«Vediamo di parlarci come se fossimo bambini di 5 anni; quello che manca a certa stampa è la chiarezza; il garbuglio di parole lascia spesso il lettore con il dubbio: ma questi mi hanno preso per un idiota?

Allora facciamo le cose perbene: un manager dell’Area Finanza del Monte dei Paschi sta aiutando gli inquirenti a scoprire che cosa accadde al momento di trattare l’acquisizione di Antonveneta. Starebbe svelando i reali termini dell’accordo che portarono alla famosa “plusvalenza” di circa tre miliardi di euro concordata con i venditori del Banco Santander.

A casa mia plusvalenza si traduce con soldi in più; a quel punto le domande sono due: perché e per chi?

Questi fatti che risalgono al 2007, hanno sicuramente dietro una o più menti pensanti che hanno deciso il tutto. E allora i sospetti si sprecano avvalorati purtroppo dal fatto che ormai in Italia si pensa subito male, avendone viste di tutte. 

In questo frangente mi fa un po’ ridere la Procura di Trani: sempre pronta a sguainare la spada per salvare l’umanità; non tenendo per nulla in conto la competenza territoriale. Ma sapete com’è: giustizieri si nasce!

Certo che in questo clima così concitato, la vicenda del Monte sembra essere la ciliegina sulla torta. Forse si è arrivati al vero fondo:  a tutto questo disgregamento morale ci ha portato la politica dei panni sporchi di questi ultimi anni. Questa gente ha troppo potere e gli organi che dovrebbero sorvegliare ne hanno o troppo poco oppure sono compagni di merende.

Ci vorrebbe un tornado biblico che azzerasse tutto: è immorale che queste persone guadagnino così tanto; in casi come questo, nel quale la vicenda coinvolge un ente così importante, i vertici dovrebbero esser sospesi dallo stipendio e da tutti i benefit fino a chiusura dell’indagine. E non si dovrebbe restituire nulla anche in caso di assoluzione, in modo che i soldi vadano a coprire le ingenti spese, che altrimenti andrebbero pagate indovinate da chi.

Se ci fossero più rischi personali nella gestione di certi affari, forse la gente ci penserebbe meglio prima d’intraprenderli. Quello che ancora non esiste in Italia, nel settore pubblico o partecipato, è la responsabilità civile.

Chiunque arrivi a una carica così importante come quella di Mussari, dovrebbe esserne responsabile anche con il suo patrimonio personale. Forse ci sarebbe meno avidità; ormai ricevere un avviso di garanzia è quasi un vanto, ma quando si tocca il portafoglio la sensibilità aumenta.

Voglio fare una considerazione amara: Fabrizio Corona il guappo è in galera per aver ricattato un calciatore; credete che se la banda del Monte dei fiaschi fosse riconosciuta colpevole andrebbe in cella? Apro le scommesse.»

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI