«Mi chiedo, insieme ad altri due o tre italiani, come mai Silvio ci stia sfinendo con “primarie sì, primarie no”. Devo dire in sincerità che lo faccio solo perché sono curiosa e forse perché provo una specie di pena per questi poveri esseri cresciuti all’ombra del grande bluff, una nullità mascherata da statista.

Penso a cosa ha prodotto tra l’altro: loro, gli sbandati della libertà. Mi vien da riflettere che, più sono poveri di spirito e assolutamente non democratici, più abusano della parola “libertà” nei loro altisonanti nomi. Certo sono arrivati tardi: i termini democrazia e democratici erano già stati presi.

Angelino su tutti è forse il più sfigato. Gli avevano dato da comandare la barca proprio in vista degli scogli, quando a bordo nemmeno i topi erano rimasti; ogni giorno tenta di far battere dalla agenzie le sue dichiarazioni,da giornalisti cinici che ormai lo chiamano “quello”. Un delfino spiaggiato e nessun volontario che lo riporti in acqua.

Poi c’è – e non mi fa nessuna pena – la portatrice sana di cognome importante, una di quella schiera di nate così così e sposate così cosà, una botulino dipendente che, reduce da una nuova cura contro la menopausa, forgiata da ormoni freschi, rivendica un ruolo di leader pensando di contare sull’appoggio delle donne: ma si sa, le donne saranno anche stronze, ma sceme no!

Incalzata dalla nanetta che, scoperto il foto shop, non si palesa più in pubblico ma manda la sua foto da gnocca. Un dispettoso giornalista le ha chiesto se, alla Garbatella, garbato quartiere romano dove lei ebbe i natali, esistano sue foto di quando frequentava gli Scouts, ma non come coccinella ma come figlia della lupetta, ma pare che le abbia tutte bruciate.

E lui, il vecchio stronzo, nella sua villa pretende di fare ancora il bello e cattivo tempo. Si combatte macerandosi in scelte strazianti:  tingere i capelli con Tocco magico numero 8 castano chiaro oppure con il numero 9 biondo cenere? Perché gli hanno detto che ha l’aria un po’ finta e che il colore della pelle sbatte con quello dei capelli.

Non risponde più al telefono e da quando i nipoti gli hanno insegnato a usare skype, sta sempre a cercare di parlare con Vladimir per vedere via webcam qualche bella ragazzotta russa.

Ogni giorno, a seconda degli effetti collaterali delle vagonate di cialis, pensa di presentarsi, poi di fare le primarie, poi di fondare un nuovo partito. Come se ci fosse qualche imbecille disposto a votarlo! Forse contano sulle lucciole che non sono insetti e sulla categoria dei papponi.

Ma penso che anche loro avrebbero da ridire: ha rovinato una rispettata categoria che da secoli agiva indisturbata quasi a fare la cornice di tutte le grandi coalizioni politiche.

Ma siccome la peggio non c’è mai fine, aspettiamo gli eventi: io il nome del nuovo partito l’ho suggerito; ma si accettano vecchie facce ma tutte con un’unica prerogativa: la totale mancanza di idee!»

© Rivoluzione Liberale

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