«A me Fabrizio Corona non è simpatico. È il classico bullo arrogante dotato d’intelligenza inferiore ma furbetto dalla nascita. Dopo aver massaggiato piedi a famosi ricchioni, ha capito che la vita comoda faceva per lui. Grande estimatore di Machiavelli declinato alla sua maniera, non ha guardato in faccia a nessuno e, una volta capito che un certo mondo era ricattabile a causa della grande mobilità di mutande, ha fatto i soldi con queste debolezze.Grande conoscitore di mignotte e papponi, gli è stato facile insinuarsi nelle notti brave e in quelle bravine di questi straccioni ripuliti. Poi però, ha esagerato.

Con il verdetto, la Suprema Corte ha reso definitiva la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Torino, il 6 gennaio 2012, nel processo nel quale l’ex titolare dell’agenzia “Corona’s” – fallita – era imputato per estorsione aggravata e trattamento illecito dei dati personali ai danni del calciatore franco-argentino David Trezeguet, quando vestiva la maglia della Juve; nel dettaglio, gli aveva spillato 25.000 euro per non divulgare foto in cui il tipo era con una femmina che non era la moglie.

Intanto a me questi calciatori tutto genio e sregolatezza mi annoiano. Posso salvare solo Maradona: lui era tutto declinato all’eccesso, questi di adesso sono pallide caricature. E comunque al tipo quella somma non faceva né caldo né freddo.

Ma la legge non guarda in faccia a nessuno e non fa questione di cifre: un ricatto è un ricatto. E ora Fabrizio deve farsi 5 anni.

Mi viene in mente il tipo che, per una serie di sciagurate circostanze, nell’ enfasi di un gioco erotico, ha ucciso una ragazza. A quello hanno dato 4 anni.

Allora m’interrogo: va bene che Corona era recidivo, aveva già lasciato i domiciliari; è uno spaccone pure stupido. Ma il ricatto al calciatore è forse più orribile e grave di un omicidio anche se colposo?

Ora Fabrizio è irreperibile; lui che aveva dichiarato che piuttosto che andare di nuovo in galera si sarebbe ucciso, rischia di diventare l’ennesimo eroe farlocco di una gioventù che vive di falsi miti, di veline e di tronisti, di persone che vivono solo grazie a quante volte riescono ad andare in tivvù.

Torna Fabrizio, dice la famiglia. Io invece dico, che torni a fare? In un Italia dove sono tutti innocenti, stavolta tu ti sei seduto nella fila sbagliata; resta dove sei, magari – per assurdo – potresti avere l’opportunità di fare per una volta qualcosa d’intelligente. Ma ho molti dubbi che tu ne sia in grado.»

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI