Come infangare il Giorno della Memoria, con le lodi dell’operato del fascismo e come deturpare i muri con scritte naziste. Dimenticando tutti i caduti italiani che si sono opposti al fascismo, da Gramsci a Gobetti, da Giovanni Amendola ai Fratelli Rosselli, da Giacomo Matteotti, ai caduti della Resistenza, da Raffaele Persichetti alla Piramide Cestia, alla Divisione Acqui a Cefalonia, dai ragazzi delle 4 giornate di Napoli ai deportati per obbedire da servi sciocchi ad un padrone straniero in una guerra fatta di stragi e di oltre 15 milioni di morti di cui 6 milioni di ebrei, nei campi di sterminio tedeschi. E senza dimenticare i tanti internati nelle isole come Ventotene. In quanto ai nazisti ben si attaglia loro il Bollettino della prima guerra mondiale di Armando Diaz: i resti di quello che fu uno dei più forti eserciti al mondo, risalgono senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. Basta risalire lo Stelvio dalla parte lombarda, per leggere su una targa posta ad una stazione di dogana del confine di allora, come i resti dell’esercito nazista si arresero alla formazione partigiana Giustizia e Libertà nel 1945 a guerra finita da una settimana. E senza essere guerrafondai, la Patria è la Patria, con tutti i difetti che abbiamo.

28 gennaio: dichiarare quello che è stato detto sul fascismo dall’ex Primo Ministro è stato un obbrobrio per catturare i voti di neo fascisti e neo nazisti. Lo scrivente non ha la buona educazione civile del Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, avv. Renzo Gattegna e quindi teme che gli scappi il dito sulla tastiera. Insultare il nostro Paese per avere qualche misero voto neo fascista in più è qualcosa di turpe e ignominioso.La Ueper bocca della sua Commissaria Maelstroem ha riprovato con parole educate ma ferme lo sconcerto europeo per le dichiarazioni sul capo del fascismo, pronunciate nel Giorno della Memoria.

In compenso la Cancelliera Merkelha riaffermato con decisione la responsabilità imperitura della Germania per le stragi naziste al di là del tempo di quando avvennero. Danke schoen!

29 gennaio: continuano liti e insulti e contestazioni, il tutto nello scandalo Mps e le inchieste si sono allargate e coinvolgono molti responsabili e il silenzio di Bankitalia. Il Ministro del Tesoro ha riferito alla Commissione Finanze della Camera sulla situazione della Mps, ma le polemiche tra partiti e le indagini dei Pm si sono moltiplicate.

Importante ricordo al Quirinale, dell’Anniversario della legislazione nazionale che istituì la Giornata della Memoria. Parole chiare e ferme di tutti i partecipanti e ulteriore severa presa di posizione del Presidente della Repubblica Napolitano contro il risorgente nazismo e contro l’aberrazione delle leggi razziali, l’antisemitismo e avere reso l’Italia serva dei nazisti. In serata uno splendido sceneggiato ha ricordato la vita dell’aviatore Taglio, lui ebreo ricercato, che riuscì a far fuggire nel nord Italia centinaia di ebrei condannati alla deportazione nazista con l’aiuto dei loro servi o subalterni della Rsi.

La terza sezione civile della Cassazione ha convalidato la sentenza della Corte d’Appello di Palermo e condannato lo Stato (Ministeri della Difesa e Trasporti) a risarcire le famiglie degli 81 morti nella strage di Ustica: fu un missile e non una bomba nella stiva dell’Itavia.

30 gennaio: dura presa di posizione dell’Ue sulle frasi a favore della dittatura fascista. E’ stata presentata una richiesta alla Procura della Repubblica di condanna per le affermazioni pubbliche sul fascismo da parte del precedente Presidente del Consiglio. Preannunciata la nomina all’unanimità di Antonio Patuelli (a suo tempo vice segretario vicario del Pli) a Presidente dell’Abi. In Senato, il Presidente della Commissione Politiche dell’Ue, ha svolto una relazione sull’attività della Commissione nella XVI legislatura. Il Presidente del Consiglio a Bruxelles ha incontrato il Presidente della Commissione europea Barroso.

31 gennaio: nuovo incontro del Senatore Monti con Barroso e il Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy in vista delle decisioni da prendere sul finanziamento europeo; a seguire viaggio a Berlino dalla Cancelliera Merkel e la riaffermazione, si spera non solo elettorale, di una necessità delle crescita in Italia; poi ritorno a Roma di Monti per un Cdm in serata. Temi caldi europei: Pareggio di Bilancio e fiscal compact, cioè l’abbattimento del debito pubblico sovrano per riportarlo entro i limiti sanciti dai patti di Maastricht.

In serata, appunto il Cdm, per mancanza di alcuni ministri, ha rinviato la decisione sul “riccometro”, come pure una decisione sugli esodati.

Intervento preciso del Presidente della Repubblica, sulla chiarezza nella situazione della Mps e a difesa dell’autonomia della vigilanza di Bankitalia nell’interesse del Paese. Quis custodiet et ipsos custodes? Se lo domandavano già gli antichi romani.

Per il resto i toni della campagna elettorale sono sempre più aspri, dando ragione alla stampa internazionale, come ben riportato in altra pagina di questo nostro giornale liberale.

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