«In un clima elettorale molto concitato e affollato, è difficile non sentirsi in confusione; i programmi elettorali degli uni e degli altri sono più o meno simili. Si parla di tasse da ridurre, incentivi, sgravi ecc.; forse nessuno o quasi ha affrontato il problema Università, che invece è alla ribalta proprio in questi giorni. L’Università italiana è in grande affanno: vengono riportati dati sconfortanti che sono purtroppo conseguenze della somma  di tanti fattori.

Primo fra tutti la constatazione che il famoso pezzo di carta non è una garanzia di lavoro; al giorno d’oggi non ci sono settori in cui il lavoro sia garantito.

Chi studia nello specifico materie economiche o commerciali, sa bene che deve sempre continuare, non ci si può laureare e basta, bisogna essere all’avanguardia, seguire il mercato, essere sempre pronti ai suoi cambiamenti.

Due decenni di governo poco attento ha prodotto l’instabilità  e l’impoverimento che viviamo ora.

Dobbiamo sperare che chi ci governerà terrà conto  di questo grave problema che forse non viene valutato in tutta la sua interezza

Ma forse la verità vera è che per governare l’Italia non serve più la cultura: siamo nelle mani di gente ignorante e gretta che al massimo ha studiato per corrispondenza.

Oppure, di finti intellettuali con la zeppola in bocca che rendono i loro discorsi incomprensibili per sottolineare la loro presunta sovranità!

Per colpa degli uni e degli altri ci ritroviamo a vivere questo medioevo moderno: oggi come oggi i nostri giovani preferiscono tentare la strada del presunto talento piuttosto che passare anni a studiare.

In fondo perché farlo? I nostri leader politici per lo più vengono dall’università della vita oppure si sono formati nel famoso ateneo Arraffa e Spergiura.

Osserviamo senza più speranza questa tendenza al peggio: come meteorologici attoniti di fronte alla furia della tempesta, assistiamo impotenti alla fine di tante certezze.

Il mondo è degli ignoranti, dei tuttologi; il corso in Successo Immediato se Sei carina e Disponibile è il più affollato.

Eppure eravamo poeti e scrittori; eppure la storia è piena delle nostre parole pensate e scritte da menti straordinarie che ci rendono orgogliosi. Non finirò mai di chiedermi come mai siamo finiti così in basso, oltre lo scantinato dello scantinato.

Sapendo da subito che la risposta non arriverà!»

© Rivoluzione Liberale

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