In un momento di difficoltà economica, di crisi politica e sociale e di diffusa insoddisfazione come quello odierno sarebbe stata doverosa una campagna elettorale centrata sulle ricette necessarie ad uscire dalla crisi. Ovviamente, il panorama politico-mediatico ci ha proposto tutt’altro.

Mai in passato ricordo di aver assistito ad una campagna elettorale più farsesca e irrazionale di quella attuale, dove il colpo ad effetto, lo show televisivo o lo scandalo dell’ultima ora sembrano le uniche armi a cui i vari candidati in vetrina danno fondo e sembra anche che siano le uniche argomentazioni efficaci per un popolo evidentemente ormai assuefatto a tali espedienti.

Ha iniziato, neanche a dirlo, Berlusconi dichiarando che avrebbe non solo tolto l’IMU, tassa inventata dal suo ministro dell’economia e che il Pdl aveva approvato in parlamento solo pochi mesi prima, ma addirittura promettendo zero tasse a chi assume. D’altronde la cura definitiva del cancro l’aveva già promessa tre anni fa ed il fatto che non sia riuscito a trovarla probabilmente sarà colpa di qualcun altro. Quindi non pago ha rispolverato il meno tasse per tutti, forse sperando che nessuno ricordi che sotto il suo governo 2008-2011 la pressione fiscale era sensibilmente aumentata, al pari del debito pubblico.

Gli altri candidati però, ben lungi dall’isolare il giullare di turno, anche perché pressati dai sondaggi, si sono lanciati all’inseguimento, in una gara folle a chi la spara più grossa.

Bersani, nonostante una certa inerzia caratteriale s’è lanciato promettendo anche lui meno tasse alle imprese, no alla patrimoniale, benché su questo smentito dalla Camusso tre minuti dopo, e infine il gran finale con lo stop all’acquisto degli aerei militari F35, cosa di difficilissima realizzazione, e di dubbia utilità visto che li compriamo, ma contribuiamo anche a produrli ed il loro acquisto è sottoscritto da diversi anni con clausole capestro per una eventuale rinuncia.

Persino lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, capitato tra capo e collo al Pd, ha suscitato nel segretario-candidato premier un istinto antropofago che gli ha fatto minacciare gli avversari con un “li sbraniamo” che non sarebbe stato credibile nemmeno in bocca ad un comunista vero degli anni 50, di quelli che si diceva mangiassero i bambini.

Per fortuna di Bersani, nonostante tutto, nessuno pare abbia molta voglia di infierire sulla vicenda bancaria, forse ricordando che quasi tutti hanno avuto interessi incrociati e responsabilità più o meno evidenti in quel settore.

L’unico che ha provato ad alzare la voce è anche quello che forse doveva star zitto più di tutti, Giulio Tremonti a cui qualcuno ha subito ricordato come sia stato lui, da ministro, il primo ad erogare al MPS ben 2 miliardi di Euro di prestito, mai restituito, e come sia stato lui a nominare i vertici della Consob che doveva vigilare sulla correttezza delle operazioni finanziarie della banca ed ha evidentemente fallito clamorosamente nel compito.

Nel frattempo anche il pacato Mario Monti è sceso, pardòn salito, nell’agone con qualche promessa mirabolante, infatti subito dopo aver affermato che “gli Italiani sono vittima delle promesse elettorali” ha promesso “taglierò Imu, Irpef e Irap”, in un sol colpo. Smentita invece la riduzione delle vacanze estive nella scuola ad un solo mese, una proposta che nessuno ha capito, e forse nemmeno Monti.

Sul campo dello show naturalmente non può mancare Beppe Grillo, che anzi sui palcoscenici ci sta da una vita e da mattatore. E di promesse anche il comico genovese ne ha fatte tante, referendum su tutto, rivoluzionamento della classe politica, uscita dall’Euro, e vecchi politici tutti a casa. Purtroppo anche lui è inciampato alla prima buca dell’epurazione dei dissidenti interni, cosa che ne ha bloccato l’ascesa e oggi rischia d’aver segnato anche l’inizio del suo prematuro declino.

Persino Oscar Giannino, che s’è sempre vantato di far politica coi numeri, non ha invece resistito alla sceneggiata a Porta a Porta, televisivamente sempre efficace, dell’incatenamento in diretta. Vespa ovviamente era al settimo cielo.

E quando ormai il circo barnum della campagna elettorale sembrava aver dato il peggio di sé, annunciata da giorni, è arrivata la mossa elettorale a sorpresa del solito Berlusca. Ma chi si aspettava un nuovo contratto con gli Italiani è rimasto colto, è il caso di dire, in contropiede; infatti il cavaliere stavolta il contratto l’ha fatto con Mario Balotelli, e pare che valga ben un paio di punti nei sondaggi!

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. D’accordissimo! Il caso Ballottelli é il simbolo piú emblematico della maniera di far politica e del Cavaliere, con colpi ad effetto e svendita di illusioni. Aggravato da quella incredibile dichiarazione, tipica anch’essa del suo stile, sul Mario che fa piangere i tedeschi e il Mario che, si suppone, li rende invece sollazzati e contenti. Qualche punto in piú nei sondaggi? Forse tra i fans del Milan, ma nel resto del Paese solo nausea. Ma vedrá che il contratto cogli italiani ci sará, e sará una nuova sfilza di miraggi e menzogne.

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