Sulla Stampa estera, soprattutto quella europea, non attira l’attenzione solo il futuro del nostro Paese, ma quello dell’Europa, o meglio degli Stati membri dell’UE, che vive al ritmo delle elezioni dei suoi Stati membri. Tre di queste, seppure di peso diverso, peseranno sul 2013: quelle nella Repubblica Ceca, quelle in Italia e quelle in Germania. I Cechi apriranno i giochi il 13 febbraio prossimo, con una elezione presidenziale. Sarà la prima volta che un Capo di Stato verrà eletto nel Paese a suffragio universale diretto. Dei nove candidati in lizza, quello che sembra avere più possibilità di vittoria è Milos Zeman, un social-democratico già Primo Ministro dal 1998 al 2002. Si definisce populista, ma viene da molti considerato semplice ed onesto. Partigiano dell’integrazione europea, con lui gli Europei non sentiranno più un Presidente paragonare la Commissione europea ad un ufficio politico di Mosca, quando l’Unione Sovietica regnava ancora sui “paesi fratelli”, come amava fare Vaclav Klaus. Per quanto riguarda la Germania, Angela Merkel dovrà affrontare il suo elettorato in Settembre. Se i sondaggi di oggi riflettono il voto di domani, non ha nulla da temere. La sua popolarità è allo zenith, con un tasso di soddisfazione dell’80%. Il suo Partito, la democrazia cristiana (CDU-CSU), ne approfitta con il 41% delle preferenze. La Cancelliera dovrà sicuramente formare una coalizione, ma per questo non avrà che l’imbarazzo della scelta, cosa che le permetterà di continuare a guidare le danze. La sua forza in Germania e in Europa, sembra per ora inespugnabile. Hollande dovrà aspettare ancora l’arrivo dei “compagni” per sperare in un cambio di rotta della politica europea della Germania. E noi? Anche in Italia l’Europa è punto cruciale della campagna elettorale e le sue sorti si definiranno con il voto del 24 e 25 Febbraio prossimi. Ma da quello che viene fuori dai Media internazionali, la situazione , essendo molto confusa, preoccupa. Certamente la “salvezza” è arrivata con Mario Monti, chiamato a risollevare il Paese trascinato ai bordi del baratro dalla caduta politica e personale di Berlusconi. Monti è il candidato di Bruxelles, come scrive Christian Makarian su L’Express, ma si chiede anche se questo possa realmente essere un “atout” per lui. Monti, economista navigato, ex Commissario europeo, centrista, cattolico, è diventato Presidente del Consiglio “a termine”, con il sostegno di quasi tutti i Partiti. Ma questa è Storia. Nel frattempo, la sinistra ne ha approfittato per organizzare e rafforzare il suo esercito in vista di una probabile vittoria. Il primo passo sono state le primarie, vinte dal capo del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, convinto ormai di essere ad un soffio dal traguardo. Questo senza fare i conti con Berlusconi. Stretto dalla giustizia, il Cavaliere ha annunciato il suo ritorno in politica e ritirato il sostegno al Premier in carica, con successive dimissioni di quest’ultimo ed elezioni anticipate a Febbraio. Oggi è il caos. Sulla stampa estera c’è sempre più sconcerto. Come riportano Businessweek e La Tribune, Monti  vuole questa vittoria e, seppur ‘timidamente’ si è lanciato in dichiarazioni, dichiarate da La Tribune ‘demagogiche’, di apertura sulla questione IMU e tasse, facendo a gara con Berlusconi  nelle apparizioni sui media. Per  CNBC Monti per ora non è sufficientemente innovativo, i suo argomenti non abbastanza forti per scuotere  gli “indecisi”, le riforme rischiano di non diventare mai effettive e l’Italia soffrirà ancora, trascinando l’Europa. Abdelkrim Ghezali ,su La Tribune d’Algerie, fa una dettagliata analisi sullo stato della nostra politica da un anno a questa parte, parlando lungamente del ritorno di Berlusconi (che si è messo contro Monti nel momento in cui il Premier uscente ha cominciato a “cacciare sul suo terreno”) e delle sue critiche contro tutti, vecchi e nuovi protagonisti, destra e sinistra, tecnici e politici. La sinistra è in “pole position” come scrive il giornalista, “ma dovrà fare i conti non solo con il presenzialismo di Berlusconi, ma anche convincere la parte “moderata” del suo Partito, l’Europa e…il Vaticano”. Come fa notare Ghezali, Bersani ha sempre glissato sulle questioni sociali per non “ferire” il suo elettorato cattolico, ma dalla sua parte ci sono tanti rappresentanti della società civile che non possono essere ‘dimenitcati’. Già il Vaticano, questione ambigua per la Stampa estera, che nicchia e si interroga davanti a questa sponsorizzazione  all’Agenda Monti. Il Vaticano, Stato estero che s’indigna davanti la “crisi morale” italiana e si dichiara esterrefatto  dall’”irresponsabilità” di alcuni politici del nostro Paese, che “pensano ad installarsi nella casa che ancora brucia”. Fino a poco tempo fa il Vaticano plaudeva Berlusconi, all’estero la cosa ‘disturba’, “reminiscenze di DC” scrive Makarian su L’Express.  Il Washington Post titola Italian premier, running with Vatican support, says gays marriage issue up to Parliament. Altro problema: le coppie di fatto definitivamente bocciate?  Pierre De Gasquet su Les Echos definisce il meccanismo con il quale Monti è entrato in campagna elettorale “inedito, vedi ambiguo”.  Se è vero che i sondaggi danno la sua coalizione al 12/13% è anche vero che c’è da lavorare sul 53% degli elettori indecisi e sul 45% di popolarità personale del Primo Ministro. Ma Il PD è al 40% e il PDL, se dura la nuova alleanza con la Lega, al 28%. “A 50 giorni dalle elezioni”, scrive De Gasquet, il gioco politico italiano rimane ampiamente aperto” e Dunglas, di Le Point precisa: “in Italia le promesse elettorali appassiscono in un attimo, come le rose”. LA verità è che il popolo italiano deciderà senza curarsi del parere di Bruxelles, Parigi o Berlino e questo darà il polso di quanto la gente indebitata e pressata sia ancora pronta a sopportare.

