatto solo un’astrazione filosofica, è un fermare la vita al quale va opposta con forza la decisione di vivere, di continuare ad essere presenti a sé stessi. Liberiamoci del ladro di sogni, lasciamo che le nostre vite esprimano la bellezza di cui siamo portatori. Diamo a noi stessi il coraggio della libertà e che le generazioni future possano, felici, giungere un domani sui nostri sepolcri e ricordare di noi il meglio che c’era.

© Rivoluzione Liberale

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