Le sei monarchie petrolifere del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati arabi uniti, Oman) si sono riunite a Manama, in Bahrein il 24 dicembre per confrontare le politiche economiche e discutere sulla formazione futura di una vera e propria Unione del Golfo. Il vertice, incentrato sui temi attualissimi della sicurezza della regione e dell’economia petrolifera, non ha potuto lasciare da parte le minacce all’ordine del giorno nella regione.

Non solo l’oro nero al centro delle discussioni: la sicurezza della zona dipende anche dalle delicate situazioni di Iran e Siria. Il ministro degli Esteri del Bahrein, Al Khalifa, ha dichiarato la necessità di mantenere rapporti di buon vicinato con gli altri paesi della regione, pur stabilendo dei limiti all’utilizzo di armi chimiche e del nucleare; anche al-Faisal,  il ministro degli Esteri saudita, ha detto che l’Iran rappresenta una minaccia non solo per il panorama internazionale ma soprattutto per quello regionale.

Problemi con l’Iran, di diverso genere, li hanno anche gli Emirati arabi: tre isole dello stretto di Hormuz sono occupate dall’Iran da almeno 30 anni. Per quanto riguarda la Siria, la posizione di Arabia Saudita e Qatar appare ambigua: favorevoli all’uscita di scena del presidente Assad, non hanno cercato di utilizzare mezzi diplomatici per salvaguardare la sicurezza regionale; anzi, hanno finanziato i ribelli. Militarmente però, fa sapere il Segretario Generale del CCG Al Zayani le monarchie non hanno intenzione di attuare un’azione comune per salvaguardare la pace.

Per ora infatti, le monarchie si sono sempre coordinate in un Consiglio di Cooperazione dal 1981 (CCG – Consiglio di cooperazione del Golfo) ma l’ambizione di creare un istituto unitario sembra essere difficoltosa. Il tema della futura Unione, progetto sostenuto soprattutto dall’Arabia Saudita,  risultava all’ordine del giorno ma le questioni di sicurezza hanno avuto la meglio e così il futuro della cooperazione rimarrà ambiguo.  Numerose ambizioni, tra cui l’istituzione di una moneta unica, il Khalījī, rientrano nel concetto di Unione del Golfo; chissà se anche l’ipotesi di interventi congiunti per favorire l’equilibrio della regione riuscirà a farsi strada concretamente.

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