C. Makarian, Italie: Le nouveau défi de Mario Monti, L’Express, 10 Gennaio 2013.”Il Presidente del Consiglio dice essere pronto a prendere in mano la direzione di una coalizione centrista in vista delle elezioni di Febbraio. Se Mario Monti è il candidato preferito da Bruxelles, la sua azione e le sue misure non piacciono affatto al popolo italiano. (…)

Dominque Dunglas, Berlusconi renonce à se presenter, Le Point, 8 Gennaio 2013.”Il Cavaliere nomina Angelino Alfano candidato della destra per la Presidenza del Consiglio. Momentaneamente. ‘Habemus papam’: è un Silvio Belrusconi in versione pontificale che ha annunciato lunedì il suo ritiro dalla corsa alla Presidenza del Consiglio (…) questo ennesimo cambio di rotta del Cavaliere è il risultato di un accordo elettorale firmato PdL e Lega Nord (…) Ma il Cavaliere non ha per questo intenzione di ritirarsi dalla scena politica proponendosi, se vincesse la sua coalizione, come Ministro dell’Economia (…) Poche ore dopo aver fatto il nome di Alfano, Berlusconi ha detto che non era che un’ipotesi. In Italia, le promesse elettorali appassiscono in un attimo, come le rose.”

Xinhua per Le Quotidien du Peuple,Berlusconi renouvelle son alliance avec la Ligue du Nord, 8 Gennaio 2013.”Il Partito dell’ex Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi, Popolo della Libertà (PdL), e il suo ex alleato principale la Lega Nord, hanno rinnovato la loro alleanza e Berlusconi non si farà avanti per un altro mandato a capo del Governo italiano, come hanno dichiarato congiuntamente i due Partiti.” (…)

A.GHezali,Le destin de l?italie se jouera lors des législatives de février, La Tribune d’Algerie, 7 Gennaio 2013.”(…) Primo perdente nei sondaggi che non danno la sua coalizione di centro-destra che al 15% nelle intenzioni di voto, Monti rischia di perdere la faccia nelle prossime elezioni nazionali. Non si tratterebbe allora di una sconfitta personale, ma di tutto un programma di salvataggio deciso da Bruxelles che ha imposto all’Italia il suo tecnocrate e la sua visione di riforme economiche (…) Per voce di Regling (capo del MES ndr), ciò che teme l’Europa è di vedere la sinistra prendere le redini e cambiare direzione.” (…)

La Tribune,Mario Monti s’essaie timidement à la démagogie, 7 Gennaio 2013.”Incoraggiato dai sondaggi favorevoli, il Presidente del Consiglio italiano propone d’ora in avanti di abbassare le tasse e vuole smarcarsi da Angela Merkel. Mario Monti non è più sicuro delle sue scelte fiscali, ma è sempre più sicuro di voler mantenere il suo posto.” (…)

C. Boyle,Battle Lines Drawn in Italy’s Election, CNBC, 7 Gennaio 2013.”La scena è pronta per la battaglia per la conquista del cuore dell’Italia, mentre i segnali di allarme sullo stato dell’economia del Paese diventano sempre più difficili da ignorare.” (…)

A.Davis,Monti, Berlusconi Spar on Taxes in Media Barrage, Bloomberg, 6 Gennaio 2013.”Il Primo Ministro italiano Mario Monti e uno dei suoi sfidanti nelle elezioni del prossimo mese, Silvio Berlusconi, hanno combattuto a lungo verbalmente, nel corso del weekend che gli ha visti entrambi impegnati in numerosi blitz mediatici , sulla impopolare tassa sulla casa e sulla politica economica.” (…)

Associated Press per The Washington Post,Italian premier, running with Vatican support, says gay marriage issue up to Parliament, 6 Gennaio 2013.”Il Premier italiano Mario Monti, che è stato appoggiato dal Vaticano nella sua corsa alla rielezione, ha dichiarato che i problemi riguardanti i diritti dei gay – incluso il matrimonio – dovranno essere risolti in Parlamento e non dal suo Governo, se dovesse vincere (…) Ha detto che il nuovo Parlamento avrà un ruolo più incisivo del Governo nella discussione sui diritti degli omosessuali (…) Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è proibito in Italia. Il Vaticano, che influenza molto la vita politica italiana, si oppone a questi matrimoni.”

P. De Gasquet,Monti se pose en ‘ Monsieur Propre’ de la politique italienne, Les Echos, 6 Gennaio 2013.”Dopo due settimane dalla sua entrata in corsa, Mario Monti ha svelato, questo weekend, la sua strategia elettorale annunciando una lista unica al Senato e tre liste ‘associate’ per la Camera (…) L’obbiettivo dichiarato di Monti e dei suoi alleati è di sedurre una parte del 53% degli indecisi in vista di creare un nuovo polo capace di competere con il centrosinistra, radunando i delusi dal ‘berlusconismo’ (…) Malgrado i suoi passi falsi e le forti critiche sul fronte dell’aumento della pressione fiscale, Mario Monti può ancora contare su una forte popolarità personale ( 45%). A 50 giorni dalle elezioni del 24 febbraio, il gioco politico italiano riamane aperto.”

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