Pare ormai che i continui scandali, che coinvolgono il mondo politico, siano ormai arrivati ad un tale livello da aver creato assuefazione nei cittadini. Oggi non ci si scandalizza quasi più, anzi il clima elettorale fa giustificare ogni cosa a patto che la parte avversa abbia anch’essa i suoi scheletri prelevati dagli armadi.

Ecco quindi che il Pd giustifica lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena con il fatto che anche Pdl e Lega abbiano le loro banche, Credito cooperativo Fiorentino e Credieuronord, fallite sulla coscienza. E forse per questo, e non solo per questo, il centrodestra non approfitta come potrebbe dell’evento, avendo evidentemente la coscienza non troppo pulita in merito. Allo stesso modo poi il centrodestra giustifica le ruberie dei suoi amministratori locali, alcune clamorose come quelle laziali o quelle oggetto di indagine al comune di Parma, ma altre ancor più inquietanti come lo scandalo della sanità privata in Lombardia, con il fatto che anche qualche amministratore di centrosinistra sia finito con le mani nella marmellata.

Insomma se il peccato è di tutti allora non è di nessuno e anche quando candidature come quelle di Nicola Cosentino vengono sacrificate lo si fa solo per opportunità politica elettorale, non per reale volontà di pulizia.

Se si scopre una magagna la reazione non è la condanna, ma il tentativo di coprirla magari additando la magagna di altri a giustificazione della propria.

Quello che ai politici sfugge, e comincia a sfuggire anche all’elettorato meno attento, è che questo sistema di diffusa corruttela, di mancanza totale di principi e di uso strumentale delle istituzioni per arricchimento, anche strettamente personale, è che chi ne paga le conseguenze sono tutti, a cominciare da quella parte onesta di cittadinanza che si ostina a lavorare nelle regole e a pagare le tasse.

In sostanza chi paga è la parte sana della società per la mancanza di scrupoli di una classe dirigente appositamente selezionata per essere parassita e rapace.

Quello che comincia a sfuggire all’attenzione, assuefatta dalla massa enorme di scandali, è che ad essere guasto non è questo o quel partito in particolare, anche se alcuni sembrano essersi dati più daffare di altri, ma è tutto il sistema politico ad essere coinvolto.

Il bipolarismo basato su Pd e Pdl, dove per forza devi essere o di qua o di là a qualunque costo e nonostante qualunque porcheria, e se non lo sei ti danno del traditore, è il genitore degenere di questo sistema e ne è, se non l’origine, di certo il fattore che ne ha creato l’ambiente naturale perfetto a proliferare.

Quando devi per forza essere di parte sei costretto a giustificare qualunque cosa la tua parte produce, ingoiare qualunque rospo, altrimenti sei un voltagabbana, ed il senso critico è bandito.

Montanelli diceva di non aver difficoltà a cambiare idea, perché chi ha sempre ragione o è Dio o sono gli imbecilli. Troppi oggi invece considerano, a causa di questo falso sistema bipolare, che cambiare opinione o semplicemente formarsi una opinione autonoma da quella del capo, o dell’ufficio politico, sia un atto di alto tradimento.

Eppure questo bipolarismo s’è dimostrato innanzi tutto falso, proprio perché in effetti non è stato altro che un sistema per spartirsi potere, e spesso denari, tra oligarchie apparentemente contrapposte, ma consociative negli interessi fondamentali. Oligarchie che hanno l’una bisogno dell’altra per mantenere il sistema e quindi il potere.

E questo spiega molte cose, ad esempio il balzo in alto nei sondaggi del Pd all’ennesima entrata in campo di Silvio Berlusconi o il soccorso rosso di Santoro e company nel momento di massima difficoltà del cavaliere nelle proiezioni.

Liberarsi di questo sistema è ovviamente un obbligo ed una necessità se si vuole davvero evitare al Paese un prosieguo nello stillicidio di scandali e soprattutto un futuro ancor più nero per quella parte sana di Italia che ancora, oltre ogni logica, insiste caparbiamente a tirare la carretta.

© Rivoluzione Liberale

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