La salute del nostro Pianeta è “sorvegliata speciale”. Al di là delle diatribe fra catastrofismi ed eccessi di irresponsabilità, non possiamo non occuparci della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le conseguenze negative di un disordinato sviluppo industriale.

Gli investimenti necessari per rendere attuabile un piano energetico nazionale ed internazionale sono molteplici e le risorse e gli interessi a volte confliggenti. Molto condivisibile l’assunto, che da più parti si sta facendo strada, che è necessario fare ogni sforzo possibile per rendere la sostenibilità ambientale una realtà percorribile. Le sfide che abbiamo davanti per conseguire questo risultato non sono facili.

L’azione del nostro Governo, del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini di queste ultime settimane, si inserisce in una vision di lungo periodo che ha come oggetto principale quello di mettere al primo posto dell’agenda della crescita economica e della politica industriale un approccio corretto e realizzabile delle attività della green economy che, già da oggi, è possibile attuare per rendere più virtuosa la politica ambientale del nostro Paese. La presentazione dei bandi green per l’occupazione giovanile o per il carbon footprint sono elementi di base di un processo di rinnovamento delle strutture di produzione e dei meccanismi innovativi per la promozione della crescita verde. Insieme alle realizzazioni tecnico legislative attuali risulta necessario investire nella ricerca di base per sviluppare un nuovo trend di sperimentazione industriale che consenta una rapida diffusione delle best practice in ogni settore. Senza dimenticare che nelle nostre città ci sono ritardi non più giustificabili, ad esempio, nella raccolta differenziata, che sono un gap da colmare in breve tempo, consapevoli che la cosiddetta sindrome di Nimby non aiuta certo la salute dei nostri figli o la soluzione di problemi sistemici come quelli ambientali, ma realizza solo interruzioni non più giustificabili del vivere democratico.

Le tecniche oggi disponibili per il risparmio energetico e per la riduzione dei consumi sono però implementabili solo con sforzi congiunti, fra pubblico e privato, ad esempio con il lancio di nuovi investimenti. Negli Stati Uniti, grazie anche all’impulso dato dall’Amministrazione Obama, gli investimenti in efficienza energetica sono in uno stadio avanzato e le attese di risparmio energetico e di creazione di nuovi posti di lavoro una realtà. E sebbene non possono essere taciuti i diversi fallimenti delle politiche globali per la riduzione dei gas serra, non bisogna lasciarsi scoraggiare nell’attuazione di comportamenti virtuosi personali e comunitari e a livello Paese che sono la base di partenza per ogni consumo intelligente e sostenibile.

Non c’è in questo una tentazione da “Stato pesante”, anzi. È necessario che gli Stati adottino politiche di regolamentazione per una corretta gestione delle risorse naturali e una efficace utilizzo delle tecniche più innovative. Del resto non è possibile un nuovo “contratto fra generazioni” se non si accresce la consapevolezza che così come non possiamo lasciare miliardi in debito pubblico alle future generazioni, così non possiamo permetterci di distruggere il più importante capitale che abbiamo a disposizione: il nostro Pianeta.

La pressante domanda di consumi certo non facilita la necessità di un “rallentamento indotto” teso alla riorganizzazione delle risorse e del loro sfruttamento. Sterile e inutile il contrasto fra chi manipola dati sul climate change per renderli più allarmanti, e chi, di converso, tende ideologicamente a negare qualunque cambiamento in atto. Diventa necessario, per la sopravvivenza stessa, che accordi e protocolli per lo sviluppo sostenibile siano implementati con rigore tenendo presente la capacità rigenerative degli ecosistemi.

Il piano energetico nazionale deve assumere quindi una valenza strategica di lungo periodo, perché dall’energia e dall’ecosistema dipende il nostro futuro. Senza lasciarsi influenzare da ideologie apertamente anti-liberali ritorna un imperativo di intelligenza e responsabilità scientifica per un comune lavoro politico sapiente ed efficace.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI