«Il clima elettorale è un po’ come il clima meteorologico. Estremo, devastante, senza mezze stagioni. I candidati sono eterogenei; al momento abbiamo gioito leggendo quelle del PD, ora aspettiamo ansiosi quelle di Silvio.

Nel PD ho trovato nomi di persone escluse all’inizio, poi ripescate dopo aver rotto le palle a tutti per sottoscrivere un appello per chiedere la candidatura. Gente di cui se ne può fare tranquillamente a meno, il cui impatto con la cosa pubblica è stato inesistente.  Ma la gioia di ritornare sullo scranno fa fare tutto.

Purtroppo non ho visto, invece, i nomi di alcuni davvero in gamba; forse sono passati di moda, forse hanno perso appeal, non so. Certo è che alcuni di questi ex sono un patrimonio che non si dovrebbe disperdere. Ma tant’è, sono i capi dei partiti che decidono: noi poveri elettori abbiamo poca voce, anzi siamo muti in capitolo.

Ora aspetto con ansia le candidature del caro Silvio. Chissà se ha già visionato i curricula delle sue parrucchiere e visagiste. Quelle care ragazze incaricate di fare di lui il pupazzo che vediamo in tivù.

So per certo che ha fatto un bel giro in vari supermercati del sud Italia in cerca di facce nuove; un po’ come i provini del Grande Fratello. Pare che i requisiti essenziali fossero la quarta (non parlo di scuola) e capelli scuri lisci. E magari una certa versatilità e padronanza nel maneggiare danaro.

Pare che si siano molto parlati con il Sindaco di una grande città, famoso frequentatore di mignotte; Silvio ha preso per oro colato i suoi suggerimenti.

Il partito dei magistrati si illustra: molti hanno sperato in qualche febbre fulminante che impera in posti come il Guatemala ma pare non sia successo nulla. In fondo l’Italia è il paese delle grandi opportunità: tu sei bello e ti tirano le pietre, tu sei brutto e ti tirano le pietre; tu sei stronzo e ti candidano in Parlamento.

Invece compatti e silenziosi, abituati a strisciare vicino ai muri, loro, i centristi, come un ruscello di montagna hanno ballonzolato su e giù fino ad approdare nelle acque sicure del lago Mario. Calmo, riposante quasi ipnotizzante, parla e riparla del suo salvataggio, senza mai pensare ad altri disastri causati da incompetenti arroganti. Mi fa ridere che il banchiere numero due si sia detto deluso dalla sua agenda. Uno che ha brillato per la sua immobilità si permette pure di criticare.

I finiani, poi, son stupiti, inorriditi e sconcertati. Ma quando Silvio c’era, dove stavano? Riaprite le miniere, è urgente!»

© Rivoluzione Liberale

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