L’anno si è chiuso con gli auguri del Presidente della Repubblica, dopo quelli  del Senatore Monti. Se sarà un anno difficile dipende solo da noi e i Liberali ce la metteranno tutta, per evitarlo, sia in  campagna elettorale, sia nel post elezioni.

La tristezza di tutta l’Italia per la scomparsa del premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini, esule a suo tempo, prima in Belgio e poi negli Usa, per evitare le persecuzioni miserabili delle leggi razziali fasciste, diventata nel 2001 senatrice a vita per i suoi altissimi meriti scientifici, onorando l’Italia. Siamo tutti orfani ha detto commosso Shimon Peres Presidente israeliano.

La gioia per la liberazione dell’imprenditore Calevo dopo oltre 16 giorni di sequestro e i più vivi complimenti a Carabinieri e Forze di Polizia per averlo salvato dai rapitori.

Discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha illustrato, con precisione e imparzialità i problemi nazionali, le decisioni necessarie e i vari modi per risolverli nel tempo.

2 gennaio: sarà che il Parlamento Usa ha evitato il fiscal cliff, saranno state le dure prese di Posizione del Presidente della Repubblica Napolitano, quando ha ricordato come il costo del nostro debito pubblico è dell’ordine di 58 miliardi di euro annui, e che bisogna ridurre il debito pubblico come da tempo chiede il Pli che chiede la vendita del patrimonio pubblico inutilizzato.

La settimana è iniziata con un fortissimo rimbalzo in Borsa e lo spread che è sceso sotto i livelli auspicati dal Senatore Monti, cioè 283, dai 330 di fine anno. Chi vuole capire, capisca.

3 gennaio: lo spread è sceso ulteriormente a livelli (276) che non si vedevano da lungo tempo, mentre la Borsa ha avuto un ulteriore rinforzo. In compenso le polemiche, le liti, le continue litanie e tiritere,  il cambiare disinvoltamente impostazioni nel corso della campagna elettorale, non sono degne di uno Stato serio, come non è serio quanto ha dichiarato Oscar Giannino sul fatto che è stato un errore rispettare la parola data dai due marò.

4 gennaio: la settimana finisce con ulteriore rialzo di Borsa e con un ulteriore discesa dello spread a 272. Ma il fatto principale della giornata e della settimana resta la lunga intervista a Otto e mezzo al Senatore Monti per illustrare la lista Monti per l’ Italia per la Camera con tre componenti: una lista civica, una Udc e una Italia futura, mentre al Senato ci sarà una lista unica.

E’ venuto fuori un quadro di estrema probità per gli interessi del Paese, di necessità di avvicinare i concittadini alla politica e della necessità di restare presenti e solidali in Europa e di sviluppare una serie di modifiche politiche e culturali nell’interesse generale. Niente e mai auto proposizione, un uso “civico” delle informazioni e del quadro parlamentare dell’ultimo anno da presidente del Consiglio per migliorare tutti insieme il Paese e non per protagonismi o personalismi elettorali. Se sono consentiti paragoni, si va da Churchill con il suo sudore, lacrime e sangue e con la lotta acerrima contro la barbarie nazista, ai probiviri e senatori romani, che parlavano sempre e comunque nell’interesse di Roma, ai vari Cincinnato. Niente false promesse elettorali, niente esibizionismi, solo riflessioni garbate e chiare sull’insieme della matassa nazionale da sciogliere. Un richiamo continuo alla realtà nella quale stiamo vivendo. Da liberali, possiamo essere una componente liberale e laica in una coalizione guidata da Monti, esprimendo la composizione di precisa provenienza culturale e di impronta laica, nella migliore tradizione del liberalismo laico, crociano ed einaudiano, come si è espresso il Segretario del Pli, Stefano de Luca.

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