Le critiche in merito a Palais Lumière, previsto dall’anziano stilista trevigiano naturalizzato francese Pierre Cardin (Pietro Cardin), continuano ad imperversare. Il complesso mastodontico di tre torri dovrebbe sorgere a Porto Marghera ed affacciarsi sulla laguna di Venezia entro il 2015. Il progetto, realizzato dal nipote Rodrigo Basilicati, ha avuto un primo ok dal Consiglio Comunale di Venezia a fine Luglio, ma l’approvazione finale deve ancora venire firmata.

Il “testamento spirituale” di Cardin costerebbe 2,17 miliardi pagati interamente dallo stilista e con i suoi 245m sarebbe il più alto edificio italiano, ma solo il ventunesimo a livello europeo. Ospiterebbe inoltre più di 4.000 posti auto e garage, 4 ettari di giardini pensili con laghetti e piscine private e pubbliche, 284 residenze private, alberghi, ristoranti, un centro congressi, un centro commerciale, varie attività commerciali, direzionali, servizi, poli di ricerca applicata, centri di istruzione superiore, un teatro/auditorium. Tuttavia, proprio una destinazione d’uso così ampia, quasi dai grattacieli di Tokyo Bay, provocherebbe un certo accentramento e l’intera attività economica e sociale dell’entroterra veneziano, in particolare di Mestre, ne soffrirebbe, come l’apparato viario e dei trasporti verrebbe rivoluzionato.

Il plurionorato Pierre Cardin, Membro dell’Istituto di Francia, Ambasciatore Onorario dell’UNESCO, Comandante della Legione d’Onore, vorrebbe quindi installare un palazzo completamente estraneo alla storia ed alla cultura secolare di Venezia. Le simulazioni della visione del Palazzo della Luce dall’Isola della Giudecca sono spaventose: non si può ignorarlo. Ci si lamenta tanto dei palazzi viaggianti dati dalle crociere, che percorrono il Canale della Giudecca e poi il Bacino di San Marco, ma così si godrebbe di uno scempio permanente. Oltre a ciò, si può solo provare ad immaginare l’elevato inquinamento luminoso che ne deriverebbe, a sommarsi a quello della situazione corrente. C’è da dire però che da questo punto di vista l’edificio è progettato con una particolare attenzione al fotovoltaico ed all’eolico, che provvederebbero probabilmente al completo approvvigionamento energetico.

Sembra che l’Amministrazione veneziana si sia buttata a capofitto sulla possibilità di ottenere dei proventi dalla vendita di estesi terreni e liberarsi dell’onere di bonificare e rivalutare l’area tossica del Petrolchimico. Questo l’ha fatto senza nemmeno mettere in dubbio lo studio di fattibilità e la reale presenza della cifra considerevole in denaro. Di conseguenza, al modo di operare approssimativo ed alla mancanza di serietà si deve la stasi e si levano le critiche pure della Concept Créatif Pierre Cardin SpA.

La questione Palais Lumière è stata ed è tuttora oggetto di un aspro dibattito, a cui nessuno si sottrae. Dal lato dotto, cinquanta personaggi illustri della cultura italiana hanno unito le loro voci in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per esprimere il proprio disappunto e la propria preoccupazione chiedendogli di «vegliare perché a Venezia gli interessi privati ed un malinteso culto del profitto non calpestino mortalmente la legalità costituzionale». Hanno scritto poi al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi ed a altre autorità competenti, Italia Nostra, assieme a WWF, LIPU ed ulteriori associazioni ambientaliste, riportando puntualmente dati, leggi e spaventose simulazioni, sostenendo che «l’autorizzazione di un simile intervento creerebbe un precedente gravissimo: non potendosi negare ad altri ciò che verrebbe concesso oggi, potrebbe sorgere progressivamente sul margine lagunare una sorta di corona di grattacieli con vista su Venezia, astratta dal territorio e priva di ogni senso ambientale e paesaggistico».

Speriamo che ancora una volta la “stasi all’italiana” faccia sì che questi lavori dotati su carta di una maggiore efficienza francese rimangano nell’inoperosità evitandoci di arrivare ad essere assidui frequentatori del ristorante panoramico allo stremo dell’uomo di lettere Guy de Maupassant che, nel caso della Tour Eiffel, diceva “Se vengo a cenare in questo luogo, è solo perché è l’unico punto di Parigi dal quale la torre non si veda!”.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Perché porto marghera è così bella??? … Ottima iniziativa quella di Cardin per rilanciare la zona! Da veneziano posso dire che mi vergogno della famosa porta di Venezia mestre/marghera! Quello si che è uno vero scempio! ..l’ottusità provinciale all’italiana regna sovrana! Sveglia!

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