Il reddito degli italiani torna ai livelli di 27 anni fa. Le statistiche rivelano 8,2 milioni di poveri, censiti e in continuo aumento, il 14% della popolazione. La produzione industriale scende ai livelli di 22 anni fa.

I signori che hanno governato negli ultimi 20 anni e che ne hanno combinate di tutti i colori ancora ci dicono, o tentano di dirci, cosa bisogna fare per il bene del paese. Affermano che faranno subito quello che non hanno fatto fino ad ora. Mi domando se questa che vediamo è la campagna elettorale del 2013 o la rappresentazione di come eravamo e quante ne abbiamo dette. Il PLI responsabilizzato in una azione di governo non può che garantire una gestione della cosa pubblica etica, equilibrata e rivolta al “bene comune”. I grandi partiti una volta al governo tendono a soddisfare gli ideali dei propri sostenitori per non perdere il consenso del proprio elettorato vincente. Il contributo che un partito veramente liberale può dare alle scelte dell’azione di governo sarebbe riformista e garantista, nell’interesse di tutti. Per i veri liberali agli interessi degli uni deve corrispondere un vantaggio per gli altri. Non è liberale raggiungere i propri fini o interessi a danno di altri. I liberali puntano su un’economia sostenibile e creare occupazione rimettendo al centro la produzione di PIL vero non apparente. La mancanza di un partito veramente liberale al governo del nostro paese è fin troppo evidente. I diritti dei cittadini vengono spesso messi in subordine alle ragioni politiche di casta.

Tutti sanno come la pensano gli Italiani sul finanziamento ai partiti, e cosa succede: niente, hanno raggirato l’ostacolo inventandosi scandalosi rimborsi personali ed ai partiti. Tutti sanno che la maggioranza degli Italiani vuole scegliere chi eleggere, cosa è successo: nulla, si voterà, senza che nessuno si scandalizzi, con una legge da tutti definita “porcata”, dove possiamo vedere eletti amici, parenti, propri medici ed avvocati o autisti e persone per finalizzare i propri interessi o difendere la poltrona dove siede, non per quelli del paese. La maggioranza degli Italiani vuole eliminare gli Enti inutili e le sovrapposizioni di uffici pubblici comunali, provinciali, regionali e nazionali. Cosa succede: tante chiacchiere ed ipotesi per prenderci in giro in attesa che la moda passi, per poi non cambiare nulla.

Tutti sanno come la pensano gli Italiani sul numero e le spese dei parlamentari, non c’è da sperare che possano limitarsi, ma, allora facciamo in modo che debbano lavorare, diamogli doppi incarichi pubblici non doppi emolumenti. Nessuno può affermare che i parlamentari non lavorino, ma tutti possiamo affermare che se qualcuno decide di non far niente lo può fare e nessuno può intervenire. La crisi ha coniato l’espressione “Tutto cambia, niente sarà come prima”, per la politica italiana questo non vale. Si sente come si sia deteriorato il senso della vita civile, si osserva impunemente la mancanza di responsabilità della nostra classe politica ad agire in nome dell’interesse generale. Bisogna dare un senso nuovo alla vita politica e sociale. La finanza ha fatto errori madornali puntando sulla speculazione, creando bolle che prima o poi non possono che esplodere una dopo l’altra, e sottraendo denaro ad imprese e lavoratori impediscono di fatto la ripresa. La tirannia della finanza impropria ha provocato lo spostamento dei capitali dagli investimenti per innovazione, per nuovi posti di lavoro, per la protezione dei salari, per le attività produttive, alle attività speculative. Se non si trovano i soldi per investitori, innovazione e nuovi posti di lavoro parlare di ripresa è un’utopia. Sono d’accordo con chi sostiene che oltre al problema della sostenibilità ambientale pesa sul nostro futuro il problema della sostenibilità economica e sociale. Gli ideali e le proposte dei liberali sono il miglior contributo per caratterizzare un nuovo corso per la soluzione dei problemi. Meno burocrazia, equità sociale, innovazione, finanza etica, economia sostenibile, consumo critico, impegno per la pace, welfare e solidarietà sociale, cittadinanza attiva e partecipazione, tutela dell’ambiente, energie alternative, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibile, valorizzazione dei beni culturali e turismo responsabile sono termini che fanno parte del “DNA” del Partito Liberale Italiano.

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