Dopo l’annuncio delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, le reazioni si sono scatenate le une dopo le altre nel Mondo intero, riempiendo le pagine dei giornali nazionali ed esteri, occupando telegiornali interi, dando luogo ad analisi e previsioni su scala planetaria. Ovviamente arrivano messaggi pieni di rispetto e comprensione, di tristezza e commozione, di ringraziamento per l’alto tenore intellettuale delle opere che ci lascia in eredità un grande teologo dall’aria algida e distante, che è riuscito a fare, malgrado lui, un gesto “rivoluzionario”. Ora, come scrive Tom Heneghan su The Globe and Mail, con le dimissioni di Benedetto XVI, può l’America Latina pretendere il papato? Questa è una delle tante questioni che ha scatenato la sua decisione, e le speculazioni non mancheranno da qui a fine Marzo, quando dovrebbe essere eletto il nuovo Papa. Il perché Benedetto XVI abbia abbandonato la nave, non lo sapremo mai, certo è che lascia al suo successore una serie di scottanti casi aperti, sfide che in otto anni di tormentato pontificato non è riuscito a vincere e che probabilmente hanno avuto un grande impatto sulla sua coscienza di uomo di fede: riforma della Curia, il caso IOR, la secolarizzazione dell’Occidente, l’Unità dei cattolici, la concorrenza dei movimenti evangelici. Ma quello che noi dobbiamo cercare di capire non è perché il Papa ha preso una decisione così grave, ma analizzare le reazioni della Stampa Estera su cosa comporta per l’Italia questo atto di grande impatto e soprattutto, cosa si percepisce all’estero di questa ultima fase di campagna elettorale. Marcelle Padovani comincia il suo articolo scritto per Le Nouvel Observateur, riportando la reazione cinica, ma spontanea, di un fruttivendolo di Trastevere: ”non poteva aspettare la fine della campagna elettorale?” Quanta verità in queste parole, “tutti in Italia tendono a sottolineare la serietà e responsabilità che si trovano in questa decisione,  ma il Papa lascia tante domande aperte, e un miliardo di fedeli nello sconforto totale”, sottolinea la giornalista. Cosa ha spinto il Papa a gettare la spugna? Philippe Ridet titola il pezzo nel suo Blog su Le Monde dedicato alla “Campagne d’Italie”, La démission du Pape sidère les politiques italiens, e scrive : “ era già fragile questa campagna. Volatile, che seguiva le polemiche del giorno e le promesse demagogiche degli uni e degli altri. Nelle mani degli scandali come quello del Monte dei Paschi (…) c’era già chi si preoccupava che il festival di Sanremo avrebbe offuscato gli ultimi giorni di campagna, l’annuncio delle prossime dimissioni del Papa minaccia questa volta di farla sparire completamente.” Sarcastico ma realista, come quando, riferendosi alla reazione di Casini, che ha definito il gesto del Papa “rivoluzionario” ed ha affermato che “questa decisione ci allontana ancora di più dal festival delle promesse elettorali”, conclude ironicamente: “ anche se lui non ha smesso di farne…” Anche il Time tenta di “capire” cosa ci sia dietro alla “stanchezza” del Papa. Nel titolo dell’articolo apparso il 12 Febbraio,  ci si chiede se sia la salute o la politica ad averlo fatto decidere, probabilmente, continua il Time, entrambe le cose. Ma superato il fulmine a ciel sereno che è stata questa notizia, torniamo con i piedi per terra per una serie di articoli poco lusinghieri nei nostri confronti e che devono far riflettere. Sul quotidiano canadese La Presse, le elezioni vengono viste come un “valzer di buffoni e saggi”, mentre su Le Point, Dominique Dunglas titola il suo articolo: Italie, le revenant et le clown (il redivivo e il pagliaccio), mentre Liberation si “scatena” sul meticcio di Berlusconi e il cane di razza di Monti. E ancora Swissinfo, chiede a Berlusconi se veramente crede nella pioggia di miliardi che può arrivare dalla firma dell’accordo fiscale con la Svizzera, nel titolo ovviamente tutta l’ironia possibile: Une pluie de miliards! Vraiment, M. Berlusconi? E l’americano Global Post insiste sull’ombra del fascismo proiettata sulle elezioni italiane. The Oman Observer ha pubblicato un’analisi interessante: Instability and raise of the old guard (L’instabilità e il ritorno della vecchia guardia). L’arresto di Orsi e i timori per uno stallo parlamentare a seguito di elezioni frutto di accordi “accrocco”, non aiutano la nostra credibilità. Come possiamo tornare competitivi in campo internazionale se anche chi ci rappresenta negli affari non è più attendibile?

