In Italia, per riuscire a perdere l’agognata carica di Ministro (anche senza portafoglio: le clientele girano intorno al titolo, non necessariamente ai soldi) occorre aver commesso un gesto davvero eclatante. In Gran Bretagna, al contrario, basta una parola. Di troppo – sia detto per inciso – ma pur sempre un’unica parola. E’ quello che è successo al “povero” Andrew Mitchell, Chief Whip (capogruppo) alla Camera dei Comuni ovvero, nella buona sostanza e per capire meglio, Segretario al Tesoro.

Il buon Andrew un bel giorno se ne usciva in bicicletta (i Tories nuovo modello sono a due ruote, David Cameron docet) dal suo ufficio di Downing Street, dove un alloggio gli spettava di diritto per la carica che ricopriva. Come ben sa chi è stato a Londra e ha buttato l’occhio nella strada più famosa del mondo, due bobbies stanno sempre a guardia dei cancelli che immettono nella stradina (cancelli che, val la pena ricordarlo, prima di 9/11 e dell’Emergenza Terrorismo stavano sempre aperti: come a dire che in Inghilterra, paese liberale per eccellenza, qualsiasi inglese deve poter entrare in contatto se necessario anche col Primo Ministro).

Il buon Andrew, stressato dai mille impegni, trovò assurdo, lo scorso settembre, che i due gli chiedessero di passare per l’entrata pedonale invece che per quella principale e, nella versione albionica del nostro “Lei non sa chi sono io”, apostrofò i due poliziotti con espressioni poco cortesi. I due lo minacciarono d’arresto – non si scherza coi policemen, in Inghilterra, nemmeno se sei un ministro – e lui rispose (traduciamo per brevità): “Meglio che impariate qual è il vostro posto. Non siete mica al governo del Paese, pezzenti bastardi”. Questo, perlomeno, secondo i due agenti.

Dalla piccola Downing Street all’Etere Cosmico, il passaggio è stato brevissimo. Nel giro di mezza giornata su giornali e tv non c’era altro se non il ministro del Governo Cameron – più volte attaccato dalle opposizioni per essere una compagine “troppo aristocratica” – che insultava i due servitori dello Stato con volgari espressioni denigratorie della loro classe sociale. Plebs infatti, la parola usata da Mitchell, sta per plebeians, “plebei”. Fucking, l’altra metà del poetico distico, non ci sembra necessario di doverla tradurre.

In men che non si dica il plebgate, come è stato subito rinominato, ha costretto Cameron a chiedere la testa di Mitchell il quale, sempre restando con le similitudini francesi, la testa alla fine l’ha perduta per delle brioches. Non solo si è dovuto dimettere, ma a tutt’oggi è al centro del processo che lo vede imputato contro i due funzionari. Lui asserendo di essere vittima di un complotto della polizia, loro ribadendo quanto già raccontato.

Al di là della notizia in sé, il fatto rimane interessante per due motivi. Primo, perché ci fa capire che cosa significhi, in un paese protestante e liberale, perdere la fiducia dell’opinione pubblica e quindi degli elettori. Nessuna legge “obbligava” Mitchell a dimettersi se non la pubblica censura che, piaccia o no, nel mondo anglosassone funziona ancora ed in maniera assai incisiva.

In secondo luogo, la vicenda riporta in auge le accuse che sono state mosse da tempo a David Cameron – lui stesso di nobili origini (lontano cugino dei Windsor, nientemeno) e sposato alla figlia di un baronetto che però tenta, con impegno, di imparare a parlare con l’accento popolare – ed al suo governo: l’essere poco rappresentativi del paese in quanto perlopiù appartenenti all’ufficioso club degli Old Boys, i “vecchi ragazzi” delle Boarding Schools, i costosissimi collegi privati stile Eton e Harrow.

Andrew Mitchell stesso ha frequentato Rugby, una di queste scuole nota per aver avuto Thomas Arnold (papà del poeta Matthew) come preside e per aver inventato una varietà di football praticato con le mani che poi è divenuto un gioco a sé stante. Non solo, il malcapitato ex ministro è anche figlio di Sir David Mitchell, ricco parlamentare Conservatore degli anni che furono.

Ma il wicked squire, il “nobilotto villano” dei romanzi inglesi del Settecento, se ne è andato, si è dimesso. Tutto risolto, allora? Non proprio. Suo successore è stato nominato Sir George Young, sesto baronetto di tal nome, figlio di Sir George Peregrine, un diplomatico e di Elizabeth Knatchbull-Hugessen, figlia Sir Hugh Knatchbull-Hugessen, ex ambasciatore a Pechino.

Se si considera quindi che il nuovo Segretario al Tesoro ha studiato a Eton e a Christ Church, il più esclusivo college della esclusivissima Oxford, si capisce bene che David Cameron il vizietto di contornarsi “solo” di persone del suo ambiente, probabilmente, non l’ha ancora perso.

© Rivoluzione Liberale

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