«Sono cinica. A me dell’infermiera che si è uccisa in Inghilterra dopo la burla telefonica non importa nulla. Trovo le burle telefoniche e gli scherzi in genere roba da malati di mente; non mi fanno ridere, specie quelle affrontate con tanto impegno da alcuni conduttori radiofonici. Un grande spreco di energie per poi concludere con: io non sono Pinco Pallo, sono Pallo Pinco. E in coro crebbe una canzone!

Poi, arrivare a pensare che addirittura i reali inglesi possano passare per un tanto proletario centralino, beh credo sia proprio da imbecilli. E quindi questo suicidio mi sembra una tale cavolata che non m’ispira nemmeno razionale rispetto per la dipartita.

Chiusa questa parentesi di estero, augurando le miglior cose alla gestante, mi lecco i polpastrelli leggendo tanto inchiostro nostrano. Certo siamo spossati dal toto data, ma attendiamo fiduciosi: tanto la testa che taglieranno è la nostra, non possiamo non esserci! E quindi a febbraio voteremo per togliere l’auto blu alla Polveroni, per far fare la dieta a zona (per sempre a Zona Rebibbia) a Fiorito e non vedere più la sua banda dalle parti della Pisana. Poi avremo da fare per votare il sindaco di Roma: ma davvero Roma ha un Sindaco? Pensavo non ci fosse, invece pare di no. E poi finale travolgente in mezzo a tutta quella gente ci fumeremo Zazà!

Silvio è tornato, come un regalo riciclato sotto l’albero, come un giocattolo riparato e rimesso nella scatola, come una malattia auto immune, lui c’è! In un tripudio di canzoncine e di fondotinta che non lascia traccia, ha dato speranza alle povere zoccole e zoccolette che popolano il suo misero universo di satrapo.

Adesso qualche igienista dentale con la quarta (elementare e di seno) potrà aspirare a diventare qualcosa di più! Daniela sta andando a Medjugorie a piedi e ha promesso che con il suo fidanzato ogni sera reciterà il rosario: i suoi scagnozzi hanno fatto incetta di ansiolitici e le mamme di molte ragazzotte ignoranti ma prosperose, sporche dentro e fuori, sfogliano cataloghi di guepiere, bustini e cosette così da indossare in caso di palazzo Chigi.

E noi che aspettiamo impoveriti e imbestialiti un Natale mesto e opaco, ci chiediamo come mai siamo arrivati a questo; e se lo dovrebbero chiedere anche gli elettori di un’opposizione che è capace solo d’insultare: fate un esame di coscienza corale, provate a cominciare con “cosa possiamo fare insieme? Da che parte cominciamo?”

Lo so, i sogni muoiono all’alba; i miei anche cominciano a puzzare già dopo mezzanotte!»

© Rivoluzione Liberale

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