G. Castonguay,Italian Police Arrest Finmeccanica CEO, The Wall Street Journal, 13 Febbraio 2013.”La polizia italiana ha arrestato il capo del colosso italiano per la difesa Finmeccanica , frutto di un’indagine per corruzione collegata alla vendita nel 2010 di elicotteri all’India (…) in aggiunta ad una gran quantità di accuse di cattiva amministrazione da parte della Holding, che hanno travolto il Paese poco prima delle elezioni.” (…)

M. Kumar,Finmeccanica chopper deal to be scrapped if charges proven: Antony, Reuters India, 13 Febbraio 2013.”Il Ministro della Difesa indiano, A.K. Antony ha fermamente dichiarato che l’India è pronta ad inserire Finmeccanica nella sua lista nera, e cancellare un affare che prevede la vendita di 12 elicotteri da parte della Holding italiana attiva nella difesa, se le accuse di corruzione nei confronti della compagnia vengono provate.” (…)

 A.Le Nair,Italie:un nuoveau scandale de corruption en pleine campagne electorale, RFI, 12 Febbraio 2013.”Il Presidente di Finmeccanica, accusato di aver voluto ostacolare la giustizia nell’inchiesta su episodi di corruzione avvenuti nel quadro della vendita di elicotteri all’India, è stato arrestato e incarcerato. Questo scandalo, che arriva in piena campagna elettorale, potrebbe avere gravi conseguenze per la destra e per il Governo uscente di Mario Monti.” (…)

M. Padovani,Démission de Benoit XVI: un moment choisi, Le Nouvel Observateur, 11 Febbraio 2013.”(…)E’ un dato di fatto che il calendario politico italiano sia particolarmente pieno in questo mese di Febbraio: oltre alle elezioni del 24 e 25 Febbraio, c’è il Festival di Sanremo, tradizionale appuntamento della canzone italiana, ai quali si aggiunge ora la prospettiva di un conclave e le incertezze vaticane (…) Questo Papa anomalo, che era teologo ma non pastore, questo papa dall’intelligenza acuta, oltre alla sua cultura, aveva colpito tutti i suoi interlocutori, lascia un miliardo di fedeli nell’angoscia: la crisi della fede, la crisi delle vocazioni, gli scandali.” (…)

P. Ridet,La démission du Pape sidère les politiques italiens, Le Monde, 11 Febbraio 2013.”(…) ‘Oltretevere’ come dicono gli italiani per parlare del Vaticano, un vecchio uomo di 85 anni che si sentiva allo stremo delle forze decide, in piena coscienza di lasciare la sua missione quando niente lo obbliga a farlo (…) ‘Questo fulmine a ciel sereno’, secondo le parole del Cardinal Sodano, getterà una luce cruda su di un Italia gerontocratica, dove le dimissioni volontarie si contano sulla punta delle dita. Il caso avrà ampia risonanza come contro-esempio per una classe politica abbarbicata ai suoi mandati, come i gabbiani sui loro scogli, che invecchia preoccupandosi solo di se stessa.” (…)

TIME,The Resignation of Pope Benedict XVI: Is It Health? Politcs? Or Both?,”11 Febbraio 2013.”(…) Come Cardinal Ratzinger, il Papa ha messo in piedi probabilmente il sistema burocratico più efficiente mai visto in Vaticano, sarebbe stato il primo ad accorgersi che la situazione stava precipitando. Certamente, deve aver realizzato dall’inizio del suo pontificato che era un Papa “anziano” – e non il giovane e atletico Pontefice che era stato Giovanni Paolo II (…) Di fatto, il Papa ha fatto la sua parte in una serie di dichiarazioni impolitiche ed è passato attraverso numerosi scandali (…) La paura di non poter gestire tutto ciò con lucidità nei prossimi anni deve aver avuto un peso importante nella sua decisione.” (…)

