Dunque Monti si starebbe preparando a scendere direttamente in campo, rispondendo così alle richieste di tanti settori della società civile e di forze politiche responsabili, quali il PLI.

Pensiamo che una decisione in tal senso sarà costata al prudente e corretto Professore non pochi dubbi e comporterà per lui e la sua famiglia un sacrificio non indifferente. È chiaro che lo fa per senso dello Stato e passione per le sorti dell’Italia, avendo constatato che né il centro-destra ritornato nelle mani del populista di Arcore, né il centro-sinistra condizionato da Vendola e dalla CGIL sono in grado di esprimere un programma serio, credibile ed efficace che possa, non solo far uscire l’Italia dalla crisi di questi ultimi anni, ma avviarla a una fase di rinnovamento economico e sociale che la riporti nel gruppo di testa dei grandi Paesi del mondo. Per questo, con la consueta serietà, si preoccuperà prima di ogni altra cosa di presentare al Paese un programma articolato e completo (cosa che né il PDL né il PD hanno fatto finora) e su questo chiedere poi i consensi di chi ci sta.

Le reazioni che si stanno manifestando sono, del resto, tali da confermare in pieno la scelta montiana. Non degnifichiamo di attenzione quelle scomposte dei vari Maroni, Grillo,Di Pietro,  gentarella incapace di guardare sopra la propria testa. Vediamo invece quelle, rabbiose, di Berlusconi: aveva invitato Monti a “federare i moderati” (in chiare lettere, ad aggregarsi al PDL) e quindi lo considerava esplicitamente come una risorsa e una speranza; ora che Monti si è rifiutato di cedere alle sue lusinghe, e si prepara a guidare l’odiato Centro, è diventato “un piccolo protagonista” (viene voglia di dire: “guarda chi parla!”) e un servitorello della Merkel. Ma non ci deve stupire: per il Cavaliere ormai a ruota libera, passare dall’elogio all’insulto, dall’entusiasmo alla bava, è cosa di tutti i giorni.

A sinistra, D’Alema ha perso una buona occasione per stare zitto: ma con che diritto e con che coerenza contesta a Mario Monti la possibilità di entrare in politica? Ma non era quello che a destra e a sinistra si veniva dicendo da tempo, e cioè che se il Professore pensava di continuare a guidare il Governo doveva candidarsi? E con che faccia  si appoggia su una frase del Capo dello Stato il quale, in una situazione completamente diversa dall’attuale, aveva ricordato che il Professore, in quanto senatore a vita, era incandidabile? Già allora avevamo rispettosamente osservato che, “incandidabile” al Parlamento, niente vietava al Premier di dare il nome e l’appoggio a una o più forze politiche aggregate. L’esempio di senatori a vita attivi in politica e persino Presidenti del Consiglio non è del resto nuovo nella nostra storia repubblicana (basti pensare ad Andreotti). Ed anche il dubbio che circola in certa stampa circa la correttezza per un Premier dimissionario di partecipare in prima persona a una campagna elettorale, è del tutto infondato. I precedenti in proposito, per tutta la nostra storia nazionale, sono costanti e concordi.

Insomma, è perfettamente legittimo approvare o combattere la discesa di Monti in campo, prima ancora che sia confermata, e anche criticarla con l’asprezza propria a una campagna elettorale che non farà sconti a nessuno; ma non è legittimo questionare il diritto di Monti a fare quello che gli sembrerà giusto per il Paese, e il diritto di votarlo a chi si riconoscerà nel suo programma e nel suo stile di governo.

Il segretario del PD, che in precedenza aveva indicato a Monti, con una certa rudezza, di farsi da parte, sembra averlo capito (c’è forse in questo la mano di Napolitano?) ammettendo ora che, comunque, i rapporti con Monti non mutano e una collaborazione in futuro resta auspicabile e possibile.

Una prospettiva, questa, che induce a guardare con attenzione a quello che potrà accadere a seguito delle elezioni. Gli scenari possibile sono, ovviamente, vari. Sappiamo quale sarebbe il peggiore: un ritorno di Berlusconi al governo. Ma noi ci rifiutiamo di credere che gli italiani vorranno rinnovare una fiducia troppe volte concessagli e malamente tradita. Ci rifiutiamo di pensare che la gente perbene (e ce n’è tanta, tra i passati elettori del PDL), possa avallare il ritorno al triste spettacolo di faccendieri e ragazze di relativa virtù elevati a membri del Parlamento o delle Autorità locali, a un Premier screditato in Europa intera condannato in primo grado per reati contro lo Stato e in serio rischio di altre infamanti condanne.  Quello che sta accadendo nelle regioni che erano la roccaforte della destra (ieri la Sicilia, oggi la Lombardia) mostra del resto che la gente ha voltato le spalle alle sirene di Arcore.

La seconda possibilità è che la sinistra conquisti la maggioranza relativa. In questo caso, ci si fa capire che un accordo col Centro è all’ordine del giorno. Ma come la metterà Bersani coi suoi alleati, Vendola e la Camusso? Probabilmente, nel suo intimo egli spera che la forza dei numeri, almeno al Senato, renda un’alleanza obbligatoria e questo relativizzi il peso delle estreme.

La soluzione ideale resta però una vittoria del Centro montiano, che da una posizione di maggioranza relativa possa poi negoziare le intese necessarie. È possibile arrivarci? Molto dipenderà dalla capacità di attrarre tutti quelli che, delusi da Berlusconi, non andrebbero a votare (sono milioni) e magari anche una frangia di “renziani” del PD. È chiaro comunque che ogni sforzo va fatto per organizzare un’area centrista omogenea e solidale, su un programma di pulizia, serietà e rinnovamento del Paese.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI

1 COMMENTO

  1. La Camusso, appunto! Adesso anche la ineffabile signora ha tuonato contro la discesa in campo di Monti, giudicandola “istituzionalmente dubbia”. Un consiglio (in)amichevole: faccia il suo mestiere e non si impicci di cose piú grandi di lei. Il governo del Paese lo decidono gli elettori, non i sindacalisti. I quali, del resto, sono tutt’altro che concordi, visto che la CISL é schierata col Professore. E per favore non si impanchi a dare giudizi di convenienza istituzionale che non le competono. Lei non sa nemmeno di che cosa stia parlando.
    E un altro consiglio (girabile all’on.D’Alema). Il vostro fuoco di sbarramento é, non solo inutile, ma probabilmente dannoso per voi. Non siate cosí sprovveduti da mostrare in tutta chiarezza la fifa vi provoca il pericolo Monti. Fifa che peró, riconosciamolo, é buon segno di quanto possa “pesare elettoralmente il Professore e quindi é musica alle nostre orecchie.

Comments are closed.