«Mai come questa volta credo sia bene conoscere a fondo le persone che si presentano alle elezioni. È importante la prevenzione, insomma bisogna comportarsi come nei confronti dell’AIDS.

E allora mi voglio soffermare ancora un po’ sul sindaco di Napoli, città nella quale mi reco spesso.

Via Caracciolo è pedonale! Uno spettacolo bellissimo, la possibilità di camminare in santa pace godendo uno dei panorami più famosi del mondo, è semplicemente emozionante. Sono contentissimi i proprietari delle case che affacciano sul lungomare, un elite di persone che oltre a possedere appartamenti che costano un occhio, ora hanno anche la via privata.

Sono felici i 16 ciclisti napoletani, quelli che usufruiscono della pista ciclabile; peccato possano solo fare avanti e indietro, a meno che non vogliano mettere a dura prova i loro polpacci osando una delle tante salite che iniziano da lì, visto che Napoli è spalmata su una zona collinare.

Insomma. Un’opera importante e fondamentale. Sempre se si rimanga solo in quella strada. Appena dietro, basta arrivare a Viale Elena per trovare il primo girone dell’inferno: buche come crateri, traffico impazzito, vigili semi assenti con esaurimento nervoso cronico, cantieri perenni con data fine lavori mai.

Mi domando come si è arrivati alla considerazione che Napoli avesse assoluto bisogno della pista ciclabile. Mi chiedo perché quei soldi siano stati spesi immediatamente per questa opera, quando la città è piena di problemi che spaziano dall’urgente all’improrogabile.

I napoletani però stavolta sono compatti; tutti, ma dico tutti odiano il sindaco.

Pare che costui non si fidi di nessuno e autoalimenti il suo superego con geniali prese di posizioni. Passa la sua vita legato alla poltrona dell’ufficio dalla quale non riesce più  separarsi. Non esce per paura di essere aggredito. E ora si prepara a contaminare altra parte della nostra Italia con il suo movimento arancione.

Ecco signore e signori, tenete a mente questo guaglione. Sappiate bene chi è, informatevi sulla sua conclamata incapacità nella gestione pubblica.

Peccato per questa bella città così strapazzata; peccato per quei napoletani perbene che non lo meritano.

In conclusione, il mio slogan di questa tornata elettorale sarà: Se lo conosci lo eviti!»

© Rivoluzione Liberale

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