Partire dalla storia del tricolore e dell’inno nazionale italiano, per far rivivere nel nostro Paese, in un momento tanto delicato, le ragioni della sua indivisibilità, della coesione sociale come viatico per il progresso. E, allo stesso tempo, proteggere e tramandare il grande lascito del Risorgimento.

E’ nelle librerie il saggio storico L’Italia s’è desta. La vera storia dell’inno di Mameli e del tricolore (2011, editore Cairo Publishing, pp. 320, € 16), scritto da Tarquinio Maiorino (scomparso nel 2005, considerato un maestro del giornalismo popolare e che tra le altre cose fu inviato speciale del Giorno), Giuseppe Marchetti Tricamo (docente presso la facoltà di Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione nell’Università di Roma La Sapienza, già direttore di Rai-Eri) e Andrea Zagami (presidente della società di consulenza Zigzag, che è stato anche direttore della comunicazione e delle relazioni esterne della Mondadori, di Tim e della Stet).

I tre autori ripercorrono la genesi, la vicenda documentata di due emblemi dell’Unità d’Italia (nel suo 150° anniversario), anche perché tornati di moda. Con lo scopo di farne sapere di più, descrivono una sorta di revival del tricolore e dell’inno, un recupero che oltrepassa il significato intrinseco legato a eventi sportivi o a missioni militari. Maiorino, Marchetti Tricamo e Zagami, con queste pagine, si sono fatti carico di dar seguito, in un certo senso, a un processo avviato dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e proseguito dal suo successore e attuale capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il primo cominciò col ridare lustro e prestigio alla bandiera italiana e intorno ad essa a creare una nuova emozione. I tre autori spiegano che in particolare Napolitano, raccogliendo il testimone da Ciampi, ha inquadrato come possibile soluzione della crisi economica e sociale di questi ultimi anni, l’”interesse unitario del Paese”, vantaggio basato anche su quei due simboli. Da qui il monito a una degna celebrazione della Festa della Repubblica, reintrodotta nel 2001.

Il libro, da una parte riesamina la storia del tricolore, fatta sia di gloria sia di clandestinità. La bandiera, ricordano gli autori, nacque a Reggio Emilia nel 1797 e venne adottata (ormai priva dallo stemma di Casa Savoia) dalla Repubblica italiana un secolo e mezzo dopo, nel 1946, poco dopo il termine della seconda guerra mondiale.

E dall’altra parte, il volume offre un resoconto, in parte sconosciuto, di Fratelli d’Italia, l’inno (il cui primo titolo era stato Canto degli italiani), delle cui parole fu autore Goffredo Mameli. A questo punto i brani sono dedicati a una biografia della affascinante figura del poeta, patriota e scrittore genovese, che perse la vita a soli 22 anni (1849) durante la difesa della Repubblica romana (a Villa del Vascello, punto strategico).

Maiorino, Marchetti Tricamo e Zagami, insieme anno pubblicato anche Fratelli d’Italia (2001), Il tricolore (2002) e Viva l’Italia, viva la Repubblica (2003).

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