Ancora una volta Beppe Grillo ha mostrato la vera natura autoritaria della gestione del suo partito. Da quando la maschera democratica è irrimediabilmente caduta sotto i colpi di alcuni militanti, il comico genovese, pur tentando strenuamente di ricostruirla, gioca ormai a carte scoperte.

Dopo la “batosta” emotiva delle elezioni del centrosinistra, grillo è dovuto correre ai ripari indicendo le “parlamentarie”, ossia le primarie per selezionare i candidati grillini al parlamento. Si ma il Leader? Beh il leader è lui ovviamente. Questo maldestro tentativo di democratizzazione del proprio partito ha dimenticato l’enorme falla democratica sulla scelta del candidato Premier. Si perché se  come ormai sembra certo si tornerà a votare con il “Porcellum” sarà necessario indicare il candidato premier di ogni lista.

Quindi per quale motivo grillo non ha indetto anche le primarie per il candidato del movimento? A riguardo le ipotesi posso essere due: la prima – secondo una visione positiva – lascerebbe immaginare che essendo un movimento politico a piramide invertita ossia di governance dal basso, non vi sia la necessità di individuare un leader. La seconda – oggettivamente più credibile – è che il candidato lo scelga personalmente lui. Questo perché secondo l’attuale disegno di legge sull’incandidabilità Grillo non potrebbe entrare in parlamento per  la sua condanna nella sentenza sull’incidente automobilistico nel quale fu giudicato colpevole.

Quindi il rischio di lasciare totalmente nelle mani dei militanti la scelta del leader senza poter influire sulla decisione evidentemente al “comico politico” proprio non andava giù. Quindi l’unica strada percorribile per mascherare il suo evidente autoritarismo era quella di lasciare al “popolo” la scelta dei parlamentari senza però potersi esprimere sul Leader.

Sicuramente la scarsa partecipazione (95mila persone) ha incrinato ulteriormente il rapporto tra i militanti e il loro capo ed ora serve urgentemente una mossa per ricucire lo strappo.

Nei prossimi mesi che ci condurranno alle elezioni Grillo dovrà uscire allo scoperto mostrandosi realmente per quello che è, imponendo al partito un leader da lui scelto che possa evitare la disgregazione delle future file parlamentari, permettendogli di ottenere il potere assoluto ed incontrastato del partito. Il nuovo Napoleone ha iniziato la sua battaglia.

© Rivoluzione Liberale

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