Mario Monti è un icona internazionale. Da ciò che si legge sulla Stampa estera è chiaro che possa vantarsi del fatto non solo di essere famoso, ma anche apprezzato dal vastissimo Mondo globalizzato dei decisionisti politici ed economici. Un interessante articolo è stato pubblicato su US News in questo senso. Come spiega la Prof.ssa Scheherazade Rehman, “molti di noi (non-italiani) credono fermamente, o almeno pregano, che il Primo Ministro uscente Mario Monti possa guidare l’Italia nel 2013 verso un risultato tangibile (…) Il problema è che Mario Monti è un eroe fuori dall’Italia, non dentro.” (Mario Monti Should Be Italian Prime Minister Again),  le stesse affermazioni si leggono su The Oman Observer, dove James Mackenzie scrive: “Monti, ex Commissario Europeo, il preferito dei Mercati, dell’establishment del mondo degli affari e persino dalla Chiesa Cattolica, ha insistito affinché le elezioni avessero come obbiettivo di creare consenso intorno alla politica e non su di un solo individuo (…) Questo risultato rimane un’incognita, nonostante gli onori si sia guadagnato all’estero per come ha gestito la crisi, gli italiani medi hanno visto solo calare il loro livello di vita e aumentare gli investimenti”. Il Professore, grazie alla fermezza che ha saputo dimostrare durante i 13 mesi passati a capo dell’esecutivo e forte delle sue capacità tecniche messe in atto per superare la tragedia nata dall’era Berlusconi, era, per molti, arrivato ad un passo da una cariche ancora più prestigiose. Si parlava di lui come futuro Presidente della Repubblica, visto che il mandato di Giorgio Napolitano sarebbe scaduto ad Aprile. O come eventuale futuro Presidente della Commissione Europea. Invece non è andata così, l’ex Commissario europeo super partes e sopra ai Partiti, si è lanciato nell’arena. E’ “salito in politica”, come ama dire riscrivendo la formula di Berlusconi che nel ’94 decise di “scendere in politica”. Contagiato dall’amore per la politica o senso del dovere? Jonahtan Hopkin, Professore alla London School of Economics, nel suo articolo New Year, New Italy pubblicato su Foreign Affair fa un interessante analisi sul perché Berlusconi si sia tanto incaponito sul suo rientro nella corsa e cosa abbia spinto Monti a rischiare trasformandosi da tecnocrate imparziale a politico professionale. La conclusione di Hopkin è che il dilemma e successiva decisione  di Monti e il ritorno di Berlusconi sono indice di una questione molto importante: il fallimento delle forze politiche conservatrici nel generare un Partito politico credibile, capace di allinearsi con la tradizione del centro-destra europeo. Ricordiamo bene come l’ex Premier sia stato accolto dalla PPE solo pochi giorni fa. Monti punta tutto sulla sua Agenda proiettata verso l’Europa e, come scrive Catherine Hornby per Reuters, anche se non l’ ha detto esplicitamente, Monti sembra essere aperta ad un accordo con il centro-sinistra di Bersani, visto come vincitore delle elezioni, ma questo non prima del voto. Dello stesso parere è Umberto Bacchi che scrive su the International Business Times: “Un alleanza con Monti, con l’obbiettivo a lungo termine di avere un Governo stabile e duraturo, è attualmente nei pensieri di Bersani”. What Next for Italy? Si chiede Paolo Procacchia in un articolo scritto per The Globalist. L’autore fa una lunga analisi sul sistema politico italiano, sostenendo che, quando nel 1947 scese la “cortina di ferro” sull’Europa, lo stesso accadde in Italia a livello politico: l’unica soluzione affinché il Paese possa progredire e cresce è cambiare modo di fare politica. Rivoluzionare il sistema politico. Per ora, all’estero, Monti e la sua Agenda suscitano grande interesse positivo. La salita di Monti nell’arena politica e il conseguente isolamento di Berlusconi(nonostante la sua onnipresenza via etere in Italia e sulla stampa estera, ma per via delle continue eclatanti situazioni che innesca, dal mantenimento all’ex moglie alle dichiarazioni sui gay, come puntualizza Ridet su le Monde) e del suo populismo rendono sicuramente più sana la situazione italiana, marchiata da 20 anni di demagogia, volgarità e incompetenza. La preoccupazione di qualcuno viene dall’interesse del Vaticano, come si legge sul sempre perspicace blog di Ridet ‘Campagne d’Italie’ su Le Monde: En “s’élevant en politique’, Mario Monti monte dans l’estime du Vatican. Riuscirà Mario Monti a mettere i paletti anche in questo caso?  Le antenne continuano ad essere vigili e i riflettori puntati su di noi.

