«Credo si sia smarrito il senso della misura. Qualunque cosa accade sembra come amplificata.  Non so da dove iniziare: forse dal parroco di Lerici? A me sinceramente tutta la storia non ha fatto né caldo tanto meno freddo. Bastava ignorarla e sarebbe rimasta nei confini che le appartenevano: quelli delle cazzate inutili. Invece si sono scomodati tutti ma dico tutti.

Per primi i più inetti, quelli non dotati di pensieri propri, a cui non pareva vero poter avere una platea a cui rivolgersi. Penso con amarezza come i media non siano più al servizio dell’informazione ma a quello della notizia più pruriginosa, quella che smuove la patta dei pantaloni di tanti pidocchiosi e malcelati maschilisti.

E alla fine la notizia non esiste più. Esiste la reazione alla notizia e le opinioni e il processo. Un processo illegale che punta il dito sul colpevole come fosse già tutto deciso.

La razza peggiore sono gli opinionisti innocentisti. I garanti dell’onore. Quelli per i quali tutti possono esprimere le loro idee e quindi ritengono orribile e disgustoso quanto espresso ma loro si rimettono alla libertà di pensiero e noi rimettiamo e basta.

Oppure quelli che danno atto al coraggio dell’espressione del pensiero. E in un tripudio di parole incomprensibili  vogliono convincerci della nobiltà del loro animo.

Perché alla fine questi quasi filosofi, seguaci della setta dell’ego gigante, parlano solo per ascoltarsi o qualche volta leggersi. Perché raramente scrivono, di solito parlano e basta.

Mi piace pensare di essere una vecchia signora abituata ad ascoltare pensieri provenienti da neuroni validi: del parroco di Lerici non voglio proprio discutere. Perché dare spazio a un pensiero così imbecille che nemmeno lo scemo del villaggio avrebbe riportato?

I preti, si sa, si devono guadagnare il pane. E curare il gregge. Alcuni di loro lo fanno in modo egregio prendendosi cura della gente più povera e disgraziata, dei poveri più poveri dei poveri.

Alcuni vivono come hanno predicato tanti uomini di fede del passato: fanno del bene e non vogliono nulla in cambio; combattono le mafie, le ndranghete, tutti quegli omm’e niente che popolano molti quartieri di belle città del sud. Li combattono con la loro vita di tutti i giorni, che non interessa a nessuno.

Poi, una mattina il parroco di Lerici si alza, beve il caffè e scrive quelle cazzate. E noi, per rispetto verso i suoi colleghi, verso quei preti “veri” dobbiamo seppellirlo vivo con il nostro silenzio.»

© Rivoluzione Liberale

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