Prosegue lo studio delle tendenze e dalle convinzioni manifestate dall’opinione pubblica russa in accordo ai sondaggi d’opinione svolti dal prestigioso istituto Levada.

Il survey di fine novembre ha posto sotto osservazione la posizione della Federazione Russa nell’arena internazionale, adottando quale prospettiva di analisi i sentimenti dei cittadini nei riguardi di alcuni Paesi “sensibili”.

Primi osservati speciali sono ovviamente gli USA. Alla domanda “qual è nel complesso la vostra attitudine nei confronti degli Stati Uniti”, solo il 4% degli intervistati ha risposto “molto positiva” – a fronte di un 6% che la ritiene “molto negativa”. Quasi una persona su dueha preferito “perlopiù positiva”, e poco meno di una su tre “perlopiù negativa”. È interessante notare come l’anno elettorale appena trascorso negli States, in cui lo stato delle relazioni con il gigante eurasiatico è stato oggetto di acceso dibattito politico, abbia leggermente ma stabilmente deteriorato il rapporto dei Russi con gli Statunitensi rispetto ai poll degli anni precedenti.

Sorprendentemente simile è l’atteggiamento nei riguardi dell’Unione Europea, evidentemente influenzato dalla sincronia – percepita dai cittadini russi – fra issue atlantiche ed europee. Oltretutto, anche in questo caso i dati hanno mostrato un lieve peggioramento nel corso dell’ultimo anno.

Molto più serene appaiono le relazioni con l’indisciplinato fratello minore ucraino, con cui i Russi mostrano maggior familiarità (68% di loro ha un’inclinazione positiva o molto positiva) nonostante l’instabile collocazione geopolitica del Paese. Proprio a riguardo della traiettoria strategica ucraina, il 19% dei cittadini ritiene che i Piccoli Russi siano in una fase di avvicinamento alla Federazione, a fronte di un 32% convinto di una loro deriva occidentalista. Più di un cittadino su tre, invece, pensa che l’Ucraina languisca fra est ed ovest. Ancora, un cittadino su due crede che i rapporti fra i due Paesi non siano destinati a mutare significativamente nel prossimo futuro, a fronte di un 28% che li vede in miglioramento e di un 10% in peggioramento. Da notare come nel novembre 2008, durante il secondo mandato affidato a Julija Tymošenko, più di due Russi su tre ritenessero l’Ucraina un Paese infeudato all’occidente.

Nei riguardi della Bielorussia, parte (insieme al Kazakhstan) dell’Unione Doganale, ben il 78% dei Russi ha espresso attitudini favorevoli. Al contrario, il conflitto in Ossezia del Sud del 2008 fa ancora sentire i suoi strascichi nei confronti dei Georgiani. Quasi il 50% della cittadinanza mostra un’avversione verso il piccolo vicino meridionale.

Un’ultima serie di dati, che confuta l’immagine di un Paese monolitico e acriticamente prono alla guida del suo “zar”, è quella dedicata ai conflitti del vicino Oriente. Nonostante l’indubbio sostegno fornito da Putin alla Siria di Bashar al-Assad, solo l’11% della popolazione supporta il presidente siriano, a fronte di un 9% schierato con gli insorti e del 52% che non parteggia ne per l’una, ne per l’altra parte. Ancora una volta, Levada mostra uno spaccato della popolazione russa irriducibile a comodi schemi interpretativi di fattura “occidentale”.

© Rivoluzione Liberale

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