M. Paquin,Elections en Italie: la valse des Bouffons et des sages, La Presse, 11 Febbraio 2013.”Stremati dagli  scandali politici e della recessione, gli elettori italiani non sanno più a quale Santo – cornuto – votarsi a due settimane dalle elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio. Un magnate della stampa con un sacco pieno di prese in giro? Un economista austero? Un comico dall’umorismo nero? Un ex comunista terra a terra, vedi smorto? Per ora è quest’ultimo, il democratico Pier Luigi Bersani, ad essere in testa, marcato stretto dall’indistruttibile Silvio Berlusconi. Delle elezioni non banali, dove si gioca, niente meno che il futuro dell’Euro.” (…)

D. Dunglas,Le revenant et le Clown, Le Point, 10 Febbraio 2013.”La legge italiana vietando la loro pubblicazione nelle due settimane che precedono un voto, la stampa italiana ha pubblicato venerdì gli ultimi sondaggi pubblici. E le sorprese non mancano (…) Con 30,5%, la destra ha guadagnato 6 punti in due mesi. L’ipotesi di una rimonta vittoriosa di Silvio Berlusconi è ormai possibile. E’ il risultato dell’inverosimile campagna di Berlusconi. Sentendo la vittoria a portata di mano, il Cavaliere moltiplica le promesse più folli (…) E anche se vincerà la sinistra, sembra improbabile che ottenga una maggioranza stabile per via del diverso sistema elettorale delle due Camere. Ma è per la medaglia di bronzo che i sondaggi hanno riservato la sorpresa più grande. Mario Monti e il M5 Stelle del comico Beppe Grillo sono in quasi parità (…) Ma mentre Monti stagna, Grillo cresce (…) Per farla breve, tra due settimane, il clown populista potrebbe precedere il Professore.” (…)

Libération, Italie:batarde de Berlusconi contre chien de race de Monti, 10 Febbraio 2013.”Votereste per l’elegante cane di razza o per la simpatica meticcia? Mario Monti e Silvio Berlusconi hanno entrambi adottato un cane negli ultimi giorni, portando la campagna elettorale, al suo apice in questi giorni, su di un terreno inaspettato (…) In questa frenesia mediatica è anche nato il seguente rumor: Pier Luigi Bersani, leader della sinistra in testa ai sondaggi, sarebbe anche lui sul punto di adottare un cane. Nonostante…preferisca i gatti!”

P. Ames,Fascism mounts a comeback in Italy, Global Post, 10 Febbraio 2013.”Benito Mussolini  getta una lunga ombra sulle imminenti elezioni politiche del Paese. In questi giorni in Italia è difficile evitare Benito Mussolini (…) L’accolito italiano di Adolf Hitler sta vivendo una seconda giovinezza, 68 anni dopo che è stato ucciso dai partigiani e impiccato in una piazza di Milano.” (…)

E. Ide,Instability and rise of the old guard, Oman Observer, 10 Febbraio 2013.”(…) Gli analisti dicono che lo scenario peggiore che si possa avere è vedere un Governo formato dalla squadra di Bersani e Monti, che sarà in carica per pochi mesi prima che collassi e si abbiano nuove elezioni – accendendo i timori di un ritorno all’instabilità politica e ai veloci cambi di mano, che hanno afflitto l’Italia del dopoguerra. La maggior parte dei sondaggi vede Monti in quarta posizione, dopo Grillo, ma l’ex commissario europeo è fortemente appoggiato dagli osservatori internazionali (…) un accordo con il PD rassicurerebbe i partner Europei dell’Italia.” (…)

G. Dinmore,Italy polls raise risk of hung parliament, Financial Times, 8 Febbraio 2013.”La coalizione di centro-sinistra è la favorita  nella corsa elettorale il cui risultato si avrà tra appena due settimane, ma un Parlamento appeso è un’altra concreta possibilità che si fa strada, visti gli ultimi sondaggi pubblicati prima del silenzio stampa previsto dalla legge.

 SwissInfo.ch,Une pluie de miliards! Vraiment, M. Berlusconi?, 8 Febbraio 2013.”Rimborsare la tassa sugli immobili ai cittadini italiani e compensare le perdite attraverso un accordo fiscale con la Svizzera. Con questa proposta, Silvio Berlusconi è ancora una volta riuscito a far puntare i riflettori su di lui. Ma l’idea rischia di cozzare con la dura realtà dei numeri.” (…)

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