La settimana è iniziata con lo spareggio in casa Pd, vinto in larga misura da Bersani (oltre 60,1%di voti a suo favore) e con una valutazione del maggiore giornale economico italiano, dello stato di avanzamento delle riforme via decreto e in percentuale.

3 dicembre: in Commissione Bilancio del Senato è stato avviato l’esame congiunto del ddl 3585 in materia di previsione del Bilancio finanziario 2013 e triennio 2013-2015. Alla Camera in Aula, discussione generale sull’adeguamento delle disposizioni dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale. A seguire disposizioni di professioni non organizzate.

Il Presidente del Consiglio Monti ha incontrato a Lione il Premier francese Hollande per la firma e ratifica degli accordi TAV Torino-Lione, munito di tutta la documentazione del lavoro svolto finora in terra italiana (presenti i Ministri Passera, Terzi. Cancellieri, Moavero). Hollande ha elogiato Monti per il suo “fare Europa”. Ambedue i Premier hanno confermato l’obiettivo di rimanere nei tempi previsti e iniziare i lavori definitivi nel 2014. Monti soddisfatto della discesa dello spread a 296 punti e ha dichiarato che l’obiettivo è la metà di 574 (lo spread di quando ebbe l’incarico di Premier) e cioè 287.

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha firmato il decreto per l’Ilva e ha dichiarato di volersi occupare e valutare la vicenda del giornalista Sallusti.

4 dicembre: al Senato esame del dl 179 recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (ddl 3570 scadenza il 18/12). A seguire dichiarazioni di voto con appello nominale del ddl 3570 di conversione del decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento enti territoriali (scad 9/12). Dopo una nottata di rimbalzi tra Commissioni Bilancio e Industria, la votazione sul Decreto Sviluppo è slittata al pomeriggio con voto di fiducia, che ha promosso il Decreto con un buon margine di voti. Adesso torna alla Camera data l’urgenza per non farlo decadere.

La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Quirinale sul conflitto di attribuzioni. Dossier elettorale: siamo arrivati a 20 proposte.

5 dicembre: in Senato esame decreto legge 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (ddl 3533 scadenza 18/12).La Commissione Affari Costituzionali esamina i disegni di legge in materia elettorale. In Commissione Bilancio esame congiunto del ddl 3585 in materia di bilancio di previsione anno finanziario 2013 e triennio 2013-2015. Il Presidente Monti ha ricevuto a Palazzo Chigi il Premier libanese e gli ha confermato che l’impegno italiano nell’Unifil è immutato.

Camera dei Deputati: in Aula Decreto Sviluppo e a seguire discussione generale del disegno di legge (C 5569 e abb), Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia. A seguire esame del disegno di legge (C 5520-b) di conversione in legge con modificazione del decreto legge 10/10/2012 recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento enti territoriali nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012. Proroga di termine per l’esercizio di delega legislativa. Commissione Lavoro: audizione del Ministro Patroni Griffi sugli esuberi nella P.A. Commissione Finanze e Bilancio: indagine conoscitiva sull’esame congiunto della Commissione europea. Tabella di marcia verso Unione bancaria della proposta di regolamento di attribuzione alla Bce di compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi recante modifica del Regolamento Ue n. 1093/2010 che istituisce l’Autorità europea di vigilanza; audizione del Presidente Federcasse e poi Abi.

Dissequestrata l’Ilva, nel rispetto del decreto appena firmato e nel rispetto di ambiente, sanità e lavoro. Il Governo ha posto la fiducia sul maxi emendamento del Decreto Sviluppo.

6 dicembre: è iniziato il disimpegno del Pdl dalla maggioranza. Intanto al Senato la fiducia al Decreto Sviluppo ha ottenuto una risicata maggioranza di 127 voti, con il Pdl che ha garantito il numero legale ma si è astenuto nella votazione. Stessa solfa si è ripresentata alla Camera, con astensione annunciata e numero legale garantito. Prove tecniche per mettere il Governo in minoranza e andare alle elezioni con il Porcellum e non rispettare le richieste dei cittadini, con due referendum, di cambiarela legge. Risultato“meraviglioso”: Borsa italiana a picco e spread alle stelle, un capolavoro di sfascio nell’interesse dei soliti noti. Altro motivo di confusione il rinvio alla settimana prossima al Senato della legge sul voto e il Presidente Schifani ha riferito al Presidente della Repubblica. Il Governo ha discusso e approvato il Decreto legge dell’incandidabilità per coloro che hanno sentenze di condanna passate in giudicato, oltre i due anni.

Tutto il lavoro parlamentare subisce alterazioni. Al Senato la Commissione Affari Costituzionali è stata impegnata nell’esame del disegno di legge in materia elettorale.

Le Commissioni riunite di Camera e Senato, Esteri, Difesa e Industria hanno ascoltato il Ministro della Difesa, sul contributo italiano alla costruzione della dimensione europea di difesa.

La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha avuto l’audizione delle organizzazioni sindacali di Polizia di Stato, Corpo forestale, Cocer dell’Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui recenti fenomeni e proteste organizzate in modo violento.

7 dicembre: con lo stesso meccanismo del Senato, alla Camera è passato con l’astensione del Pdl, con soli 268 voti a favore, il Decreto legge sugli Enti locali che intervengono sui costi della politica. È continuata la discesa della Borsa italiana e il rialzo dello spread. Il Capo dello Stato ha incontrato i Presidenti dei due rami del Parlamento e i leader dei Partiti che sostengono il Governo. La Lega Nord – visto che non è stata convocata al Quirinale (ma non comprendiamo la pretesa di salire al Colle) – ha deciso di fare Aventino e ritirarsi in Lombardia.

8 dicembre: nel sabato dell’Immacolata, Napolitano si è incontrato con il Presidente del Consiglio Monti. A conclusione dell’incontro un Comunicato del Quirinale informa che “il Presidente del Consiglio non ritiene possibile l’ulteriore espletamento del suo mandato [vista la sostanziale sfiducia di uno dei Partiti che sostengono il Governo – NdR] e ha di conseguenza manifestato il suo intento di rassegnare le dimissioni. Il Presidente del Consiglio accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l’esercizio provvisorio – rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo – siano pronte a concorrere all’approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio. Subito dopo il Presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei Ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica”.

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