La decisione dei nostri due Fucilieri di Marina di ottemperare all’impegno di ritornare in India, in stato di arresto, per il processo a cui sono sottoposti in quel Paese è un gesto che merita un rispetto che poche persone e poche istituzioni oggi meritano in Italia.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone infatti avrebbero potuto anche restare in Italia, dopo aver passato il periodo di permesso concesso dalle autorità indiane, senza fare troppo scandalo, anzi, molti nel nostro Paese auspicavano questa scelta. Invece i due militari hanno deciso che la loro parola d’onore era più importante anche della loro personale libertà, una scala di valori che oggi sembra così fuori moda, specie in un Paese dove abbiamo visto la classe dirigente e politica di questi ultimi anni scendere a livelli di disonore che più bassi non si può.

La parola d’onore è stata in Italia infangata, vituperata, venduta a poco prezzo e ridicolizzata da coloro che avrebbero dovuto rappresentare il popolo nelle istituzioni. Per pochi soldi, qualche privilegio o semplicemente sete di potere si è mentito, rubato e truffato ad ogni livello della pubblica amministrazione senza la minima vergogna ed oggi gli stessi che hanno creato questo scempio delle istituzioni italiane si ripresentano con la stessa faccia di bronzo, le stesse promesse e le stesse bugie, come nulla fosse accaduto.

Ringraziamo quindi questi due uomini, questi due soldati, per mettere davanti a tutti un diverso livello di dignità, per riportare all’attenzione di tutti il fatto che si può avere scale di valori diverse da quelle del tornaconto personale e del vantaggio immediato e spicciolo. Ringraziamo questi ragazzi che rinunciano alla loro libertà, andando incontro a un destino incerto, perché ritengono che la loro parola abbia un valore, per dimostrare al mondo col loro gesto che la parola di un Italiano ha ancora una valore.

Specialmente dopo che per anni l’Italia è stata fatta zimbello del mondo intero da rappresentanti indegni è questo un regalo che i due Fucilieri fanno a tutti gli Italiani e di cui non potremo mai sdebitarci né essere sufficientemente grati.

Cerchiamo di ricordarlo anche quando fra qualche settimana andremo in una cabina elettorale a fare una croce sul simbolo magari di uno di quei partiti che l’Italia invece hanno contribuito solo ad infangare.

© Rivoluzione Liberale

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