AFP per Le Nouvel Observateur, Italie: Monti attaque Berlusconi sur les valeurs ethiques, 3 Gennaio 2013.”Il Capo del Governo italiano dimissionario, Mario Monti, ha attaccato mercoledì Silvio Berlusconi sul tema dei valori etici, accusando il Cavaliere di brandire questi valori senza rispettarli lui stesso.” (…)

P. Ridet,Pour réconquerir l’Italie, Silvio Berlusconi crie au complot, Le Monde, 3 Gennaio 2013.”Silvio Berlusconi ha cominciato l’anno 2013 lì dove l’aveva finito: alla televisione. Moltiplicando gli interventi in tutte le reti nazionali o locali, pubbliche o private, il magnate dei media vuole approfittare fino in fondo di questo periodo prime che si apra la campagna ufficiale, 45 giorni prima delle elezioni del 24 e 25 febbraio, quando la par condicio si imporrà a tutti i candidati (…)Secondo alcuni sondaggi, che nessuno ha visto, stima che la sua offensiva mediatica ha permesso al suo Partito, il Popolo della Libertà (PdL, destra), di riguadagnare 4 punti, passando dal 16% di intenzioni di voto al 20%. E’ un risultato scarsino, dopo due settimane di sforzi quotidiani.” (…)

P. Paracchini,What Next For Italy?, The Globalist, 2 Gennaio 2013.”Con la sua irreprensibile propensione a produrre crisi politiche, l’Italia è riuscita a non focalizzare le sue maggiori sfide – risanare l’economia e mettere al passo con i tempi la società italiana. E senza un ‘accordo costituzionale’ in piena regola, che abbia come obbiettivo spezzare l’intasamento politico del Paese, chiunque governi in Italia dopo le elezioni di Febbraio avrà la grande responsabilità di sovvertire l’impianto economico del Paese (…) Il Mondo può essere andato avanti, ma le imprese pubbliche e il lavoro statale sono una parte difficile da scardinare in quello che viene chiamato ‘Sogno Italiano’.” (…)

J. Mackenzie,Test beyond the elections, The Oman Observer, 2 Gennaio 2012.”Mario Monti ha dichiarato che la sua ‘missione era compiuta’ quando ha rimesso il suo mandato come Primo Ministro, visto che la crisi del debito che incombeva al suo arrivo un anno fa era tornata a limiti sopportabili, ma il 2013 metterà alla prova il suo lavoro verificando che se fondamenta poste porteranno ad un duraturo cambiamento economico (…) Al di là dei successi personali, i problemi profondamente radicati, che affliggono l’economia italiana, saranno una vera sfida per chiunque arriverà a governare (…) L’Agenda  di Monti da una serie di risposte (…) Mettere in pratica queste idee e convincere il pubblico di appoggiarle è un’altra questione. (…)

S. Rehman,Mario Monti Should Be Italian Prime Minister Again, US News, 31 Dicembre 2012.”(…)Domenica scorsa Monti ha finalmente dichiarato voler essere nominato ‘leader di una futura coalizione centrista’. Ma ha anche detto chiaramente che non appoggia né la destra, né la sinistra e nemmeno i Partiti di centro. Monti mette a disposizione i suoi consigli a tutti durante il periodo elettorale e ha accettato di guidare una coalizione che continuerà a seguire la sua Agenda. Questo gli permette di tenere le distanze dalle sporche battaglie politiche e mantenere la sua immagine di economista/tecnocrate/ professore apolitico (…) Preghiamo che in Italia avvenga la cosa giusta – anche il Vaticano supporta la candidatura a Primo Ministro di Monti.”

