Che gli Italiani siano un popolo sensibile alle facili promesse è cosa nota, ma che davvero possano credere a certe favole elettorali di questi giorni è qualcosa che mi rifiuto di accettare.

E’ davvero possibile che persone raziocinanti credano a certe promesse quando non sono sostenute da una spiegazione minimamente credibile su come raggiungerle?

La spiegazione, per esempio, di Berlusconi a Ballarò su come vorrebbe trovare i soldi necessari a restituire l’IMU del 2012 ed eliminare l’entrata della tassa per gli anni a venire è stata al contempo inverosimile e grottesca. Il fatto di ricorrere alla Cassa Depositi e prestiti, per poi recuperare risorse, del tutto ipotetiche, da un accordo con la Svizzera sulla tassazione dei depositi oltre confine è allo stesso tempo tecnicamente una scemenza e concretamente impraticabile.

I soldi dunque li prenderebbe dalla Cassa Depositi e Prestiti, che non è altro che una banca detenuta per il 75% dal ministero del tesoro, quindi a capitale prevalentemente pubblico. Insomma accenderebbe un bel mutuone di debito pubblico, che poi andrebbe pagato ovviamente con le tasse dagli Italiani. Insomma restituirebbe la tassa con un debito da coprire poi con un’altra tassa. Davvero Ingegnoso.

Ma l’ex presidente del consiglio ha aggiunto che coprirebbe il prestito della Cassa Depositi e Prestiti con le entrate derivanti dall’accordo con la Svizzera sulla tassazione dei capitali “nascosti” nelle banche elvetiche. E già qui si entra nella fantascienza finanziaria.

Intanto bisognerebbe chiedere all’ex premier come mai nei tre anni e mezzo di suo governo non si riuscì a fare alcun accordo con la Svizzera e come è possibile che invece oggi, in poche settimane, lo si possa raggiungere in tempo per il famoso primo consiglio dei ministri? In effetti una trattativa su questo fronte c’è stata nei mesi scorsi, ma l’ha portata avanti Mario Monti, mentre prima il governo del Cavaliere era rimasto totalmente inattivo in materia.

C’è da dire che il margine di recupero dalla Svizzera è oggi minimo e una qualsiasi possibilità di tassazione di capitali “nascosti” in quelle banche svanirebbe rapidamente, dato che gli stessi capitali semplicemente si trasferirebbero altrove. Nel 2010 il governo Berlusconi consentì, con lo scudo fiscale, a chi aveva fondi “nascosti”, quindi illecitamente esportati, in Svizzera di regolarizzarsi con una spesa del 5-6%, oggi Berlusconi vorrebbe far credere che coloro che non aderirono nemmeno a quella vantaggiosissima possibilità accetterebbero oggi una tassazione del 40% senza reagire.

E’ ovvio, e pure facile, che costoro semplicemente trasferiscano i loro depositi ad altro Paese, magari caraibico, senza nemmeno bisogno di cambiare banca, ma cambiando solo filiale. Potrebbero continuare a ritirare i soldi dallo sportello svizzero avendo però il conto oltre oceano risparmiando quel 40% così fastidioso.

Insomma non sta in piedi, eppure molti ci credono anche perché la riduzione della pressione fiscale, invece, è una necessità seria e reale del Paese, ma quello che manca è qualcuno che dica seriamente come poter ottenere questo risultato.

Spiegare come ridurre le tasse in campagna elettorale è un altro paio di maniche da prometterne la riduzione, magari con fantasiose spiegazioni, perché è un processo lungo, difficile e non privo di scelte dolorose.

Per abbassare le tasse infatti è necessario ridurre la spesa, ridurre l’apparato dello Stato, la sua burocrazia e quindi i suoi costi e questa operazione non è una operazione né semplice né indolore.

Avere il coraggio di dire la verità agli Italiani potrebbe fare la differenza in una campagna elettorale dove al momento la verità è sempre meno e le certe panzane invece si sprecano.

© Rivoluzione Liberale

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