J. Hopkin,New Ywar, New Italy?, Foreign Affairs, 31 Dicembre 2012.”Roma dopo Monti.”(…) Un punto di vista commune era che dopo l’ultimo inchino Berlusconi avesse chiuso un’era; sono stati in pochi a prevedere il suo ritorno nell’arena politica nel giro di poco meno di un anno (…) Gli ultimi atti teatrali di Berlusconi complicano lo scenario politico italiano, ma è improbabile che possa sovvertire i giochi in atto (…) E’ molto improbabile che Berlusconi si ritrovi al potere per la quarta volta.” (…)

U. Bacchi,Berlusconi, Monti and Bersani: Italian Election Grows Sour as Parties reshuffle around ‘The Professor’, International Business Times, 31 Dicembre 2012.”Il caos che ha oscurato la politica italiana negli ultimi mesi sis ta finalmente dissipando, poiché i più importanti Partiti del Paese reagiscono alla decisione del Primo Ministro Mario Monti di correre per un secondo mandato.” (…)

C. Hornby,Monti aims for Italy vote majority, pro-Europe alliance, Reuters, 31 Dicembre 2012.”Il Primo Ministro italiano uscente, Mario Monti,  ha dichiarato lunedì che il suo obbiettivo era ottenere una maggioranza Parlamentare, frutto delle elezioni di Febbraio e avrebbe per questo cercato un’alleanza con i Partiti che appoggiavano la sua Agenda pro-Europa.” (…)

P. Ridet,En ‘s’élevant en politique’, Mario Monti monte dans l’estime du Vatican, Le Monde, 28 Dicembre 2012.”Tra utenti di Twitter, ci si capisce. Il Papa Benedetto XVI (un tweet oggi) e Mario Monti (due) sono sulla stessa lunghezza d’onda. Al punto che il primo ha presole parti del secondo, coinvolto in una delicata campagna elettorale dove deve essere candidato senza sembrare tale. Il sostegno è arrivato giovedì 27 Dicembre, per via dell’Osservatore Romano, il quotidiano ufficiale del Vaticano (…) Strano. Questo intervento di uno Stato vicino nella campagna d’Italia non ha fatto storcere il naso a nessuno. Né a sinistra, dove nessuno tiene a offendere casule e sottane, né a destra dove qualcuno si era sgolati, denunciando ‘l’ingerenza’ gridando ‘all’invasione’ quando i dirigenti del PPE avevano appoggiato all’unanimità l’entrata in campagna di Mario Monti.”

N. March,Berlusconi might not be person of the year, but comeback is impressive, The National (UAE), 28 Dicembre 2012.”E’ tradizione in questo momento dell’anno concedersi la stesura di una lista, per ricordare coloro che hanno eccelso, quelli che hanno ispirato e, con tristezza, quelli che sono spirati. Il Time dedica ogni anno il numero di dicembre ai ‘contendenti’ del titolo ‘persona dell’anno’ (…) Silvio Berlusconi, l’ex Primo Ministro italiano, con ogni probabilità non si unirà mai a questa elevata compagnia scelta dal Time, ma viene difficile non applaudire (a malincuore o in altro modo) l’improbabile ritorno politico che ha cominciato ad orchestrare negli ultimi mesi. Berlusconi ha speso quasi tutto il 2011 impantanato in una successione di scandali politici che sembravano aver danneggiato la sua carriera così pesantemente da non permettergli più di recuperare.” (…)

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